
L'auto elettrica secondo Marchionne
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Fca, una ricerca smentisce Marchionne: “Nel loro ciclo di vita le auto elettriche emettono metà Co2 di quelle diesel”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10 ... l/3933150/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10 ... l/3933150/
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Più o meno i dati LCA convergono a conclusioni di quel tipo: se si parte da un parco energetico con un buon contributo di rinnovabili o con molti cicli combinati a metano (300-400 g CO2/kWh), con un auto elettrica le emissioni di CO2 si possono circa dimezzare rispetto ad un equivalente vettura a motore endotermico.
Le cose sono un po' diverse se si considera il valore di emissione marginale, ossia delle centrali aggiuntive che devo chiamare a produrre per ricaricare le batterie, ma non di molto in Italia, dove questo compito sarebbe spesso demandato ai cicli combinati a metano.
In Polonia o (a valle della svolta a carbone) negli US la differenza di emissioni di CO2 tra diesel od elettrico sarebbe invece marginale.
Questo tipo di studi LCA fa capire che l'auto elettrica può aiutare (anche significativamente ma solo a condizione di un uso massivo di auto elettriche), ma non risolve il problema della produzione di CO2, che va affrontato principalmente in termini di produzione dell'energia elettrica.
Molto interessante il minivan della Nissan: motore elettrico che spinge e, se si rimane con la batteria scarica, un piccolo motore endotermico che lavori a regime ottimale. Per me (al di là della forma a vagone
) questa è la strada da seguire nel medio periodo!
Le cose sono un po' diverse se si considera il valore di emissione marginale, ossia delle centrali aggiuntive che devo chiamare a produrre per ricaricare le batterie, ma non di molto in Italia, dove questo compito sarebbe spesso demandato ai cicli combinati a metano.
In Polonia o (a valle della svolta a carbone) negli US la differenza di emissioni di CO2 tra diesel od elettrico sarebbe invece marginale.
Questo tipo di studi LCA fa capire che l'auto elettrica può aiutare (anche significativamente ma solo a condizione di un uso massivo di auto elettriche), ma non risolve il problema della produzione di CO2, che va affrontato principalmente in termini di produzione dell'energia elettrica.
Molto interessante il minivan della Nissan: motore elettrico che spinge e, se si rimane con la batteria scarica, un piccolo motore endotermico che lavori a regime ottimale. Per me (al di là della forma a vagone
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in ogni caso l'auto elettrica aiuterebbe a ridurre di molto l'emissione di polveri sottili e varie altre schifezze che si possono invece filtrare nelle centrali elettriche...
perché pensare solo alla CO2?
perché pensare solo alla CO2?
Almeno l'itagliano sallo...
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richiurci ha scritto:FIAT resta a guardare sperando poi di "copiare"?
Suggerirei di ingannare l'attesa progettando un veicolo di soccorso per le auto elettriche in panne di batteria scarica.
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Già fatto, tra l'altro da diverse persone coinvolte con la mobilità elettrica in Lombardia e non solo, che ho conosciuto in occasione di raduni e iniziative varie.
https://greenlandmobility.it/prodottiev ... elettrici/
https://greenlandmobility.it/prodottiev ... elettrici/
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fpalone ha scritto:Più o meno i dati LCA convergono a conclusioni di quel tipo: se si parte da un parco energetico con un buon contributo di rinnovabili o con molti cicli combinati a metano (300-400 g CO2/kWh), con un auto elettrica le emissioni di CO2 si possono circa dimezzare rispetto ad un equivalente vettura a motore endotermico.
Le cose sono un po' diverse se si considera il valore di emissione marginale, ossia delle centrali aggiuntive che devo chiamare a produrre per ricaricare le batterie, ma non di molto in Italia, dove questo compito sarebbe spesso demandato ai cicli combinati a metano.
In Polonia o (a valle della svolta a carbone) negli US la differenza di emissioni di CO2 tra diesel od elettrico sarebbe invece marginale.
ne avevamo già parlato ma...sarò limitato continuo a non condividere questo approccio?
perché centrali aggiuntive per ricaricare le batterie?
