Prima stampa 3D
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[21] Re: Prima stampa 3D
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
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TardoFreak
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[22] Re: Prima stampa 3D
Io di solito è la prima cosa che controllo quando stampo un pezzo. Nel mio caso, il piano è ricoperto dallo scotch 3M blu. Posiziono l'estrusore (freddo) a z=0 e regolo perché riesca a far passare appena appena un foglio di carta fra di esso ed il piano. Poi sposto a sinistra di 10cm e faccio lo stesso. Poi muovo indietro di 10cm... insomma, descrivo un quadrato e vado avanti finché il suddetto foglio passa giusto giusto in tutte le quattro posizioni.
Per quanto riguarda i riempimenti, di solito faccio in modo che ci siano almeno tre strati pieni sopra e sotto, poi vado con riempimenti lineari al 30 o 40%.
Con le tue stampe, hai regolato bene la temperatura e la percentuale di estrusione? In certi casi mi sembra un po' scarsina, il che potrebbe spiegare perché gli strati non sembrano aderire.
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DarwinNE
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[23] Re: Prima stampa 3D
angel99 ha scritto:Prima di scegliere la stampa 3D avevate pensato anche a questa soluzione? Se l'avete scartata, perché?
Non ho alcun tipo di necessità, ho iniziato questo "lavoretto" più che altro per curiosità! La stampante non è neanche mia, ho solo colto la palla al balzo. Se pur al giorno d'oggi i prezzi sono molto accessibili, le stampanti 3D non si trovano certo al fianco d'ogni PC, quindi avendo occasione di smanettare liberamente con uno di questi aggeggi non posso che approfittarne!
Sinceramente una stazione di fresatura non ha per me lo stesso fascino, in primis perché mio padre (per hobby) restaura mobili antichi, quindi sin da sempre ho avuto a che fare con: torni, frese, pialle e compagnia bella. In secondo luogo non penso tu stia parlando di una stazione di fresatura automatizzata, beh! Se lo fosse, cambierebbe tutto!
DarwinNE ha scritto:Io di solito è la prima cosa che controllo quando stampo un pezzo. Nel mio caso, il piano è ricoperto dallo scotch 3M blu. Posiziono l'estrusore (freddo) a z=0 e regolo perché riesca a far passare appena appena un foglio di carta fra di esso ed il piano. Poi sposto a sinistra di 10cm e faccio lo stesso. Poi muovo indietro di 10cm...
Mi sembra un'ottima tecnica, non vedo l'ora di provarla...
DarwinNE ha scritto:Con le tue stampe, hai regolato bene la temperatura e la percentuale di estrusione? In certi casi mi sembra un po' scarsina, il che potrebbe spiegare perché gli strati non sembrano aderire
Secondo me negli statti di riempimento, sopra i nidi d'ape la temperatura era eccessiva, ecco perché gli strati son colati... Sta di fatto che: il riempimento, la temperatura e la portata; sono da riparametrizzare...
Dante.
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[24] Re: Prima stampa 3D
DanteCpp ha scritto:In secondo luogo non penso tu stia parlando di una stazione di fresatura automatizzata, beh! Se lo fosse, cambierebbe tutto!
E come no! Ovviamente si tratta di un piccolo centro di lavoro CNC a tre assi interpolati. Con una macchina manuale non si può fare quasi nulla nel nostro mondo. Una foto, tanto per rendere l'idea. Il comparatore è li per la verifica della planarità e dell'ortogonalità del piano XY (entro +/- 0.01 mm).
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[27] Re: Prima stampa 3D
Ho visto quella freatrice (o un modello che ci assomiglia molto) in vendita su Aliexpress.
Mi pare che sia collegata al PC tramite una porta RS232.
E' così?
Mi pare che sia collegata al PC tramite una porta RS232.
E' così?
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[28] Re: Prima stampa 3D
TardoFreak ha scritto:Ho visto quella freatrice
E' difficile tu abbia visto quella fresatrice, ma una delle mille mila praticamente identiche.
Queste macchine sono chiamate più comunemente pantografi CNC e sono praticamente tutte prodotte in Cina. La rete è piena di modelli con prezzi che vanno dalle poche centinaia di Euro alle svariate migliaia. Acquistare quegli oggetti è quasi sempre una delusione e uno spreco di denaro. Esistono prodotti analoghi europei, e molte italiane. Da ricordare che noi italiani siamo bravi a fare le macchine utensili, ovviamente a prezzi con uno zero (a destra) in più.
