Allora.
Innanzitutto ci sono diverse definizioni della THD.
1. La THD classica può già di suo definirsi in due modi diversi:
1a)

1b)

2. Esiste inoltre la THD+N:

Dove ho chiamato con

la potenza trasportata dall'armonica

, chiamando

la fondamentale e

la potenza totale del rumore. Ovviamente, anche per la THD+N se ho voglia di farmi del male o fare il tetratricotomista, potrei definirne delle varianti cambiando quello che c'è al denominatore, ma il gioco non vale la candela.
Prima cosa importante: se stiamo parlando di un segnale praticamente sinusoidale,

è la potenza della fondamentale ed è di gran lunga il contributo più importante nelle somme. In questo caso, cambia poco tra la potenza della sola fondamentale e la potenza totale del segnale, quindi

.
Si vede che anche

è vero se il livello di rumore è piccolo rispetto al segnale. Potrebbero invece esserci delle differenze non da poco fra

e

se la distorsione armonica è piccola.
Perché tutte quelle radici? perché per consuetudine, poi cristallizzata nelle definizioni, in questo contesto si fanno rapporti di tensioni efficaci. Tra un rapporto di tensioni efficaci ed un rapporto di potenze rispettive c'è una radice quadrata. Si sarebbe potuto fare un rapporto di potenze senza problemi, ma in bassa frequenza è comodo lavorare con le tensioni e quindi si è finito per fare così.
Perché tutte quelle definizioni? Gli ingegneri amano complicarsi la vita? No, è che ogni definizione diventa più che ragionevole utilizzando un metodo o un altro per misurare la distorsione. Per esempio, abbiamo descritto altrove l'uso di un analizzatore di spettro e di un filtro notch.
i. Utilizzando un analizzatore di spettro è facile misurare

,

,

etc. Si viene quindi quasi indotti ad utilizzare la definizione sopra chiamata 1b oppure eventualmente 1a.
ii. Utilizzando un filtro notch è molto facile ottenere

perché è semplicemente proporzionale alla tensione efficace del segnale di uscita del filtro, in cui la fondamentale è eliminata. Quindi è facile utilizzare la definizione 2.
Ovviamente un'analisi spettrale è un mezzo che permette di applicare qualunque definizione, a condizione di integrare lo spettro se necessario (per esempio per ottenere

sulla banda appropriata, a condizione di avere sufficiente dinamica per misurare il rumore, cosa non scontata). Non entreremo nel dettaglio.
Cos'è questa storia dei dB? Perché farsi del male? Prima di tutto: il decibel (dB) è
SEMPRE definito nella maniera seguente, legata ad un rapporto di potenze:

Dove

e

sono due potenze. Quindi, ripetiamolo, un valore in dB (non sto parlando di dBm, dBµm, dBV, dBc che sono un'altra cosa) indica un RAPPORTO su scala logaritmica. Se io conoscessi

e volessi passare al rapporto

, mi basterebbe invertire il logaritmo utilizzando l'esponenziale:
Ma perché allora ogni tanto vedo un 20 da qualche parte? Perché gli ingegneri sono pigri e sanno che le potenze sono proporzionali al quadrato delle tensioni efficaci. Nella costante di proporzionalità c'entra un'impedenza, ma se è la stessa al numeratore ed al denominatore si semplifica. Quindi un rapporto in dB può essere espresso utilizzando le tensioni efficaci dei due segnali da comparare:
Veniamo al dunque e prendiamo uno dei tuoi esempi:
lucaking ha scritto:Consideriamo la sinusoide di prima:
Fond. = -10 dB
1^arm. = -80 dB
2^arm. = -90 dB
3^arm. = -100 dB
per prima cosa calcolo l' ampiezza relativa alla fondamentale delle varie armoniche che diventano:
1^arm. = -70 dB
2^arm. = -80 dB
3^arm. = -90 dB
Allora, in questo caso adottiamo la definizione 1b) che è quella più facile. Nel tuo caso hai tutti i valori in dB e sopra abbiamo parlato di potenze. In realtà come abbiamo visto i valori in dB sono il risultato di un rapporto e nel tuo caso probabilmente il denominatore del rapporto è un segnale di ampiezza determinata, probabilmente la massima ampiezza accettabile dalla tua scheda audio prima di entrare in saturazione. Tuttavia, non abbiamo bisogno di conoscere le potenze ma unicamente i rapporti di potenza. Se sottraiamo a tutti i valori l'ampiezza in dB della fondamentale, in pratica distribuiamo

al denominatore della definizione 1b) all'interno di tutti i termini e ci sbarazziamo della necessità di conoscere le potenze assolute perché l'unica cosa che ci interessa è fare misure relative. Facile.
Poi si va avanti con il tuo calcolo (che mi pare corretto):
lucaking ha scritto:poi applico la formula per sommare i dB:
...

e ottengo

Il risultato si può calcolare quasi a mente con un po' di abitudine. Infatti, si sa che il contributo più importante al numeratore viene chiaramente dal'ordine 1 (spesso la si chiama seconda armonica), quindi siamo un po' più di

. Il contributo successivo è dell'ordine 2 che è 10 dB sotto l'ordine 1 e che quindi contribuisce per un 10%. Ora, salire di 1dB vuole più o meno dire far aumentare un rapporto di 20% in potenza (calcolo spannometrico). Quindi nel nostro caso ci fermiamo a metà

senza calcolatrice

Le altre armoniche influiranno pochino.
dB e percentuali: fino a qui, lo spiegone di cui sopra era volto a farti capire il perché di calcoli che già sai fare. Veniamo al passaggio successivo, l'espressione in percentuale. Sulla base di quello che abbiamo visto sopra, basta convertire il rapporto in dB appena calcolato in rapporto di tensioni efficaci. Anche qui è facile, calcolando il rapporto:

e poi passando in percentuale:

Riassumendo:
- ci sono diverse definizioni di distorsione, in certi casi i risultati sono simili in altri no, quindi bisogna sapere cosa si sta facendo
- la distorsione in percentuale è sempre un rapporto di tensioni efficaci
- tra la tensione efficace e la potenza c'è una radice quadrata ed un coefficiente di proporzionalità adeguato
- i dB indicano un rapporto di potenze e spesso si usano anche per indicare un rapporto di tensioni misurate sulla stessa impedenza (ogni tanto ci si dimentica apposta di quest'ultima cosa perché è così comodo lavorare in dB che sarebbe un peccato privarsene)
Nelle discussioni qui sopra, ho appena sorvolato il problema della banda passante, molto importante quando si deve tener conto del rumore o di segnali con armoniche che salgono molto in alto in frequenza apportando contributi significativi.
Se riesco posso mostrare lo stesso segnale all'analizzatore di spettro e l'uscita del distorsimetro all'oscilloscopio, ma mi ci vorrà qualche giorno.
EDIT: corretto esponente sballato in un conto
