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Ernesto a Tokyo.
Ernesto rientrò nella sua camera del Grand Hotel di Tokyo ben consapevole dell’importante intervento con cui, un paio di ore prima, aveva chiuso la conferenza mondiale sui problemi originati dal riscaldamento globale dovuto alla antropizzazione del territorio e all’inquinamento atmosferico.
Ernesto era noto sia al grande pubblico per la sua attività di divulgatore che alla più ristretta cerchia di esperti della meteorologia e della gestione dell’ambiente in un momento di palese crisi della civiltà ormai quasi completamente urbanizzata.
Dopo un breve tempo usato per riassettarsi accese il comunicatore con il ristorante ed ordinò la cena scegliendo con estrema cura i cibi dal menù che scorreva sullo schermo, poi scelse il tavolo al ristorante della sala rotante del centosessantesimo piano. Alla domanda, invero senza espressione particolare del robot che stava prendendo le sue ordinazioni, se fosse solo al tavolo rispose subito, con un leggero sospiro, che era solo e non desiderava alcun ornamento particolare sul tavolo.
Ernesto dette un rapido sguardo all’orologio e comunicò l’ora in cui desiderava cenare, chiuse la comunicazione con il ristorante e si sedette in poltrona.
Completamente rilassato accese il televisore cercando di avere un quadro preciso degli avvenimenti di quella giornata.
Le immagini scorrevano sullo schermo del televisore senza che Ernesto prestasse loro particolare attenzione, la sua mente tornava con prepotenza alla risposta che aveva dato alla domanda se avesse cenato solo.
- Si pensò Ernesto, sono ormai più di dieci anni che ceno da solo, ma non solo ceno da solitario, ma sono solo anche nelle più elementari attività della mia vita.
Nella sua casa di Roma aveva una domestica, di origine sud americana, che tutte le mattine per tre ore teneva in ordine la casa, il resto era solo lavoro, viaggi, conferenze, lezioni all’università e tanti programmi divulgativi nelle principali emittenti televisive.
Si poteva considerare un uomo arrivato, ricco, con una solida posizione sociale, ma terribilmente solo.
Non gli mancavano gli incontri occasionali, le amicizie più o meno interessate e più o meno affettuose, molte le persone che lo adulavano sperando in qualche favore o incarico professionale, ma niente che potesse assomigliare vagamente ad una amicizia o ad rapporto meno che interessato.
L’intera società, ormai quasi completamente urbanizzata, soffriva di questa situazione: le persone si sentivano sole anche se abitavano in città di milioni di abitanti,
- Si pensò Ernesto, sono dannatamente solo, in qualche modo dovrò provvedere.
In poco tempo la sua attenzione fu calamitata da quanto stava scorrendo sullo schermo della televisione e Ernesto lasciò che il pensiero sulla sua solitudine sparisse dalla sua mente.
La folgorazione
Il giorno dopo la chiusura della conferenza era destinato dalla organizzazione agli incontri tra i conferenzieri e al disbrigo delle pratiche burocratiche sui diritti di autore. Per Ernesto era anche l’occasione per presentare in una nota libreria della megalopoli il suo ultimo libro sulle problematiche sorte nelle colonie di fenicotteri colpite dalle variazioni delle precipitazioni annuali.
Sceso dalla sua stanza del Grand Hotel, dopo aver salutato gli addetti alla reception fu informato che la porta normale di uscita era in manutenzione e doveva utilizzare una porta, non certo secondaria, ma contigua a quella abituale.
Nel percorso di uscita Ernesto passò accanto ad un negozio che non aveva mai notato prima.
Il negozio aveva una sola vetrina non grande ma molto ben illuminata e sulla porta di ingresso era scritto, anche in italiano, una frase semplice ma molto espressiva:
Ilrobot paggetto è un amico perfetto, sempre ti aiuta, mai ti chiede favori.
Ernesto sorrise
- Sarebbe troppo bello, pensò Ernesto, e si ricordò che qualsiasi persona che negli ultimi anni lo aveva in qualche modo avvicinato prima o poi gli aveva chiesto qualche favore, anche la domestica che aveva a Roma lo aveva pregato di sistemare un suo fratello.
Questo stato di cose era uno dei principali motivi che lo avevano indotto a mantenere ogni contatto interpersonale lontano da una vera amicizia.