I pantografi sono acquistati per lo più per lavorare il legno o fare targhe e insegne, dove il mezzo millimetro non è un problema, ma se si vuole ottenere un risultato di qualità non vanno bene. Purtroppo le motivazioni sono strutturali ed è difficile aggiustare una macchina cinese malfatta.
La storia della macchina nella foto è la seguente. Acquistata in Cina per un migliaio di Euro da un italiano che lavora in loco e che ha visitato almeno una decina di produttori per scartare inizialmente quelli che vendevano fuffa (bronzine in plastica al posto delle guide lineari, giusto per fare un esempio), è arrivata in Italia sfruttando un passaggio su un container mezzo vuoto e risparmiando così la follia del costo di trasporto. Prima ancora dell'accensione ha dimostrato di essere inadatta avendo un piano formato da estrusi di alluminio accoppiati. Alla pressione con un dito al centro del piano fletteva due millimetri (
). Sostituito il piano con una lastra di alluminio fuso (non estruso) da 25 mm di spessore, irrigidita dalle due coste laterali visibili nella foto, il primo dei problemi è stato risolto. Spingendo il mandrino con le mani nelle varie direzioni, si otteneva uno spostamento di quasi un millimetro in X e quasi mezzo in Y. E' stato necessario sostituire le guide lineari con altre (sempre cinesi, ma di qualità) e modificare i supporti per renderli registrabili. Senza dilungarmi, è poi stato sostituito il mandrino, venduto come 800 W, ma forse a 100 non arrivava, con un 2.2 kW a controllo vettoriale, l'interfaccia, originariamente per porta parallela, con una USB, e l'alimentatore dei motori degli assi che si sedeva se si muovevano tutti insieme. Anche le pinze portautensile non andavano bene e altri piccoli dettagli.Le etichette <X> <Y> <Z> sono rimaste quelle originali!
Adesso quella macchina tiene il centesimo su pezzi di piccole dimensioni (entro i 50 mm diagonali) e il decimo su lavorazioni di grandi dimensioni.
In definitiva, se non si ha un minimo di dimestichezza con la faccenda, non se ne viene fuori. Se si vuole avere una macchina pronta per l'uso è indispensabile acquistare un prodotto non importato, ma costruito in Italia.
Lo sforzo per avere una macchina ben fatta è comunque ripagato dai risultati: una fixture a letto d'aghi per il test di un pannello di schede 300 x 300 mm con un migliaio di aghi, formato da piastra base (FR4) , supporto aghi (PEEK), pannello di pressione (alluminio) e coperchio (PMMA), si realizza in una mattinata.
Non credo che lo stesso risultato si possa ottenere con la stampa 3D. Una fixture come quella in esempio richiede circa 300 N per chiudersi che mi sembrano non compatibili con la tipologia di materiali utilizzati con la stampa 3D.
Nota: l'interfaccia più comune per i pantografi CNC è quella parallela, ormai praticamente sparita dai PC. Gli adattatori per stampante non risolvono il problema, ma c'è chi ha fatto un adattatore USB-Parallela funzionante che vende a soli 100 Euro. Le interfacce USB sono un incubo perché se non fatte bene hanno latenze imprevedibili che a metà lavorazione possono causare disastri. Neanche dirlo che se se si acquista l'interfaccia USB made in USA da 650 USD, tutto funziona come un orologio.
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[29] Re: Prima stampa 3D
angel99 ha scritto:...Non credo che lo stesso risultato si possa ottenere con la stampa 3D. Una fixture come quella in esempio richiede circa 300 N per chiudersi che mi sembrano non compatibili con la tipologia di materiali utilizzati con la stampa 3D...
Non ne sarei così sicuro.
Ho ristampato la fixture utilizzando l' ABS per poterla lavorare meglio (il PLA è schifoso da forare, si scioglie come niente) e filettarne i fori.
La base è spessa 3mm piena con nervature di 5mm di altezza e ti assicuro che regge molto di più che 300N, anche se a me me ne bastano molti di meno avendo solo 71 test points.
Ovviamente preferirei forarla con una macchina CNC ma ... non ce l' ho.
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