A tale scopo, deve essere soddisfatta la condizione che l'energia specifica Ei lasciata passare dall'interruttore durante il corto circuito sia minore o al limite uguale all'energia specifica Ec sopportabile dal cavo:
Tale condizione può essere ricavata graficamente sovrapponendo le
curve dell'energia specifica dell'interruttore e di quella del cavo,
come evidenziato in fig.2.
Da essa si ricava che il cavo risulta protetto (Ei <
Ec) se la corrente di corto circuito è compresa fra le
correnti Im e Ic corrispondenti ai punti di
intersezione delle due curve.
Fig. 2 - Protezione della conduttura dal corto circuito
In pratica occorre verificare (fig. 3) che l'interruttore protegga il cavo sia per guasto nel punto iniziale della conduttura (corrente di corto circuito massima, Icc,max), sia per guasto nel punto finale (corrente di corto circuito minima Icc,min).

Fig. 3 - Corto circuito nei punti iniziale e finale della conduttura
Si devono cioè verificare le seguenti condizioni:
a) Per il punto A (guasto trifase all'inizio della conduttura, vedi
fig. 3), la corrente di corto circuito massima Icc,max
deve essere inferiore alla corrente Ic corrispondente
al punto di intersezione 2 fra le curve delle energie specifiche
del cavo e dell'interruttore (fig. 2):
La corrente di corto circuito massima può essere calcolata con la relazione già vista a proposito del calcolo delle correnti di corto circuito:
dove:
- U = tensione di esercizio della conduttura [V]
- Z = impedenza del circuito a monte del punto di guasto [W]
b) Per il punto B (guasto monofase alla fine della conduttura, vedi fig. 3), la corrente di corto circuito minima Icc,min deve essere maggiore o uguale alla soglia d'intervento Im dello
sganciatore magnetico dell'interruttore (fig. 2):
(1)
La corrente di corto circuito minima Icc,min può essere calcolata con la relazione già vista in precedenza:
Sostituendo questa relazione nella (1) si ottiene:
La verifica della condizione (1) può essere eseguita anche in modo diverso, considerando, anziché la corrente di corto circuito minima, la lunghezza limite del cavo per la quale lâinterruttore assicura la protezione. Risolvendo, a questo proposito la precedente relazione rispetto a Lc si ottiene:
Il valore di Lc così ottenuto rappresenta appunto la
lunghezza massima del cavo che l'interruttore è in grado di proteggere.
Per lunghezze inferiori a Lc il cavo risulta protetto.
Per lunghezze superiori a Lc la protezione del cavo non
è più assicurata in quanto, a causa della sua elevata impedenza,
la corrente di corto circuito alla fine della conduttura risulta
inferiore alla soglia d'intervento dello sganciatore magnetico e
l'interruttore quindi non è più in grado di intervenire in tempi
sufficientemente rapidi.
Di conseguenza l'energia specifica lasciata passare dall'interruttore
risulta superiore a quella sopportabile dal cavo (vedi fig. 2).
Se si indica con:
la lunghezza massima del cavo che l'interruttore è in grado di proteggere, si ha:
In definitiva, la condizione precedente serve a verificare che la
lunghezza del cavo sia tale da lasciare stabilire, attraverso la
sua impedenza, una corrente di corto circuito di valore sufficientemente
elevato per far intervenire lo sganciatore magnetico dell'interruttore.
Da quanto visto in precedenza si può concludere che l'interruttore
assicura la protezione della conduttura dal corto circuito se sono
verificate le seguenti condizioni:
a) L'energia specifica lasciata passare dall'interruttore per
guasto trifase all'inizio della conduttura
(punto A, fig. 3) è inferiore o al limite uguale a quella sopportabile
dal cavo:
Se la precedente condizione non è verificata bisogna intervenire
o sulla conduttura, aumentando la portata Iz e quindi
la sezione, o sull'interruttore, adottandone uno con energia specifica
Ei inferiore (per esempio limitatore).
b) La lunghezza della conduttura è inferiore o al limite uguale
alla lunghezza massima protetta dall'interruttore:
Se questa condizione non è verificata bisogna ancora intervenire o sulla conduttura aumentandone la portata Iz e quindi la sezione, oppure sull'interruttore, regolando (quando è possibile) la soglia d'intervento Irm dello sganciatore magnetico su valori più bassi.

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