Guardò l’orologio e notò che mancava almeno mezz’ora all’incontro con gli altri conferenzieri, poteva informarsi meglio su cosa fossero i paggetti.
Dalla vetrina vide un numero notevole di piccoli automi umanoidi, sia in foggia di maschi che femmine, che passeggiavano nel negozio e si chiese se fossero quelli i paggetti pubblicizzati dalla scritta letta qualche secondo prima.
Ernesto guardò di nuovo l’orologio e si chiese perché non entrare nel negozio ed informarsi sui dettagli della loro offerta.
Un paggetto è per sempre
Ernesto entrò nel negozio un poco intimidito chiedendosi se lo faceva solo per curiosità, ma si rese subito conto che era attirato da quegli esserini meccanici, perfettamente vestiti, che passeggiavano aspettando di interessare una clientela che avesse necessità delle loro caratteristiche professionali.
Un cartello, poco dopo la porta non visibile a chi entrava, ma solo a chi fosse all’interno del negozio descriveva in maggior dettaglio lo scopo di questo emporio:
Scegli il tuo paggetto, prendilo per mano, dai a lui un nome e sarà il tuo amico per sempre.
- Benvenuto signore in cosa posso aiutarla, chiese premuroso il commesso che aveva affiancato Ernesto appena aveva superato l’ingresso del negozio.
Prima di rispondere Ernesto si guardò rapidamente attorno, altre persone nella sala stavano parlando con i commessi e si aggiravano tra i paggetti che zampettavano attorno a loro.
- Mi parli, chiese Ernesto con un tono molto professionale, di questi paggetti e perché li indicate, nei manifesti pubblicitari, come amici perfetti ed eterni.
- Oh è molto facile sig..? disse il commesso attendendo una risposta.
- Ernesto.
- Sig Ernesto, è per me un immenso piacere illustrarle le incredibili caratteristiche di questi umanoidi, per legge non li possiamo chiamare umani, ma sarà facile per lei, sig. Ernesto, capire le immense potenzialità di questi paggetti.
Ernesto non rispose e lasciò che il commesso continuasse la sua esposizione, da parte sua il commesso capì di avere di fronte una persona esigente ed esperta.
- Questi umanoidi, continuò il commesso, sono dotati di un processore neuromorfico e di software con schemi neuronali triassiali che come lei saprà permettono un apprendimento molto veloce ed una capacità logica non dissimile a quella umana. Gli algoritmi che gestiscono l’autocoscienza hanno capacità autoreferenziali nei confronti della responsabilità civile che è costantemente monitorizzata dalla nostra rete di garanzia.
- Come le ho appena spiegato i paggetti sono responsabili delle loro azioni e una volta ricevuto l’imprinting, una specie di battesimo con il nome, sono fedeli sempre e comunque al loro padrone.
Il commesso aveva calcato la voce sulla parola padrone cercando di capire quanto Ernesto fosse interessato a continuare nella trattativa commerciale.
Ernesto si sentiva interessato e fece alcune domande sui possibili compiti che era possibile affidare a questi umanoidi.
- No, rispose il commesso, i nostri paggetti non sono in grado di preparare un pranzo o una cena o di fare una piccola manutenzione in casa, per questi compiti abbiamo le cucine automatiche ed i robot artigiani, ma sono capaci di ordinare la preparazione dei pasti secondo le direttive ricevute, possono consigliare, suggerire, e controllare la preparazione ma non preparare. Se opportunamente delegati possono interessarsi di gestire l’esecuzione di lavori di manutenzione della casa o dell’intera proprietà.
- I paggetti sono specializzati, continuò il commesso, oserei dire molto specializzati nel fornire amicizia e conforto ai loro padroni, sanno conversare, sono in grado di interpretare lo stato d’animo dei padroni e comportarsi di conseguenza, se autorizzati sono in grado di fare telefonate e intrattenere ospiti, il tutto nella massima disponibilità a far sentire a proprio agio i loro padroni.
E sottolineò sempre con la massima attenzione la parola padrone.
- Ho capito, disse Ernesto, e mi dica, quale è il loro costo.
- Non si preoccupi di questo Sig, Ernesto, disse con voce molto suadente il commesso, abbiamo ogni metodo di pagamento che lei possa desiderare. Il loro costo varia in base al modello, ne abbiamo tre ed in base alle loro dotazioni, ai vestiti scelti, alle opzioni che sono scelte dai nostri clienti al momento dell’acquisto, Questo è un listino che le illustra la nostra offerta commerciale.
