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Differenziali

Articolo n° 10 su 36 del corso "DR plus". Vai all'indice del corso.

Paragrafi dell'articolo:

  1. L'A. B. AC. dei differenziali
  2. D&R
  3. Articoli
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Commenti e note

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di ,

Egr. Dott. Martini Vorrei chiederle se un differenziale di classe A, abbinato ad uno scaricatore di classe II autoprotetto, può essere sufficiente per essere al riparo da scatti intempestivi dovuti a temporali, oppure se è necessario un differenziale di tipo intempestivo. La ringrazio in anticipo

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di ,

L'obbligatorietà del differenziale per la protezione dai contatti indiretti non esiste dal punto di vista normativo se non in particolari ambienti. Nel TT è in pratica inevitabile il suo utilizzo, ma nel TN no. Nel TN può essere utile nel caso non sia possibile la realizzazione del corretto valore dell'impedenza dell'anello di guasto. Se si utilizza e si prevede debba che interrompere correnti di guasto continue, può essere di tipo A o di tipo B a seconda del valore della componente continua.
Ad ogni modo ricordo che c'è il Forum apposito per questi quesiti. Vi partecipano più tecnici validi in grado di precisare meglio quesiti normativi.

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di Roberto T.,

Egr. Dott. Martini
Vorrei chiedere se l'installazione di un differenziale tipo B, in un equipaggiamento elettrico (EN60204-1) che utilizza "inverter" sui motori è l'unico modo per tutelare dai rischi dei contatti indiretti? Per i sistemi TT mi sembra obbligatorio installarlo mentre per quelli TN? Grazie

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di ,

Non c'è proprio questa categorica imposizione normativa.
Solamente nei casi richiesti dalla Norma CEI 64-8, Sez. 710, cioè nei locali medici di gruppo 1 e 2, gli interruttori differenziali devono essere di tipo A o di tipo B. In tutti gli altri casi possono essere di tipo AC. Questo riguarda gli impianti realizzati dopo l'entrata in vigore della nuova norma, la sez. 710 appunto, che ha sostituito la precedente CEI 64-4 dal 1° settembre 2001.
Gli impianti realizzati precedentemente a quella data secondo la precedente norma 64-4 sono ritenuti idonei, agli effetti della sicurezza, anche se esistono differenziali AC. Non si rende quindi necessaria uno loro eventuale sostituzione di adeguamento anche nel caso la nuova Norma li richiedesse per il luogo in cui sono installati. Non è però proibito farla ovviamente, perché non è proibito aumentare il livello di sicurezza.

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di Di Muro Rocco , istallatore di impianti elettrici,

Se non sbaglio la norma impone negli impianti elettrici realizzati in ambienti medici differenziali di tipo A ed esclude i tipi AC

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di MORENO,

Egr.Dottore Sono un Perito Elettrotecnico e lavoro come programmatore e processista in un azienda di Treviso.Vorrei porgerle tre domande a cui io non posso rispondere in maniera completa e spesso pero mi capitano in cantiere: 1-In un impianto vi sono circa 6 avviamenti Stella-Triangolo di Aspiratori da 110Kw e 132Kw ed una 20 di motori piu piccoli ,circa 2.2Kw, ad avviamento diretto. Molto spesso il differenzale che protegge la linea,sebbene tarato a 10 Amper ,"salta" quando gli aspiratori si avviano (ovviamente uno alla volta). Premetto che i tutti motori sono in ottimo stato e non presentano difetti sull'isolamento.Quale elemento elettrico influenza a tal punto il differenziale da farlo saltare durante l'avviamento di questi grossi motori? 2-Che tipo di differenziale posso installare di fronte ad avviamenti di grossi motori con inverter o soft-starter? 3-Io come costruttore ed installatore di un quadro elettrico per l'industria del terziario sono obbligato ad installare un rele' differenziale per la protezione dai contatti indiretti? Porgo i miei ossequi a Lei e ringrazio in anticipo per qualsiasi risposta Lei voglia dare al mio quesito.

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