Se intendi perché si ricaricherà di notte...è il momento nel quale c'è già un surplus di produzione.
Se invece intendi per coprire il consumo energetico aggiuntivo, allora dovremmo considerare il mix, o meglio ancora il mix "marginale"...
Provo a spiegarmi: se da oggi in avanti si venderanno tante auto elettriche e servirà più generazione, perché non dovrei considerare il mix? O al limite il mix di centrali costruite per appianare il buco, cioè da oggi in avanti? (che si spera sia ancora più ricco di rinnovabili)
E perché per le PdC, che sono comunque un consumo aggiuntivo, o il dilagare di piani a induzione e condizionatori, non dovrei considerare la stessa produzione?
Insomma questo considerare la produzione marginale mi sembra vada a mettere in dubbio la volontà, diffusa e condivisa, di spostare i consumi sull'elettrico in quanto più "pulito"
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Quando sento parlare di surplus di produzione (con riferimento all'Italia) mi fischiano le orecchie!
E' un mantra diffuso, soprattutto da certi politici populisti, ma quanto mai sbagliato.
In Italia non c'è un surplus di produzione: importiamo circa 50 TWh di energia elettrica dall'estero, pari a circa il 15% della richiesta nazionale.
Quello che c'è è un surplus di capacità produttiva, ossia ci sono diverse centrali ferme o che statisticamente lavorano a basso carico. Per la maggior parte si tratta però di "catenacci", vecchie centrali con ciclo a vapore alimentate a olio combustibile o gas naturale (es. Montalto,), turbogas a ciclo aperto o cicli combinati di vecchia generazione.
Peraltro questo surplus durerà per poco, dato che in assenza di incentivi economici (capacity payment) le utility che possiedono queste centrali le chiuderanno definitivamente in quanto non produttive.
Se ad una data ora del giorno il carico varia di 1 MW in più od in meno, quale centrale sarà chiamata a produrre o meno quel MWh incrementale? Nei mercati elettrici europei questo lo decide l'esito del mercato, ossia viene chiamata per ultima la centrale con il prezzo marginale più alto di produzione.
Visto che le rinnovabili non dispacciabili (eolico, fotovoltaico) godono di priorità di dispacciamento, non saranno mai queste le tecnologie marginali.
Poi di notte è proprio il momento in cui le rinnovabili sono meno disponibili ed il carico è più basso:
di notte è più probabile che sia chiamata a produrre l'energia addizionale una centrale con maggiori emissioni specifiche (es. carbone), in quanto visto il carico più basso è più probabile che una centrale a gas non sia competitiva.
Poi, nell'ottica ormai propagandata da diverse forze politiche di dover puntare massicciamente sul fotovoltaico, il momento migliore per il sistema elettrico per ricaricare le batterie sarebbe il giorno e non la notte, per problemi di stabilità della rete.
Questo vale tanto per le auto elettriche che per le pompe di calore: visto però che FCA produce solo auto e non pompe di calore (ragionando in grande, Mitsubishi e Hyundai ad esempio producono entrambi) mi sembrerebbe off-topic parlare di pdc.
Nel medio termine secondo la SEN in Italia non ci saranno sviluppi significativi di nuova generazione rinnovabile; al massimo si chiuderà tra una decina di anni quello che resta del parco di generazione a carbone, sostituendolo con un maggiore utilizzo degli impianti a gas naturale.
In questo senso ci saranno meno emissioni di CO2 nel mix, ma per le emissioni marginali non cambierà molto: sia oggi che domani per ricaricare tot TWh di energia nelle auto elettriche dovrò produrre tot TWh in più con le fonti fossili, ed in questo per me Marchionne non ha detto una sciocchezza.
E' un mantra diffuso, soprattutto da certi politici populisti, ma quanto mai sbagliato.
In Italia non c'è un surplus di produzione: importiamo circa 50 TWh di energia elettrica dall'estero, pari a circa il 15% della richiesta nazionale.
Quello che c'è è un surplus di capacità produttiva, ossia ci sono diverse centrali ferme o che statisticamente lavorano a basso carico. Per la maggior parte si tratta però di "catenacci", vecchie centrali con ciclo a vapore alimentate a olio combustibile o gas naturale (es. Montalto,), turbogas a ciclo aperto o cicli combinati di vecchia generazione.