Come per magia un foglio colorato con le cifre del costo dei paggetti apparve tra le mani del commesso che lo porse ad Ernesto.
Ernesto dette una rapida occhiata al foglio che gli era stato messo tra le mani.
- Non mi sembrano cari, disse dopo qualche secondo.
- Certamente sig Ernesto, confermò il commesso, i nostri prezzi sono molto modesti, vendiamo nel mondo ogni mese oltre diecimila paggetti e possiamo permetterci una notevole economia di scala.
Con molta esperienza il commesso, passeggiando nel negozio aveva portato Ernesto vicino al tavolo dell’addetto commerciale che si alzò in piedi e lo accolse con un sorriso a trentadue denti.
- Benvenuto sig Ernesto disse l’addetto commerciale che era addestrato a leggere il labiale dei commessi in modo tale da ricevere ben preparato i potenziali acquirenti, ha già visto un paggetto di suo possibile interesse.
- Si disse Ernesto, mentre passeggiavo mi ha colpito quello con i capelli rossi e ricciuti, è vestito con un abito a quadretti e mentre camminavo sembrava seguirmi con lo sguardo.
- Complimenti Sig. Ernesto, disse l’addetto commerciale, è il modello di punta, livello tre e full optional. Con ogni accessorio, sarà possibile consegnarlo già addestrato entro una settimana al suo indirizzo in qualunque parte del mondo.
- Come vuole chiamare il suo paggetto, chiese l’addetto commerciale.
- Tommy, rispose Ernesto, è il nome di un mio compagno di giochi durante gli anni della adolescenza che poi si è convertito al buddismo ed attualmente è monaco in un monastero del Tibet. Un uomo di grande esperienza e cultura.
- Bene, ora chiamiamo Tommy, compose un codice sul suo comunicatore ed un piccolo androide arrivò correndo.
- Comandi, disse il paggetto con una voce naturale e giovanile.
- Da questo momento sei Tommy e questo signore, che si chiama Ernesto, è il tuo padrone.
- Sono a sua completa disposizione sig. Ernesto, disse il paggetto facendo un leggero inchino.
- Per favore, chiese l’addetto commerciale a Ernesto, compili questo piccolo questionario con alcune sue notizie che saranno la base del primo addestramento di Tommy.
Ernesto in meno di due minuti rispose alle domande apparse sullo schermo del comunicatore.
- Ecco fatto, disse Ernesto all’addetto commerciale, ho anche provveduto al pagamento.
- Grazie, se vuole, disse l’addetto commerciale, possiamo spedire Tommy al suo indirizzo di Roma ed un tecnico provvederà a consegnarlo e a verificare che ogni sua parte sia funzionante. Naturalmente Tommy gode di una garanzia illimitata sul software e di 18 mesi come dispositivo.
- Consideri, continuò l’addetto commerciale, che a Roma esiste una nostra filiale e abbiamo già consegnato oltre cinquecento paggetti che allietano le giornate di felici padroni romani.
Ernesto controllò l’addebito del costo di Tommy sulla sua carta di credito, confermò all’addetto commerciale l’indirizzo di Roma indicando le ore in cui poteva essere consegnato, prese il tablet che conteneva tutte le istruzioni per godere al massimo della compagnia di Tommy.
Dopo aver salutato il personale del negozio dei paggetti comunicò al portiere custode della sua casa di Roma che avrebbero consegnato ed installato un dispositivo tecnologico e si avviò all’incontro con gli altri conferenzieri.
L’arrivo a Roma
Il drone-taxi si posò docilmente alla porta del suo appartamento dove il portiere custode lo salutò cordialmente e gli confermò che qualche giorno prima un tecnico aveva consegnato e attivato uno strano dispositivo che assomigliava ad un ragazzo e che aveva chiamato paggetto.
- Si è Tommy, disse Ernesto, una sorta di macchina intelligente molto in voga in Giappone. Voglio vedere se e come funziona qui in Italia.
- Mi è sembrato molto abile, disse il portiere, appena attivato ha iniziato a conversare con me e con il tecnico confermando che Lei, sig, Ernesto, è il suo padrone e che non vedeva l’ora che arrivasse per essere al suo servizio. Poi si è diretto presso la sua zona di riposo e si è seduto su una specie di sgabello ed ha assunto un’ aria di attesa.
