Vediamo se riesco a non farla troppo noiosa
Immaginiamo i numeri come punti di una sfera.
Scegliamo di esprimere tutti i numeri come vettori il cui punto di origine è il "polo sud" della sfera, per esempio.
Supponiamo che, a causa di una mia scelta strana, mi muova in un piccolo intorno del polo sud.
Lo spazio mi sembrerebbe un cerchio piatto, circa.
Ho quindi ridotto le dimensioni a 2.
Se poi mi muovessi in un piccolo intorno di un diametro di questo cerchio arriverei a definire una lunghezza.
Ho definito quindi i numeri reali come una
approssimazione dei numeri complessi, che vale finché non mi muovo
troppo lontano dall'intorno che ho definito come soddisfacente.
Ma si sa, ai matematici queste cose approssimate non piacciono.
Infatti la realtà è che la sfera non solo ha infinite dimensioni, ma ha anche un raggio infinito.
Questo fa si che il segmento sul quale avevo ristretto lo spazio sulla sfera (che era il diametro del cerchio ed una corda della sfera) sia in realtà una retta, ovviamente di lunghezza infinita, che definisce tutti i numeri reali.
Ho inventato quindi un modo per creare infinite estensioni dei numeri reali, non solo quelli complessi, ma anche altri, di dimensione via via sempre più grande: gli insiemi di
Cayley–Dickson che definiscono numeri
ipercomplessi.
Facciamo un esempio.
Prendiamo un numero reale:

Per "uscire" dalla retta sul quale giace, devo considerarlo come un vettore (cosa che lui è già, ma è un vettore così piccolo che mi sembra un punto, in seguito al nostro ragionamento) e "dotarlo" di una dimensione in più.
Uso quindi un versore

per "aumentare" la sua dimensione e sostituisco, rimpiazzo, cambio il "numero" x con il "vettore" z.

Questa operazione è indolore?
Come abbiamo visto, no.
perché devo fare attenzione a fare in modo di non uscire dalle semplificazioni che ho adottato.
Tutte le paranoie sulla radice quadrata di meno uno arrivano da qui.
A questo punto, però, posso continuare a "sostituire" x. Se aumento nuovamente di dimensione x, devo farlo anche per y, altrimenti non arriverò ad alcuna soluzione.
Le dimensioni dei numeri sono sempre a coppie (dalla dimensione 2 dei numeri complessi si passa a dimensione 4, poi 8, poi 16 ecc, a meno di considerare un numero di dimensioni non intero, oppure reale, oppure complesso, oppure ipercomplesso, ma lasciamo perdere).
Proviamo.
Devo fare attenzione a sostitituire bene.
Voglio sostuituire, in

x e y con due numeri complessi.
Pongo quindi:

e

Faccio notare che per x e y ho usato il versore j e non i perché sto abbandonando il piano definito da 1 e i (il piano dei complessi) e quindi mi serve un nuovo versore.
Sostituiamo:


Ohibò. E adesso come faccio a calcolare
beh, diciamo che potrei
annoiarvi parecchio....
Una spiegazione intuitiva è quella di porre ortogonalmente due piani complessi tra loro e osservare la direzione del versore risultante dalla composizione vettoriale dei due precedenti.
Quello che si ottiene è un versore perpendicolare ad entrambi (come nel prodotto vettoriale) che chiameremo k.
Abbiamo quindi trovato il quarto versore:
1 i j k
e definito quindi il nostro spazio a quattro dimensioni.

Il grosso, immenso, infinito
pain in the ass che si ha è che

.
In generale, quindi, perdiamo la commutatività del prodotto.
In questo caso bisogna fare attenzione a fare il quadrato di i, j e k.
Continuando arriverei ad uno spazio ad 8 dimensioni, per i quali, purtroppo non vale nemmeno più la commutatività della somma.
Se continuo a 16 perdo anche l'associatività.
Personalmente sono spazi che odio, nonchè troppo stretti per me...
