
Problema con circuito resistivo associato
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Dopo tutti questi post "lunghetti" che hai scritto, non ho ancora ben capito cosa intendi per "circuito resistivo associato"
Non è più semplice allenarsi nella risoluzione degli esercizi lasciati dal prof
Capito il procedimento, non dovresti avere problemi a passare l'esame. 

Emanuele Lorina
- Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (F. Nietzsche)
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Lele_u_biddrazzu
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Eh, lo so, ho scritto un po' troppo
...comunque per"circuito resistivo associato"intendo quel circuito che si ottiene, come hai detto anche tu, sostituendo ad ogni condensatore un generatore di tensione con la stessa tensione vC del condensatore e ad ogni induttore un generatore di corrente con la stessa intensità di corrente iL nell'induttore. Una volta fatto questo, applicando partitore di tensione e/o di corrente, LKT e/o LKC e quant'altro, si ottiene un equazione algebrica in vC o in iL; usando poi le relazioni caratteristiche di queste due grandezze si costruisce l'equazione differenziale avente come incognita una delle due grandezze di stato. In realtà mi sono ripetuto, ma è perché su questo metodo non cos'altro potrebbe esserci da dire.
Ora il problema non è allenarsi in altri metodi di risoluzioni perché già sono abbastanza capace di risolvere un circuito anche in altri modi; il problema è capire perché sbagliai nell'applicare il circuito resistivo associato. All'esame risolverò il circuito ad esempio con Thevénin o Norton, ma quando mi farà la domanda fatidica, non saprò che rispondere...
...comunque per"circuito resistivo associato"intendo quel circuito che si ottiene, come hai detto anche tu, sostituendo ad ogni condensatore un generatore di tensione con la stessa tensione vC del condensatore e ad ogni induttore un generatore di corrente con la stessa intensità di corrente iL nell'induttore. Una volta fatto questo, applicando partitore di tensione e/o di corrente, LKT e/o LKC e quant'altro, si ottiene un equazione algebrica in vC o in iL; usando poi le relazioni caratteristiche di queste due grandezze si costruisce l'equazione differenziale avente come incognita una delle due grandezze di stato. In realtà mi sono ripetuto, ma è perché su questo metodo non cos'altro potrebbe esserci da dire.Ora il problema non è allenarsi in altri metodi di risoluzioni perché già sono abbastanza capace di risolvere un circuito anche in altri modi; il problema è capire perché sbagliai nell'applicare il circuito resistivo associato. All'esame risolverò il circuito ad esempio con Thevénin o Norton, ma quando mi farà la domanda fatidica, non saprò che rispondere...
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Per farmi capire, forse è meglio fare un esempio(preso dal libro)
Risolvendo in iC e applicando la sovrapposizione degli effetti si ha :

Mettendo a sistema questa equazione con l'equazione caratteristica dell'elemento dinamico:

si ottiene l'equazione di stato:
![\frac{\mathrm{d} {v_C}}{\mathrm{d} t}=\frac{1}{C} \left [j(t)\frac{{R_3}}{{R_2}+{R_3}}-\frac{{e(t)}}{{R_1}+{R_3}}-{v_c}(t)\frac{{R_1}+{R_2}+{R_3}}{\left ({R_1}+{R_3} \right ){R_2}} \right ] \frac{\mathrm{d} {v_C}}{\mathrm{d} t}=\frac{1}{C} \left [j(t)\frac{{R_3}}{{R_2}+{R_3}}-\frac{{e(t)}}{{R_1}+{R_3}}-{v_c}(t)\frac{{R_1}+{R_2}+{R_3}}{\left ({R_1}+{R_3} \right ){R_2}} \right ]](/forum/latexrender/pictures/3712159df9c770dd9e6ebeb0c58eff5e.png)
Una volta ottenuta vC(t) risolvendo quest'equazione differenziale, è poi possibile determinare qualsiasi grandezza del circuito originario risolvendo il circuito resistivo associato. DI conseguenza, ogni grandezza del circuito è esprimibile in funzione della grandezza di stato attraverso solo relazioni di tipo algebrico.
Risolvendo in iC e applicando la sovrapposizione degli effetti si ha :

Mettendo a sistema questa equazione con l'equazione caratteristica dell'elemento dinamico:

si ottiene l'equazione di stato:
![\frac{\mathrm{d} {v_C}}{\mathrm{d} t}=\frac{1}{C} \left [j(t)\frac{{R_3}}{{R_2}+{R_3}}-\frac{{e(t)}}{{R_1}+{R_3}}-{v_c}(t)\frac{{R_1}+{R_2}+{R_3}}{\left ({R_1}+{R_3} \right ){R_2}} \right ] \frac{\mathrm{d} {v_C}}{\mathrm{d} t}=\frac{1}{C} \left [j(t)\frac{{R_3}}{{R_2}+{R_3}}-\frac{{e(t)}}{{R_1}+{R_3}}-{v_c}(t)\frac{{R_1}+{R_2}+{R_3}}{\left ({R_1}+{R_3} \right ){R_2}} \right ]](/forum/latexrender/pictures/3712159df9c770dd9e6ebeb0c58eff5e.png)
Una volta ottenuta vC(t) risolvendo quest'equazione differenziale, è poi possibile determinare qualsiasi grandezza del circuito originario risolvendo il circuito resistivo associato. DI conseguenza, ogni grandezza del circuito è esprimibile in funzione della grandezza di stato attraverso solo relazioni di tipo algebrico.
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A parte l'errore di distrazione per il contributo della j(t) nell'ultimo esempio postato,

come ti dicevo, il metodo è correttissimo; e ti richiedo solo se il testo di De Magistris e Miano sia stato consigliato ufficialmente o meno per il corso.
Quel metodo non fa altro che rappresentare il condensatore/induttore con un bipolo equivalente virtuale GIT/GIC che istante per istante vincola la sua tensione/corrente a non poter subire discontinuità e che visto le sue caratteristiche di "memoria" dà un contributo istantaneo alle grandezze della rete; il GIT e il GIC non sono pari (come qualcuno potrebbe erroneamente pensare) alla tensione e alla corrente all'istante t=0, ma sono relativi ai loro valori istantanei vc(t) e iL(t) che sono poi associati alle rispettive ic(t) e vL(t) attraverso le relazioni costitutive del bipolo.

