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Il trend previsto nel segmento residenziale e commerciale FV risulta positivo per i prossimi anni?

Scopo di questo articolo è quello di analizzare se anche dopo la chiusura del V conto energia (in data 6/7/2013 con rif. del. AEEG 250/2013/R/efr) ed il conseguente termine degli incentivi, il FV nei segmenti di mercato degli impianti residenziali (0-20 kW) e commerciali (20-200 kW) può concedere ancora soddisfazioni economiche agli operatori del settore anche in regime di grid parity. Analizzerò le situazioni generali, normative e di sviluppo reti partendo da dati pregressi e stime future del mercato.

I dati che vengono sotto esposti sono ricavati dalla VI edizione 2014 del Solar Energy Report della School of Management del Politecnico di Milano che invito vivamente a consultare per i necessari approfondimenti (rif: http://www.energystrategy.it).

Il mercato FV viene convenzionalmente diviso in:

· impianti residenziali (0-20 kW)

· impianti commerciali (20-200 kW)

· impianti industriali (200-1.000 kW)

· centrali solari (> 1.000 kW)

In questo articolo prenderò in considerazione solo i primi due tipi di impianti che normalmente vedono impiegati operatori medio piccoli e sono sicuramente quelli con più ampia possibilità di sviluppo futuro non essendo tra l’altro stati penalizzati in modo massiccio dalla più recente normativa (es. Ritiro Dedicato ed i Prezzi Minimi Garantiti, aspetti fiscali di rendita catastale, ecc)

Il trend del prezzo costo medio “chiavi in mano” di impianti FV per i due impianti considerati è diminuito dal 2013 vs 2012 di circa il 12-13% mentre durante l’intero 2013 si è avuto un incremento del prezzo medio dei moduli al silicio del 8-9% con una diminuzione del 12-15% su base annua di quelli di provenienza extra Cina ed un rialzo del 10% di quelli made in Cina.

La capacità cumulata a fine 2013 in Italia è pari a circa 17,9 GW con un totale di 550.000 impianti . Nel 2013 (secondi in Europa) sono stati connessi 1,45 GW (-60% vs 2012) dei quali dato interessante 305 MW (21%) costituiti da impianti non incentivati. Il volume complessivo d’affari nel FV nel 2013 è stato pari a 2,5 mld€ (-60% vs 2012) di cui 1,44 mld€ per il residenziale e 0,48 mld€ per il commerciale; 2,543 min€ è il volume di affari complessivo dei vari segmenti per progettazione ed installazione. Nel 2013 la potenza complessiva entrata in esercizio divisa per residenziale (39%) e commerciale (22%) è ritornata alle percentuali del 2008 invertendo il trend 2009-2011 quando gli impianti di potenza maggiore rappresentavano più del 50% del totale allacciato annuo.

Con lo scenario normativo attuale è possibile stimare per il 2014 un mercato nell'ordine di 1 GW di cui il 50% del mercato sarà costituito da impianti di taglia residenziale ed il 23% da impianti commerciali. Per il periodo 2015-2020 è possibile stimare un mercato di poco inferiore a 1 GW annuo di cui il 40% sarà costituito da impianti di taglia residenziale e 35% da impianti commerciali.

Si dovrà però necessariamente passare ad un nuovo modello di business per cui dallo utilizzo del FV prevalentemente al fine di profitto si dovrà incrementare l’uso del FV, unitamente ad altra energia rinnovabile (FER) ed integrare le tecnologie per l’efficienza, l'auto-produzione e la gestione intelligente dell’energia sfruttando al meglio nuove tecnologie emergenti quali i sistemi di storage, l’auto elettrica, sistemi di ricarica e la gestione intelligente dei consumi.


Si sta lavorando per rendere le reti di distribuzione di energia elettrica sempre più intelligenti “smart grid” per cui in tale contesto la generazione diffusa (GD), di cui gli impianti FV sono un pilastro, sarà sempre più richiesta. Si vedrà la nascita di microgrid con collegate nuove unità di produzione e consumo a loro volta connesse da una rete di comunicazione.

I nuovi edifici dovranno puntare all'efficienza energetica ed il settore cui è associato il maggior potenziale “atteso” è proprio quello residenziale. Si parla di realizzare edifici futuri ad energia quasi zero (testo coordinato DL n° 63 del 4/6/2013 disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE). Dal 1/1/2021 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “edifici ad energia quasi zero”; la data è anticipata al 31/12/2018 per gli edifici di nuova costruzione occupati e di proprietà di una Pubblica Amministrazione (compresi edifici scolastici).

Attualmente tutti gli edifici dotati di FV < 20 kW (scheda tecnica n. 7T) possono godere di titoli (negoziabili) di efficienza energetica (TEE o certificati bianchi di tipo I), riconosciuti indirettamente dal GSE, ad es. tramite ESCo accreditate, che attestano il conseguimento di un risparmio energetico valorizzato sulla rete elettrica (decreto 28/12/2012).

