Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

16
voti

Convertitori....dinamici !!!!

Correva l'anno 1988 ed il sottoscritto stava facendo servizio militare di leva presso l'Arsenale di Venezia. Fu allora che ebbi l'occasione di vedere la vecchia centrale elettrica dismessa.
Già all'ingresso (Foto 1) mi resi conto che stavo per vedere qualcosa di speciale e di inaspettato. Non mi aspettavo che potessero ancora esistere simili macchinari: degli enormi convertitori rotanti, che erano stati costruiti evidentemente per alimentare da terra le navi che attraccavano sulle banchine.

Arsenale_VE_1

Arsenale_VE_1

La centrale, costruita probabilmente nei primi del '900, aveva tutto il necessario per alimentare le navi che facevano sosta nel bacino dell'Arsenale (Venezia, Darsena Grande) a seconda della tensione e/o della frequenza di cui avevano necessità. Alcuni probabilmente convertivano non solo la tensione, da alternata a continua, ma la frequenza, da 50Hz a 60Hz o altri valori.

Arsenale_VE_2

Arsenale_VE_2

Dalle foto si nota come dovevano esserci state anche numerose aggiunte nel tempo, vista la presenza di quadri elettrici che, seppur vetusti, avevano tecnologie e parti meccaniche molto diverse.

Molto bello anche il pannello principale di controllo, che occupava quasi tutto il lato destro della sala.

Arsenale_VE_3

Arsenale_VE_3

Il fotografo allora non era molto esperto, e le foto, visto che si trattava di pellicola, venivano "centellinate" e risparmiate. Oggi mi rendo conto che sarebbe stato bello se avessi potuto fare qualche altra fotografia, e soprattutto qualche particolare più ravvicinato, come il registro cartaceo, al centro del pannello di comando, che recava ancora le firme degli operatori al turno, risalenti agli anni 1983-1984.


Arsenale_VE_4

Arsenale_VE_4

Purtroppo non ho notizie a riguardo, ma penso che i turisti che riescono ad ottenere una visita dentro l'arsenale, possano vedere anche questa "meraviglia", che rappresenta i tempi in cui, senza l'elettronica, la conversione dell'energia non poteva basarsi su macchine statiche, ma invece si basava su macchine che facevano del movimento il loro principio di funzionamento.

12

Commenti e note

Inserisci un commento

di ,

Marco, Come ho scritto nel mio ultimo post, ho commesso un errore Infatti il motore trascinante era un 10 poli 50Hz mentre il generatore era un 12 poli che trascinato da un 10 poli chiaramente eroga 60Hz Ciao

Rispondi

di ,

Dunque, se non erro un motore sincrono a 10 poli alimentato a 50Hz viaggia alla velocita' di 600 giri/minuto. La macchina trascinata, un generatore sincrono ad 8 poli, se gira sempre a 600 giri/min avrebbe in uscita una frequenza di 40Hz. C'è sicuramente qualcosa che non quadra !!! Effettivamente, se nella formula mettiamo sempre 600 giri, ma 12 poli, allora la frequenza in uscita sarebbe proprio 60Hz. Altrimenti significa che tra le due macchine c'è un riduttore con raporto 1,5 , cioè entrano 600 giri ed escono 900 giri/min.

Rispondi

di ,

Alex1957, Spero di incontrarti nel forum cosi non avrò bisogno del manualetto perchè ci sarai tu che mi illuminerai e colmerai le mie lacune. Detto questo sarebbe scontato dire che è stato un lapsus il mio ma purtroppo lo è... Magari potrai raccontarci le tue esperienze nel campo

Rispondi

di ,

Se il motore sincrono di cui parli ha 10 poli alla frequenza di rete ENEL di 50 Hz mi pare che il generatore sincrono ,per erogare una tensione alla frequenza di 60 Hz (quella in uso,per intenderci, alle unità navali), debba avere 12 poli e non 8 come dici. Forse prima di parlar male del personale civile e militare della difesa occorrerebbe fare una ripassatina su come si calcola la frequenza delle macchine sincrone, magari anche su un semplice manualetto di macchine elettriche elettriche.

Rispondi

di ,

ciao, vi assicuro che ancora oggi negli arsenali o basi navali si usano gruppi convertitori rotanti. Ad Agosto 2010 ho revisionato in loco uno degli 8 gruppi convertitori Ansaldo consistente in un motore sincrono 10 poli 50Hz coassiale ad un generatore sincrono 60Hz 8 poli (anno 2008) Base navale di Taranto. Smontaggio completo, lavaggio trattamento termico in loco, rimontaggio e collaudo. Un mesetto di lavoro. Bella esperienza. Il personale ciile e militare dell'arsenale però.......... be lasciamo perdere. Ciao

Rispondi

di ,

Complimenti molto interessanti le foto, soprattutto il quadro principale. Spero sia ancora possibile visitare questo posto.

Rispondi

di ,

Bello, l'archeologia industriale mi affascina. Ho avuto il piacere di vedere un gruppo Ward-Leonard ed anche dei cicloconvertitori (i nonni degli inverter) al lavoro. A quei tempi non esisteva l'elettronica di potenza, tipo SCR, IGBT, ecc., e tutte queste apparecchiature sfruttavano oculatamente le leggi dell'elettronica. Anche gli impianti che facevano funzionare dovevano essere impostati correttamente. Non dico che dobbiamo tornare a quei mostri rotanti(non saprei da dove iniziare), ma oggi capita di trovare dei veri aborti progettuali, tanto "... poi ci pensa il programmatore".

Rispondi

di ,

della serie paleontologia elettrica. molto molto interessante, non nascondo che sarei curioso di conoscere il principio di funzionamento di questi convertitori rotanti. Il quadro di controllo in marmo poi... una "chiccheria"...

Rispondi

di ,

Confermo che la Consolle principale è in marmo.

Rispondi

di ,

Bellissimo il quadro di controllo, dovrebbe essere di marmo credo, puoi confermare?

Rispondi

di ,

Ottima documentazione fotografica d'epoca. Del resto le idee di Marco sono sempre eccellenti in campo elettrico ;-). Mi auguro che qualche turista colga l'invito per scattare e spedire le foto non fatte allora all'Arsenale di Venezia. Ed anche ovviamente che il filone inaugurato possa espandersi.

Rispondi

di ,

Già, peccato che le foto siano pochine e che non siano sempre riuscita ad immortalare "il particolare", ma ti capisco benissimo! Lo trovo comunque un bel servizio fotografico, complimenti!

Rispondi

Inserisci un commento

Per inserire commenti è necessario iscriversi ad ElectroYou. Se sei già iscritto, effettua il login.