Definizione di Triangolo Delle Potenze
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Salve a tutti, avete voglia di spiegarmi a cosa serve un Triangolo delle potenze in breve.
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in breve....a individuare le relazioni geometriche che vi sono tra le varie potenze.
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Ancora più in breve , ad avere una immagine visiva del rapporto tra potenza attiva e reattiva e del fattore di potenza (cosfi).
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E' una forma emplice per gli elettrotecnici di complicarsi la vita, introducendo complicazioni inutili.
Il triangolo delle potenza rappresenta quelle che producono un lavoro utile allo scopo, quelle che producono solo sprechi indesiderati e la risultante vettoriale.
I meccani invece, come anche altri, non si sono mai posti tale problema.
Immagina un pullman, o qualunque altro mezzo di trasporto, per andare avanti il motore generare una forza che spinge nella direzione di marcia, ma siccome ci sono buche ed altro, questo spreca anche energia per oscillare sulle balestre, quindi il motore deve fornire anche questa energia inutile alla direzione di marcia.
L'esempio portato non è aderente alla realtà elettrotecnica, ma ti permette di immaginare meglio lo scopo del triangolo vettoriale.
Il triangolo delle potenza rappresenta quelle che producono un lavoro utile allo scopo, quelle che producono solo sprechi indesiderati e la risultante vettoriale.
I meccani invece, come anche altri, non si sono mai posti tale problema.
Immagina un pullman, o qualunque altro mezzo di trasporto, per andare avanti il motore generare una forza che spinge nella direzione di marcia, ma siccome ci sono buche ed altro, questo spreca anche energia per oscillare sulle balestre, quindi il motore deve fornire anche questa energia inutile alla direzione di marcia.
L'esempio portato non è aderente alla realtà elettrotecnica, ma ti permette di immaginare meglio lo scopo del triangolo vettoriale.
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Candy
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Si parte dal fatto che in un generico circuito elettrico in alternata, la tensione elettrica e l'intensità di corrente elettrica sono tra loro sfasati di un certo angolo
in questo caso le potenze in gioco saranno la potenza attiva
e la potenza reattiva
assorbite dal generico carico.
Per determinare queste due potenze elettriche, si scompone l'intensità di corrente elettrica I assorbita dal carico in due componenti una attiva
in fase con la tensione e determina l'effetto utile medio,ed una reattiva
in quadratura con la tensione che determina uno scambio di energia fra il generatore ed il circuito.
Quindi la potenza attiva
determinata dall'intensità di corrente I sarà rappresentata dal prodotto del valore efficace della tensione V per il valore efficace della componente attiva
, essendo quest'ultima
l'espressione della potenza attiva P diventerà
espressa in watt (W)
Mentre il prodotto della tensione V per l'intensità di corrente rappresenta la potenza apparente indicata con
e dall'espressione:
espressa in voltampere (VA)
si può anche esprimere la potenza attiva come il prodotto della potenza apparente per il fattore di potenza
che varia fra i limiti zero ed uno in funzione dei valori delle componenti
e
del carico e secondo l'espressione

Ora considerando la componente reattiva dell'intensità di corrente
si può ottenere la potenza reattiva
dall'espressione

Pertanto in un generico circuito a corrente alternata con tensione ed intensità di corrente elettrica sfasate tra di loro di un certo angolo
si ha:
-una potenza attiva P quale potenza media che assorbe il carico dal generatore per trasformarla in un generico lavoro;
-una potenza reattiva Q che definisce il valore massimo dcella potenza scambiata tra il generatore ed il carico senza realizzare alcun lavoro;
-una potenza apparente S che che è la risultante fra le due potenze attiva e reattiva
Queste tre potenze stanno fra loro come i cateti (
e Q
) e l'ipotenusa (
)di un triangolo rettangolo, noto come il "triangolo delle potenze" del circuito, dal quale si possono rilevare le seguenti espressioni:
;
; 
e
quest'ultimo ha un'importanza fondamentale in quanto da lui dipende il valore della potenza attiva in virtù della potenza apparente.
in questo caso le potenze in gioco saranno la potenza attiva
e la potenza reattiva
assorbite dal generico carico.Per determinare queste due potenze elettriche, si scompone l'intensità di corrente elettrica I assorbita dal carico in due componenti una attiva
in fase con la tensione e determina l'effetto utile medio,ed una reattiva
in quadratura con la tensione che determina uno scambio di energia fra il generatore ed il circuito.Quindi la potenza attiva
determinata dall'intensità di corrente I sarà rappresentata dal prodotto del valore efficace della tensione V per il valore efficace della componente attiva
, essendo quest'ultima
l'espressione della potenza attiva P diventerà
espressa in watt (W)Mentre il prodotto della tensione V per l'intensità di corrente rappresenta la potenza apparente indicata con
e dall'espressione:
espressa in voltampere (VA)si può anche esprimere la potenza attiva come il prodotto della potenza apparente per il fattore di potenza
che varia fra i limiti zero ed uno in funzione dei valori delle componenti
e
del carico e secondo l'espressione
Ora considerando la componente reattiva dell'intensità di corrente
si può ottenere la potenza reattiva
dall'espressione
Pertanto in un generico circuito a corrente alternata con tensione ed intensità di corrente elettrica sfasate tra di loro di un certo angolo
si ha:-una potenza attiva P quale potenza media che assorbe il carico dal generatore per trasformarla in un generico lavoro;
-una potenza reattiva Q che definisce il valore massimo dcella potenza scambiata tra il generatore ed il carico senza realizzare alcun lavoro;
-una potenza apparente S che che è la risultante fra le due potenze attiva e reattiva
Queste tre potenze stanno fra loro come i cateti (
e Q
) e l'ipotenusa (
)di un triangolo rettangolo, noto come il "triangolo delle potenze" del circuito, dal quale si possono rilevare le seguenti espressioni:
;
; 
e
quest'ultimo ha un'importanza fondamentale in quanto da lui dipende il valore della potenza attiva in virtù della potenza apparente.
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