Vi è la possibilità di integrazione degli impianti FV con pompe di calore che in ambito residenziale rappresentano il maggior potenziale energetico "atteso". La soluzione diventerà molto interessante appena sarà introdotta (dal 1/7/14) la nuova tariffa elettrica lineare D1 per l’alimentazione, tramite un unico contatore nella abitazione di residenza dei privati, di pompe di calore elettriche come unico sistema di riscaldamento.

E’ stato confermato con lo Scambio Sul Posto (DCO 488/2013/R/efr) la possibilità di accedere ad eventuale contributo del GSE in conto scambio di energia prodotta in eccesso rispetto all'auto-consumo con restituzione degli o.g.s. (Del. AEEG n°614 19/12/13) senza limite massimo però solo per impianti sino a 20 kW, nessuna restituzione per gli impianti da 20 a 200 kW incentivati in conto energia e restituzione fino ad un valore massimo prefissato per gli impianti da 20 a 200 kW non incentivati.

La del. AEEG 578 del 12/12/2013 ha inoltre dato attuazione ad un particolare sistema di auto-consumo della rete chiamato Sistema Efficiente di Utenza (SEU) che consente l’esenzione dagli oneri generali di sistema (o.g.s) e delle tariffe di distribuzione e trasmissione per l’energia direttamente consumata dalla rete. Sono state però inserite importanti limitazioni introducendo per la linea privata il principio della mono-utenza e della continuità territoriale ininterrotta ossia di un'area di proprietà o piena disponibilità del cliente. Viene data la possibilità, ad alcune condizioni, di accesso allo Scambio Sul Posto (SSP) e ad avere accesso ai vari sistemi incentivanti con % risparmio annuale "atteso" interessanti per il cliente con potenze più alte. In ogni caso è basilare predisporre automatismi per la sincronizzazione di produzione e consumi di energia elettrica minimizzando il prelievo dalla rete ed è necessario dimensionare l'impianto sulla base dei consumi e non della superficie disponibile.

Secondo la legge 28 del 3/3/11(All. 3) bisogna ottemperare agli obblighi di dotare i nuovi edifici di impianti alimentati da FER e dal 2014 per richiedere il titolo edilizio la potenza elettrica da FER (P in kW) da installare deve valere minimo il rapporto= superficie in pianta dell’edificio a livello del terreno (S in m²)/k=65. Dal 1/1/2017 k sarà pari a 50. Anche l’energia termica dovrà in parte provenire da FER e precisamente il 50% di acqua calda sanitaria (ACS) ed il 35% di (riscaldamento+ACS+raffrescamento); la percentuale salirà al 50% dal 1/1/2017. Per gli edifici pubblici gli obblighi citati sono aumentati del 10% mentre gli edifici in centro storico la percentuale è diminuita del 50%. Per le potenze di FV richieste consiglio di verificare per questi impianti l'utilizzo di microinverter, installati dietro ogni modulo, con distribuzione della stringa in c.a. anziché c.c. che possono consentire miglior produttività, affidabilità (garanzia 25 anni) e sicurezza.

La delibera AEEG 243/2013/R/eel richiede l’adeguamento entro il 30/6/2014 per gli impianti collegati alla rete bt alla data del 31/3/2012 di potenza superiore a 20 kW ed impianti collegati alla rete MT alla data del 31/3/2012 di potenza sino a 50 kW. Adeguamento entro il 30/6/2015 per impianti collegati alla rete bt alla data del 31/3/2012 di potenza compresa tra 6 e 20 kW. Tale manutenzione correttiva normativa consentirà agli impianti di rimanere connessi entro il range di frequenza 49-51 Hz; risulta non complessa da realizzare e non è richiesta l’effettuazione di costose prove in campo mentre risultano moltissimi gli impianti da sistemare.


In futuro come visto si prevede un incremento di impianti FV di piccola taglia; si consideri che già sino ad ora sono stati installati circa n. 466.000 impianti (88% del totale) con potenza di picco inferiore a 20 kW. A tal proposito diventerà sempre più apprezzato fornire al Cliente anche per tali tipologie un servizio di manutenzione basato sullo utilizzo di sistemi di monitoraggio locale o da remoto di energia prodotta ed auto-consumata, non sempre presenti all'origine su tale taglia di impianti, ma indispensabili per verificare la resa finanziaria degli impianti nel tempo (almeno per 20 anni) con possibilità di incremento mediante l'uso di ottimizzatori.

Attualmente un privato che installa impianto FV su edificio esistente può accedere ad una detrazione fiscale decennale (di pari importo) Irpef del 50% per l’anno 2014 (40% dal 2015 e 36% dal 2016) con limiti massimi stabiliti a € 96.000/48.000 per le ristrutturazioni edilizie. Viceversa non può accede alle agevolazioni fiscali del 65% per gli interventi di efficienza energetica (rif. Agenzia dell’entrate).