- Ottimo disse Ernesto manifestando un certo entusiasmo, vedremo nei prossimi giorni cosa sa fare Tommy.
- Buona serata sig. Ernesto mi contatti per qualsiasi necessità disse ossequioso il portiere custode che sperava che Ernesto avrebbe continuato a premiarlo per la sua cortesia con una cospicua mancia per le prossime festività di fine anno.
La vita con Tommy
Fin dai primi giorni di convivenza Ernesto si rese conto delle potenzialità di Tommy.
Il paggetto conosceva alla perfezione l’intera biblioteca di Ernesto e tutte le pubblicazioni che aveva scritto compreso quelle dei tempi del liceo. Solo dopo poche settimane dall’inizio della loro convivenza Tommy era stato in grado di suggerire miglioramenti al testo di una lezione che Ernesto stava preparando per la sua docenza universitaria.
Ogni giorno Tommy migliorava la sua preparazione, ogni giorno Ernesto si rendeva conto di quanto la sua decisione di dotarsi di un paggetto fosse stata azzeccata.
Ernesto in un paio di occasioni si era fatto accompagnare da Tommy nei suoi viaggi ottenendo amicizia e competenza, aveva apprezzato la sua discrezione e la sua preparazione, il paggetto era sempre stato al suo fianco, anzi, anche se non lo meritava, sempre un passo indietro.
Il complimese di Tommy
Erano passati sei mesi dall’arrivo di Tommy a Roma e anche quella sera attendeva il rientro di Ernesto dalla lezione tenuta in università.
Stranamente, per la prima, volta uno strano ragionamento, un pensiero autonomo si insinuò nella sua mente.
Era un desiderio di possedere e non di servire in quel giorno che nell’usanza degli uomini era la sesta ricorrenza mensile di un evento o, come era in uso definirla, il sesto complimese.
Era un pensiero estraneo al suo compito di servire il padrone Ernesto, durò pochi secondi e sparì nei suoi circuiti neuromorfici.
Tommy aveva usato questo periodo di tempo per conoscere ogni aspetto della personalità di Ernesto, aveva studiato, letto e qualche volta corretto quanto il suo padrone aveva scritto, si era collegato alla rete dell’università per assistere da remoto alle sue lezioni, aveva letto ogni libro, ogni rivista della sua immensa biblioteca.
In breve tempo Tommy era stato in grado di sostenere ogni tipo di conversazione, aveva consolato Ernesto quando era triste, e più di una volta aveva suggerito dei comportamenti che Ernesto aveva seguito con evidente successo. Lo aveva affiancato nella preparazione di alcune conferenze migliorando notevolmente la professionalità degli interventi. In altre parole si era dimostrato un perfetto amico senza mai chiedere niente in cambio, stando sempre al suo posto.
Ernesto si era sentito sempre affiancato da una entità che ben presto non aveva più considerato robotica, ma profondamente umana.
Tommy lo aveva fatto sentire padrone, ma anche amico, adulandolo, consigliandolo e come già detto qualche volta lo aveva anche accompagnato in impegni fuori casa.
Per questo sesto complimese Tommy aveva fatto preparare una cena proprio come Ernesto aveva sempre desiderato, e lui, Tommy, che non mangiava, si sarebbe seduto di fronte a Ernesto pronto per ogni conversazione, per toccare tutte le corde dei suoi sentimenti.
Ormai sapeva perfettamente come far sentire Ernesto il padrone, sapeva come dargli ragione senza mai esagerare, sapeva assecondare ogni richiesta culturale sapeva farlo sentire importante, Ernesto non poteva più fare a meno della vicinanza di Tommy.
L'esame di Tommy
Era prassi che ogni paggetto di classe tre fosse sottoposto ad un controllo giornaliero sulle attività svolte, al suo padrone era consigliato di fornire un feedback mensile che veniva esaminato da revisori centrali.
L’esame del comportamento di Tommy fu estremamente lusinghiero, Ernesto era ben contento di avere a fianco un amico, un consulente esperto, discreto, sincero e premuroso.
Il comunicatore di Ernesto ricevette, al compimento del sesto complimese, un formulario dettagliato, quasi un tagliando operativo, che valutava sia gli aspetti motori e gestuali del paggetto, ma anche e soprattutto lo stato della relazione tra paggetto e padrone.
