
Conversione I/V ed amplificazione di tensione
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"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
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claudiocedrone
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claudiocedrone
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claudiocedrone ha scritto:Forse ho capito; in quel "1+T" "T" è una matrice...
mmm, io direi più che T è il guadagno d'anello dell'operazionale chiuso in retroazione. Il fattore 1+T di calo è dovuto al tipo di prelievo (in tensione) della retroazione: è una regola standard, uno degli effetti che la retroazione comporta. Se fosse stato un prelievo in corrente sarebbe aumentato di 1+T!
claudiocedrone ha scritto:...devi sapere che se ne so qualcosina (quasi nulla) sugli opamp è solo grazie a NE
claudiocedrone ha scritto:quindi mi tocca arrendermi in quanto qualsiasi spiegazione sull'argomento risulterebbe per me incomprensibile causa la mia nullità di basi e capacità matematiche
Si può sempre imparare e, per questo giro, non ti servono nemmeno le matrici
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EnChamade
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Lo faccio ora.
T è il guadagno di anello.
Proviamo a fare un conto, al di là dei nomi, per capire di cosa stiamo parlando.
Facciamo due casi: amplificatore ad anello aperto e amplificatore in reazione.
Amplificatore ad anello aperto
Consideriamo un amplificatore ideale di guadagno -A, con A>0 (meno perché voglio che sia invertente,
in modo da non avere una reazione positiva quando lo chiuderemo in reazione) con una resistenza di
uscita Ro.
Mi pare chiaro che, cortocircuitando la tensione di ingresso Vi e calcolando la resistenza di uscita si trovi Ro.
Quindi

Vediamo ora cosa succede reazionando l'amplificatore.
Amplificatore in reazione
Come prima cosa cortocircuitiamo l'ingresso Vi, poi calcoliamo la tensione all'ingresso dell'amplificatore:
Per cui, all'uscita dell'amplificatore avremo quella tensione moltiplicata per -A.
Quindi la corrente circolante in Ro vale:

In definitiva abbiamo che

Per trovare Req, a questo punto, non resta che mettere in parallelo a questa resistenza la resistenza equivalente di reazione.

In pratica, però, poiché
si ha con ottima appossimazione che:
In conclusione, rispetto al caso non reazionato, si vede che la resistenza equivalente di uscita si è ridotta di un fattore
.Il valore
viene chiamato guadagno di anello ed è quel valore che si ottiene facendo compiere al segnale un giro completo intorno all'anello di reazione.Esistono metodi più eleganti per calcolarlo, per esempio usando il teorema di Blackman (che in realtà è un corollario del teorema di Rosenstark).
Scusa ancora per il ritardo nella risposta!
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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(anche se conseguentemente ne scaturisce un'altra domanda; perché il guadagno di anello è simboleggiato da "T" ?... quando e se ne avrete voglia me lo spiegherete 
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claudiocedrone
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claudiocedrone ha scritto: la teoria degli insiemi esulava completamente dai miei schemi mentali
Quella non era teoria degli insiemi, la vera teoria degli insiemi è mooooolto peggio... ti traumatizzerebbe ancora di più
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DirtyDeeds
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claudiocedrone
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Avevo sempre visto il fotodiodo come una specie di fotoresistenza; una cosa passiva quindi. Non sapevo si comportasse come generatore di corrente in quanto non conoscevo il modello idealizzato!
In realtà, il fotodiodo pompa una corrente che sbilancia leggermente le due tensioni negli ingressi dell'operazionale. Quest'ultimo "reagisce" con una variazione all'uscita che dà luogo grazie alla controreazione ad un percorso per la corrente del fotodiodo.
Si. Sicuramente. Ma ero convinto che ai capi del diodo si dovesse per forza instaurare una c.d.t. per avere conduzione e che quindi la tensione di "sbilanciamento" degli ingressi dovuta alla non idealità non bastasse!
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Pioz ha scritto:Non sapevo si comportasse come generatore di corrente in quanto non conoscevo il modello idealizzato!
Sì, tant'è che se dai un'occhiata a dei data sheet di fotodiodi vedrai che uno dei parametri caratteristici specificati è la responsività
, definita come il rapporto tra la corrente di cortocircuito fotogenerata
quando il fotodiodo è illuminato da un'onda monocromatica di lunghezza d'onda
e la potenza radiante
incidente:
La corrente va misurata in condizioni di cortocircuito:
Quando il fotodiodo non è in condizioni di cortocircuito, la caratteristica diventa

dove
è la corrente di saturazione inversa del fotodiodo (più comunemente detta corrente di buio, dark current) e
è la tensione termica (
è la costante di Boltzmann,
è la carica elementare e
è la temperatura termodinamica del fotodiodo).Se, per esempio, si fa lavorare il fotodiodo in circuito aperto si deve avere
, da cui
dove l'approssimazione vale per
, come capita spesso con buone condizioni di illuminamento. Qust'ultima equazione ci dice che ai capi del fotodiodo, quando questo lavora in circuito aperto, nasce una tensione che dipende logaritmicamente dalla potenza radiante. Il problema è che questa tensione, attraverso
e
, è fortemente dipendente dalla temperatura.It's a sin to write
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DirtyDeeds
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