Buongiorno,
vorrei sapere, secondo voi, se per dimensionare un sezionatore è più corretto considerare:
1) la somma delle correnti di impiego di tutti i carichi
2) la somma delle correnti nominali dei fusibili che proteggono i carichi
Grazie,
Andrea
Dimensionamento sezionatore per QE
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L'ipotesi 2 terrebbe in considerazione anche eventuali sovraccarichi. E' più prudente.
Di che correnti stiamo parlando?
Di che correnti stiamo parlando?
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Giovepluvio
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Cosa c'è a monte del sezionatore?
Ognuno è un genio.
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- Albert Einstein
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Il sezionatore di taglia pari o superiore alla protezione a monte.meglio sovradimensionato della talgia maggiore.
I carichi - intesi come loro somma totale - sono solo indicativi, bisogna valutare il fattore di contemporaneità delle utenze..
PS. mi è capitato di vedere un BTicino sezionatore da 160A nominali - posto in posizione orizzontale in alto - in quadro con corrente nominale di <= a 125A in BT sistema TT, con materiale Melin Gerin C60, che dopo una icc per corto a fondo linea su di un quadro terminale derivato, i contatti servoassistiti sono rimasti aperti, mentre la manetta a leva era leggermente arretrata.occhio anche a cosa si monta...
I carichi - intesi come loro somma totale - sono solo indicativi, bisogna valutare il fattore di contemporaneità delle utenze..
PS. mi è capitato di vedere un BTicino sezionatore da 160A nominali - posto in posizione orizzontale in alto - in quadro con corrente nominale di <= a 125A in BT sistema TT, con materiale Melin Gerin C60, che dopo una icc per corto a fondo linea su di un quadro terminale derivato, i contatti servoassistiti sono rimasti aperti, mentre la manetta a leva era leggermente arretrata.occhio anche a cosa si monta...
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Se esiste un dispositivo di protezione a monte (come è prevedibile) è sufficiente che il sezionatore sia dimensionato con la corrente nominale del quadro tenendo conto della propria categoria di utilizzazione ,controllando che sia coordinato con la protezione a monte. Tale coordinamento è praticamente automatico tra apparecchiature della stessa marca e con la stessa corrente nominale fino al potere di interruizione del dispositivo di protezione. Mettere in serie apparecchiature di marca diversa è sempre possibile, considerando la Icw e la Icm del sezionatore ,confrontando questi dati con quelli dell'energia specifica passante e il valore di cresta della corrente di corto limitata dall'interruttore a monte riferiti al valore della corrente di corto circuito presente in quel punto dell'impianto. Però è sempre bene fare affidamento sulla dichiarazione del costruttore proteggendo il sezionatore con un interruttore della stessa marca, in questo modo si è coperti dalla garanzia del costruttore
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Giovepluvio ha scritto:L'ipotesi 2 terrebbe in considerazione anche eventuali sovraccarichi. E' più prudente.
Di che correnti stiamo parlando?
I sezionatori sono di taglie < 160A.
E' vero, è più prudente, ed inoltre la differenza di costo non è tanta e potrei scegliere il maggiore dei due
Più che altro mi interessava sapere qual è il vostro l'approccio all'argomento..
Grazie

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elettro ha scritto:Il sezionatore di taglia pari o superiore alla protezione a monte.meglio sovradimensionato della talgia maggiore.
I carichi - intesi come loro somma totale - sono solo indicativi, bisogna valutare il fattore di contemporaneità delle utenze..
PS. mi è capitato di vedere un BTicino sezionatore da 160A nominali - posto in posizione orizzontale in alto - in quadro con corrente nominale di <= a 125A in BT sistema TT, con materiale Melin Gerin C60, che dopo una icc per corto a fondo linea su di un quadro terminale derivato, i contatti servoassistiti sono rimasti aperti, mentre la manetta a leva era leggermente arretrata.occhio anche a cosa si monta...
Ciao Elettro,
quindi per evitare di 'cadere' nel tuo esempio, consigli di verificare anche la corrente di corto circuito, oltre alla taglia, giusto?
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maxxy ha scritto:Cosa c'è a monte del sezionatore?
MASSIMO-G ha scritto:Se esiste un dispositivo di protezione a monte (come è prevedibile) è sufficiente che il sezionatore sia dimensionato con la corrente nominale del quadro tenendo conto della propria categoria di utilizzazione ,controllando che sia coordinato con la protezione a monte.Tale coordinamento è praticamente automatico tra apparecchiature della stessa marca e con la stessa corrente nominale fino al potere di interruizione del dispositivo di protezione. Mettere in serie apparecchiature di marca diversa è sempre possibile, considerando la Icw e la Icm del sezionatore ,confrontando questi dati con quelli dell'energia specifica passante e il valore di cresta della corrente di corto limitata dall'interruttore a monte riferiti al valore della corrente di corto circuito presente in quel punto dell'impianto
A monte del sezionatore è installata una protezione magnetotermica-differenziale, ma non ho il controllo sulla corrente nominale (che viene al limite consigliata) e tantomeno sulla marca.
MASSIMO-G ha scritto: Però è sempre bene fare affidamento sulla dichiarazione del costruttore proteggendo il sezionatore con un interruttore della stessa marca, in questo modo si è coperti dalla garanzia del costruttore
I costruttori di sezionatori, indicano la corrente di corto circuito condizionale con le taglie di fusibili associate (ES: 25kA su sezionatore da 125A con fusibile da 125A).
Potrei considerare la protezione da corto circuito a valle del sezionatore, soddisfatta dai fusibili a valle, come nello schema che ho inserito? (con la Somma di tutte le taglie (F1, F2, Fn) <= della taglia indicata a catalogo)
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Dovresti valutare se un passo normativo, puoi adottare questa soluzione in relazione ad una eventuale conduttora a II isolmento - con nulla associato ad essa - tale da scongiurare il rischio di cc.
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Se si esclude che sulle barre di distribuzione possa avvenire un corto circuito, ad esempio se il cablaggio è effettuato con apposite barrette rigide, allora il sezionatore generale puo essere considerato protetto dal corto dai fusibili posti sulle partenze. Ogni fusibile in partenza si suppone che limiterà sicuramente il valore di cresta e l’energia specifica a valori sopportabili dal sezionatore. Se invece sulle sbarre di distribuzione non si puo escludere un corto allora occorre coordinare il sezionatore con la protezione a monte secondo quanto scritto in precedenza
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