Accenno alla possibilità offerta alle piccole e medie imprese (PMI) di installare un impianto FV che può essere considerato spesa ammissibile ai sensi dell’agevolazione “Beni strumentali” cosiddetta “Nuova Sabatini” (DL 69/2013) se esso è funzionale allo svolgimento attività d’impresa (ved. FAQ sul sito Ministero Sviluppo Economico).

Ci sarà però soprattutto la possibilità di sfruttare al meglio il ben più alto vantaggio indiretto dovuto al possibile grande aumento dell’auto-consumo (non si paga all'ente distributore il costo dell’energia contemporaneamente prelevata e consumata – approccio Prosumer - con necessità di studiare un profilo ottimizzato dei consumi del cliente). Necessiterà quindi utilizzare i sistemi di accumulo elettrochimico (storage on grid) con batterie al piombo-acido (più usate) ed ai Ioni di litio (con maggiori prestazioni) che permetteranno di sfruttare i benefici del FV differendo temporalmente produzione e consumo. Per raggiungere un corretto ritorno dell’investimento (ITT) negli anni futuri anche nelle zone settentrionali italiane si dovrà raggiungere un auto-consumo almeno del 50% sul residenziale e 90% sul commerciale Il tutto è già normativamente facilitato dalla introduzione della variante V2 alla Norma CEI 0-21(Regola tecnica per la connessione di utenti alle reti bt delle imprese distributrici) e dal documento di consultazione n°613/2013/R/EEL mentre si è in attesa di una imminente nuova definitiva delibera AEEG e di regole attuative del GSE, indispensabili soprattutto per disciplinare gli impianti incentivati.

N.B.: Attenzione a verificare (consultando ad es. le FAQ del GSE) se ed ove è permesso per legge il cumulo di più strumenti incentivanti.

C'è quindi ottimismo per il futuro a breve di tali tipologie di impianti FV ma per concludere non posso esimermi di rammentare che l’installatore professionista deve conseguire unaqualificazione certificata (art. 15 Dlgs 28/11) e deve perseguire anche una formazione continua in una materia di così grandi cambiamenti normativi/legislativi. Non dimentichiamoci inoltre la forte presenza di pericoli ai quali durante la normale attività sarà soggetto il lavoratore dovendo spesso agire con lavoro in quota (rif. art.lo 107 del D.lgs 81/08) ed operare (per il fotovoltaico) talvolta in zona di lavoro sotto tensione per cui andranno prese tutte le opportune precauzioni (es. installazione di linee vita).

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Commenti e note

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di ,

Certamente il FTV non morirà poichè FER per il futuro questo è chiarissimo. Chiaro è anche il fatto che sono venuti a mancare gli incentivi proprio nel momento in cui la crisi picchia duro e quindi è stata data una mazzata non indifferente. Per ripartire ci vorranno altri incentivi o mettere soldi nelle tasche della gente come per tante altre situazioni o comparti produttivi.

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di ,

I recenti provvedimenti legislativi/fiscali (forse anche qualcuno prospettato per il futuro) hanno sicuramente molto penalizzato il FV (soprattutto gli impianti di maggior potenza). Il mio articolo vuole però sopratutto enfatizzare la necessità di ridefinire la funzione attuale e futura del FV. Non più utilizzato a scopo meramente speculativo (molto facile da spiegare al Cliente) ma bensì il nuovo approccio (sfida) è quello di considerare tale FER come elemento molto importante per raggiungere il risparmio e l'efficienza energica (obiettivo comune europeo). Ciò implica spostare l'attenzione dai ricavi (+ bassi) all'ottenimento della riduzione dei costi energetici con evidenti benefici indiretti. Per far questo si può utilizzare alcuni strumenti elencati nello articolo (es. detrazioni fiscali, certificati bianchi..). L'insuccesso partecipativo e di interesse, con la sola esclusione dei sistemi di accumulo, della Solarexpo 2014 appena conclusa a Rho Fiera sta me soprattutto a significare che tale importante messaggio di cambiamento non è ancora ben stato comunicato o recepito ma a mio giudizio le premesse di un trend positivo di sviluppo FV nel residenziale/commerciale esiste e non è una semplice utopia.

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di ,

E' fermo ... e l'ultima mazzata l'ha data La circolare 36/E dell'Agenzia delle Entrate che prescrive l'aggiornamento catastale degli immobili che ospitano impianti fotovoltaici superiori a 3kwp !

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di ,

Il Fotovoltaico in Italia purtroppo è fermo da molto tempo e lo rimarrà!!!

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di ,

Davvero un bell'articolo, esaustivo.

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