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Condivido un pensiero

Ogni tanto sento il bisogno di condividere un pensiero che non chiede una risposta, ma che vorrebbe funzionare come un interruttore capace di accendere una riflessione comune.
L’occasione, in questo caso, è l’augurio di Buon Natale.
Lo diciamo tutti in questo periodo, e forse proprio per questo mi lascia un certo disagio: è un augurio che non dovrebbe concentrarsi in un solo momento dell’anno e che, per l’insistenza con cui viene ripetuto, rischia di assumere un significato diverso da quello originario.
Non lo interpreto con precisione filologica (che non mi appartiene) ma come una sensazione personale. Per questo lo rivolgo anch’io ai frequentatori di questo spazio, usando la simbologia della nostra tradizione, come un inno all’arrivo di una nuova vita, perché possa crescere in pace e serenità.
Un inno che vorrei potesse essere accolto da tutti: credenti, non credenti, agnostici, o da chi si riconosce in storie diverse da quella che qui viene evocata.

Buon Natale 2025

Buon Natale 2025

L’immagine è un mio schizzo a pastelli realizzato una decina di anni fa, ispirato ad un affresco di Carlo Maratta ( XVII secolo)

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Commenti e note

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Ottima riflessione. Un caro augurio a tutti (non solo di Natale, già passato, al momento in cui scrivo, ma in generale per tutto e tutti)

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Ciao, vorrei postare una considerazione (se non mi nuclearizzi ;) ) ... riguardo al tuo pensiero sul significato diverso da quello originario, forse non c'entra molto con quello che intendevi, ma la tua riflessione mi ha fatto tornare in mente la "Filastrocca di Natale" presente nel romanzo "Hyperion" di Dan Simmons: È tempo di comprare a palate, di spendere, spendere a tutto andare! Mettete mano al portafoglio, fate fuori la monetina! Date a tutti un gran bel regalo: auto, gioielli, un bel vestitino! Spendete in fretta, non pensate, affrettatevi a comperare! È il donare che più piace, più si spende e più si ha! Che allegria, quanta bontà! Che gioia e felicità! Auguri a tutti quanti! BUON NATALE, BUON NATALE, BUONA SPESA A TUTTI QUANTI! Anche a me' sembra che il Natale venga sempre piu "snaturato" dell'originale significato, ma allo stesso tempo anche sempre piu trasformato in un'occasione commerciale e pubblicitaria (almeno a vedere i vari "spot" in TV) ... non vorrei mai che si finisse come in quel romanzo, o che il "jingle bells" del futuro diventasse cosi. Comunque, tanti auguri (a tutti quanti) di pace e serenita' (e niente acquisti :) )

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di ,

Bellissimo pensiero, è l'invito a non celebrare una data, ma il valore sacro di ogni nuovo inizio che appartiene a tutti noi.

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Ciao @admin. Credo che il tuo pensiero, la tua riflessione sia propria di tanti altri, così il tuo auspicio.

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Leggendo il tuo pensiero, mi è venuta una riflessione che non vuole contraddire l’intenzione del tuo augurio, ma aggiungere un piccolo strato di contesto. Quando dici che l’augurio rischia di assumere un significato diverso da quello originario, mi viene da pensare che il Natale, nella sua storia, un cambiamento di significato lo abbia già attraversato. La data del 25 dicembre e diversi elementi della festa derivano da tradizioni precedenti, in particolare quelle legate al solstizio d’inverno e al culto del Sol Invictus, poi reinterpretate dalla tradizione cristiana. Non è una questione di precisione filologica, ma un semplice dato storico: i simboli che percepiamo come stabili sono spesso il risultato di sovrapposizioni e trasformazioni. Forse è proprio questa stratificazione che permette oggi di leggere il Natale in modi diversi, senza doverlo ancorare a un’unica origine. In questo senso accolgo il tuo augurio nella sua intenzione più ampia: come un invito a riconoscere ciò che rinasce, in qualunque forma ciascuno lo riconosca. Sarebbe bastato il proclama del 197 di Tertulliano, ma la storia ha scelto un’altra strada.

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