come ti dicevo, il metodo è correttissimo; e ti richiedo solo se il testo di De Magistris e Miano sia stato consigliato ufficialmente o meno per il corso.
Quel metodo non fa altro che rappresentare il condensatore/induttore con un bipolo equivalente virtuale GIT/GIC che istante per istante vincola la sua tensione/corrente a non poter subire discontinuità e che visto le sue caratteristiche di "memoria" dà un contributo istantaneo alle grandezze della rete; il GIT e il GIC non sono pari (come qualcuno potrebbe erroneamente pensare) alla tensione e alla corrente all'istante t=0, ma sono relativi ai loro valori istantanei vc(t) e iL(t) che sono poi associati alle rispettive ic(t) e vL(t) attraverso le relazioni costitutive del bipolo.
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Si, insieme ad altri(Falco-Merolina, de Menna, ecc.)...ma il primo in lista, quello che ci è stato consigliato, è il Miano-de Magistris(entrambi professori di altri cdl alla mia università(come in realtà anche la maggiorparte degli autori degli altri libri consigliati)...in particolare de Magistris è il responsabile del sito di riferimento elettrotecnica.unina.it); a dirla tutta, è il libro consigliato nel 90%(se non più)dei cdl della mia università.
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erasec ha scritto: ... a dirla tutta, è il libro consigliato nel 90%(se non più)dei cdl della mia università.
Lo sappiamo, qui spesso se ne fa riferimento e a De Magistris ho già scritto più di una volta relativamente al testo.
Proprio per questo mi chiedo se non puoi portare all'esame il libro ... e far leggere al tuo prof. pagina 407 dove è spiegato!
per esempio Miano scrive
http://www.elettrotecnica.unina.it/file ... itolo6.pdf
ma viene usato anche
http://www.ing.unisannio.it/davino/dida ... _ese_3.pdf
da un pdf dell'università di Bologna
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Non ho il De Magistris per controllare, ma, alla fine, a me sembra solo un'applicazione del teorema di sostituzione...
It's a sin to write
instead of
(Anonimo).
...'cos you know that
ain't
, right?
You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.
Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.
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(Anonimo)....'cos you know that
ain't
, right?You won't get a sexy tan if you write
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arithm.-

DirtyDeeds
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Bravissimo...è quello che ho sempre pensato anch'io:una semplice applicazione del prinicipio di sostituzione...non so se portare il libro all'esame risolverà qualcosa, dato che penso lo conosca a memoria anche lui e tra l'altro potrebbe dirmi qualcosa del tipo"dovevi studiare anche sulle mie dispense"...il punto è che le ho studiate, ma non mi sembra di intravedere da nessuna parte una qualche restrizione sull'uso di questo metodo
http://www.elettrotecnica.unina.it/file ... _1_nov.pdf
pag. 16(nella barra in alto...in realtà sarebbe pag.18)...in fondo alla pagina dice"Per il principio di sostituzione possiamo quindi inserire al posto dei condensatori generatori di tensione v(0-) , al posto degli induttori, generatori di corrente"
L'unica cosa che mi sembra di capire, ma non ne sono sicuro, è che, a quanto dice lui, il metodo del resistivo associato serve a calcolare le condizioni iniziali(ripeto, non ne sono sicuro)
http://www.elettrotecnica.unina.it/file ... _1_nov.pdf
pag. 16(nella barra in alto...in realtà sarebbe pag.18)...in fondo alla pagina dice"Per il principio di sostituzione possiamo quindi inserire al posto dei condensatori generatori di tensione v(0-) , al posto degli induttori, generatori di corrente"
L'unica cosa che mi sembra di capire, ma non ne sono sicuro, è che, a quanto dice lui, il metodo del resistivo associato serve a calcolare le condizioni iniziali(ripeto, non ne sono sicuro)
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erasec ha scritto: ...in realtà sarebbe pag.18)...in fondo alla pagina dice"Per il principio di sostituzione possiamo quindi inserire al posto dei condensatori generatori di tensione v(0-) , al posto degli induttori, generatori di corrente"...
...
L'unica cosa che mi sembra di capire, ma non ne sono sicuro, è che, a quanto dice lui, il metodo del resistivo associato serve a calcolare le condizioni iniziali(ripeto, non ne sono sicuro)
Parte da quella considerazione, ma continua scrivendo a pag. 17 che
ovvero estendendo la sostituzione al generico tempo t .
... forse è solo una questione di nome, ... lui non lo chiama "circuito resistivo associato"
... ma "schema derivato" dal principio di sostituzione.
Se di conseguenza gli ricordi che sta pure scritto sulle sue dispense, suppongo che non possa dirti nulla ... altrimenti le sue dispense gliele metti per cappello
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Oramai cominciavo a pensare che ero io che non riuscivo a comprendere il contenuto delle dispense...in pratica, anche se con altre parole, dice le stesse cose che dice il Miano-de Magitris...scusami Lele, ma quando mi parlavi del metodo che serve ad analizzare il circuito subito dopo una perturbazione, non parlavi del circuito resistivo associato(o almeno di quello che intendevo io)?A quale metodo ti stavi riferendo?
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