Peraltro questo surplus durerà per poco, dato che in assenza di incentivi economici (capacity payment) le utility che possiedono queste centrali le chiuderanno definitivamente in quanto non produttive.
Se ad una data ora del giorno il carico varia di 1 MW in più od in meno, quale centrale sarà chiamata a produrre o meno quel MWh incrementale? Nei mercati elettrici europei questo lo decide l'esito del mercato, ossia viene chiamata per ultima la centrale con il prezzo marginale più alto di produzione.
Visto che le rinnovabili non dispacciabili (eolico, fotovoltaico) godono di priorità di dispacciamento, non saranno mai queste le tecnologie marginali.
Poi di notte è proprio il momento in cui le rinnovabili sono meno disponibili ed il carico è più basso:
di notte è più probabile che sia chiamata a produrre l'energia addizionale una centrale con maggiori emissioni specifiche (es. carbone), in quanto visto il carico più basso è più probabile che una centrale a gas non sia competitiva.
Poi, nell'ottica ormai propagandata da diverse forze politiche di dover puntare massicciamente sul fotovoltaico, il momento migliore per il sistema elettrico per ricaricare le batterie sarebbe il giorno e non la notte, per problemi di stabilità della rete.
Questo vale tanto per le auto elettriche che per le pompe di calore: visto però che FCA produce solo auto e non pompe di calore (ragionando in grande, Mitsubishi e Hyundai ad esempio producono entrambi) mi sembrerebbe off-topic parlare di pdc.
Nel medio termine secondo la SEN in Italia non ci saranno sviluppi significativi di nuova generazione rinnovabile; al massimo si chiuderà tra una decina di anni quello che resta del parco di generazione a carbone, sostituendolo con un maggiore utilizzo degli impianti a gas naturale.
In questo senso ci saranno meno emissioni di CO2 nel mix, ma per le emissioni marginali non cambierà molto: sia oggi che domani per ricaricare tot TWh di energia nelle auto elettriche dovrò produrre tot TWh in più con le fonti fossili, ed in questo per me Marchionne non ha detto una sciocchezza.
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in effetti non parlavo a livello nazionale... siamo in Europa no?
Comunque Fpalone, capisco e condivido la tua visione da "sistemista" se la applichi a TUTTI i consumi elettrici.
Anche se lascio accesa una lampadina di notte sto chiedendo energia a una centrale aggiuntiva.
E comunque...che di notte cali fotovoltaico è innegabile, le altre rinnovabili (eolico, idroelettrico ecc) perché dovrebbero calare? Mentre i consumi calano, almeno mi risulta essere così...
Se si considerasse la produzione marginale diventerebbe difficile perfino valutare le emissioni di CO2 di un'auto elettrica (o qualsiasi altro apparecchio elettrico) per valutarne impatto globale e eventuale incentivazione.
Faccio un esempio personale: la mia auto elettrica è del 2001, quale produzione dovrei considerare per lei? Quella introdotta per alimentarla nel 2001? Quella introdotta nel 2013 quando ha iniziato realmente a macinare chilometri?
Comunque Fpalone, capisco e condivido la tua visione da "sistemista" se la applichi a TUTTI i consumi elettrici.
Anche se lascio accesa una lampadina di notte sto chiedendo energia a una centrale aggiuntiva.
E comunque...che di notte cali fotovoltaico è innegabile, le altre rinnovabili (eolico, idroelettrico ecc) perché dovrebbero calare? Mentre i consumi calano, almeno mi risulta essere così...
Se si considerasse la produzione marginale diventerebbe difficile perfino valutare le emissioni di CO2 di un'auto elettrica (o qualsiasi altro apparecchio elettrico) per valutarne impatto globale e eventuale incentivazione.
Faccio un esempio personale: la mia auto elettrica è del 2001, quale produzione dovrei considerare per lei? Quella introdotta per alimentarla nel 2001? Quella introdotta nel 2013 quando ha iniziato realmente a macinare chilometri?
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