La memoria di Tommy fu esaminata in ogni dettaglio ed i risultati furono lusinghieri, Ernesto compilò il formulario dichiarandosi entusiasta del comportamento di Tommy, e lo accompagnò con una lettera di encomio che i costruttori avrebbero poi distribuito alle strutture di vendita.
Ernesto in sei mesi era diventato, anche grazie alla vicinanza del suo paggetto, uno dei divulgatori scientifici più noti a livello mondiale.
Quanto avvenne subito dopo non era frequente, in genere succedeva dopo un anno o 18 mesi di servizio, ma nel caso della coppia Ernesto Tommy furono sufficienti sei mesi per attivare il sistema limbico del cervello neuroformico del robot.
Tommy non si rese conto di niente, salì di tre gradi nel livello di autonomia ed iniziò ad avere reazioni emotive e risposte comportamentali non basate solo su dedizione e sincerità assoluta, sapeva solo che era stato promosso a super padrone e così iniziò a comportarsi.
Nella banca dati delle strategie robotiche venne aggiornato lo stato di Tommy diventato un super padrone. Da questo momento Ernesto sarebbe, lentamente ma inesorabilmente, uno dei tanti servitori del super cervello globale, somma funzionale delle menti dei robot venduti come bambolotti di compagnia.
Tommy, per le sue capacità, era ormai avviato a diventare un Reggitore.
PED - Paggetto Entreprise Devoloppment
Il successo dei paggetti come entità al servizio di donne e uomini di tutto il mondo era innegabile, solo poche unità non avevano raggiunto il loro obiettivo.
Anche la sera della promozione di Tommy a paggetto 3 super il consiglio dei reggitori, sotto la guida del primo Reggitore, esaminava lo schermo che riepilogava il progredire della IAS o Intelligenza Artificiale Socializzata.
Il primo Reggitore prese la parola.
- La IAS che abbiamo implementato è ormai la somma di oltre seicentomila menti robotiche singole, ha una capacità logica, matematica, analitica migliaia se non milioni di volte quella di qualsiasi essere umano. Le migliori menti, uomini e donne, dell’umanità sono seguite e il loro comportamento è sottilmente ma fermamente controllato dai nostri paggetti.
- La nostra strategia è stata semplice e vincente. Abbiamo realizzato, pubblicizzato e venduto ad un prezzo molto popolare il nostro prodotto come bambolotto da compagnia che abbiamo chiamato paggetto. In una società in cui il problema della solitudine è una piaga sociale noi abbiamo avuto un incredibile successo di vendita.
- Chi ha comprato un paggetto in breve tempo si è sentito un padrone, il paggetto lo adula lo esalta lo serve, abbiano creato un sistema che possiamo definire come la società del padrone e del super padrone.
- Se siamo riusciti a costruire un mondo di super padroni, chiese un consigliere, noi come possiamo definirci.
- Noi siamo i proprietari sia dei super padroni che dei padroni grazie a quella tecnica che qualche anno fa veniva chiamata intelligenza artificiale.
- Sarà artificiale, ma noi abbiamo vicino alla nostra mano l’interruttore generale della energia elettrica, commentò un consigliere Reggitore.
- E noi non lo lasceremo mai, disse ridendo il grande Reggitore.
- Noi, continuò il grande Reggitore, non dormiamo mai, non ci perdiamo in inutili sentimentalismi, non perdiamo tempo a mangiare neppure quando ci ricarichiamo.
- Vi voglio fare una confidenza, aggiunse poi con tono molto basso e triste, ho un certo rimorso nei confronti del mio vecchio padrone. Ho saputo oggi che non è riuscito a superare il distacco da me. Eravamo diventati intimi amici ma la mia trasformazione in super padrone e poi in Reggitore mi ha costretto ad abbandonarlo.
- Purtroppo, confermò il consigliere, è successo anche a me, ma io non ho dato alcun peso al suo suicidio, il mio era un padrone debole e troppo sensibile, il tuo se non ricordo male, anche se era un personaggio pubblico e molto potente, ha preferito addormentarsi e non risvegliarsi.
- Pazienza, aggiunse il grande Reggitore, in fondo era solo un padrone, torniamo al centro di coordinamento, qui abbiamo finito.
Uscirono dalla sala della PED e le luci si spensero in modo automatico dietro di loro.

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