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Winter Dreams

.................Racconto di Natale..................


Dopo "I Segreti del RAEE", dopo il "Pensierino della Sera" e "Incontri Fortuiti" rieccomi con un nuovo racconto. Non siete pochi a chiedermi dei racconti che aiutano a staccare dalla pesantezza della realtà che viviamo ed io voglio accontentare tutte queste richieste.
Come già spiegato più volte non sono bravo nel raccontare e quindi mi limiterò a narrare ciò che realmente mi è accaduto. Circa otto mesi fa avevo promesso un racconto per Natale e quindi cominciamo subito che la novella è lunga!

...

Prendo spunto per il titolo, lo rubo, da un brano musicale degli anni '80 che ancora oggi riascoltandolo mi fa impazzire! Nonostante il genere musicale contrastante, Hard Rock/Heavy Metal, il brano in questione è una ballata e il testo descrive un paesaggio fiabesco, quasi un presepe a grandezza naturale.
Neve sulle montagne e che scende copiosa, la bassa nebbiolina che si addensa negli strati più bassi, le campane della chiesa si odono in lontananza, nel mezzo si scorgono le luci tremolanti delle case quasi fossero delle candele... Un freddo cielo blu che dona l'innocenza di cui abbiamo bisogno!
Tutto questo mi ricorda quello che io chiamo "casa".

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Tutti noi apparteniamo ad un posto ed il sottoscritto è nato e cresciuto su un altopiano, in realtà ne sono tre, a circa 1400/1500 mslm.
Tre altopiani divisi da una sottilissima catena di montagne che arrivano e superano anche i 2000 metri. Il primo è l'Altopiano delle Rocche che è quello popolato con piccoli ed incantati paesi di carattere principalmente turistico. Tra l'altro ci si trovano anche due famosi impianti sciistici del centro Italia. Il secondo è i Piani di Pezza, posto dedicato prettamente al pascolo di ovini, caprini, bovini, equini. Meta di tanti, ma tanti turisti escursionisti.
Non è difficile incontrarci fauna selvatica dato che la piana non è abitata e c'è solo una baita con un bar alla fine della strada che conduce sul posto.
L'ultimo altopiano è quello di Campo Felice, una grande radura spoglia con la sola strada che passa nel mezzo e porta agli omonimi impianti sciistici.
Ed è proprio nelle immediate vicinanze che si sono svolti i fatti.

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Febbraio 2017, da poco c'era stata l'immane tragedia a Rigopiano sulle pendici del Gran Sasso.
La slavina che travolse il tristemente conosciuto Hotel Rigopiano soffocò letteralmente la causa da cui fu scaturita. In realtà la valanga è stata provocata da un forte terremoto e da altri eventi casuali e fortuiti.
Infatti di slavine sul Gran Sasso ce ne sono state molteplici ma solo una ha travolto un insediamento.
Non si è parlato per niente della scomparsa dalle cartine geografiche di alcuni paesi che si affacciano sul limitrofo lago di Campotosto.
Ma questa è un'altra storia!

...

Proprio in quei giorni ricevo una telefonata da parte di un amico di lunga data che ha e gestisce un Pub.
Mi viene chiesto aiuto nel sistemare l'impianto audio del locale in quanto montato molto male e grossolanamente fin dall'inizio.
Non me lo sono fatto ripetere due volte!
Il locale si trova proprio sulla Piana delle Rocche vicino uno dei famosi impianti di risalita di cui parlavo prima
. L'appuntamento era a mezzogiorno ma quella mattina decido di partire la mattina presto complice la presenza del sole ed un bel cielo terso.
Decido di fare un giro lungo e passare per la piana di Campo Felice dato che qualche giorno prima era precipitato un elicottero dell'Elisoccorso.
Infatti era successo che qualche giorno prima uno sciatore si era infortunato sulle piste da sci. Le ambulanze erano tutte impegnate a Rigopiano e così fu mandato un elicottero per il soccorso anche se l'Ospedale era a pochi chilometri di distanza.
Purtroppo una nebbia improvvisa fece scaturire una tragedia nella tragedia.
L'impatto non è avvenuto molto distante dalla strada e quindi decido di andare a dare un occhiata. Prima di partire, però, faccio un salto in una nota catena di supermercati che sforna dei panini al formaggio, di cui sono ghiotto, in quanto la giornata sarebbe stata alquanto lunga ed una "merenda" a metà mattinata ci sarebbe stata bene! Lascio la Valle dell'Aterno, dove abito, e prendo un'amena strada panoramica.
La neve all'inizio assente comincia a farsi vedere e crescere di altezza man mano che la strada sale in quota.
Il Valico della Crocetta, 1560 mslm, dal quale si accede sull'altopiano di Campo Felice permette di vedere tutta la piana.
Si vede distintamente, una macchia scura, il punto dove ha impattato l'elicottero.
È tutto di un bianco intenso, la neve alta copre ogni cosa e riflette la luce sole intensamente.
La strada è sgombra e pulita e gli spazzaneve hanno ammucchiato ai suoi lati oltre un metro di neve.
Il tratto di strada vicino al punto d'impatto dell'elicottero con la montagna, è presidiato e non permettono la sosta.
Mi fermo più avanti, che problema c'è?
Ad una prima vista sembrava che il relitto fosse stato rimosso, ma ad una attenta analisi con un buon binocolo lo spettacolo che si mostrava era raccapricciante!
Il pezzo più grande aveva le dimensioni di un cerchione di automobile.
Non dico altro...
Mentre ero lì fermo immobile fuori dalla mia auto a guardare un lugubre spettacolo sento un qualcosa di strano.
I miei vestiti si stavano curiosamente irrigidendo!
Butto un occhiata al termometro e vedo una temperatura di -18°
Erano appena le 9 del mattino e la temperatura esterna faceva congelare l'umidità contenuta nei vestiti!
Meglio non insistere, la giornata era ancora lunga da venire.
Forse era l'ora di trovare un posto dove andare a fare merenda.
Si, ma dove andare?
La neve era ovunque ed aveva ricoperto tutto e tra l'altro era anche molto freddo.
Ho pensato di tornare un pò indietro al Valico della Crocetta dove la neve era meno alta sotto i fitti alberi e la temperatura era meno rigida.

Quindi mi rigiro e inverto al rotta!

...

Proprio sul valico c'è un ameno sterrato che porta in quota ma già sapevo che non sarei andato molto lontano.
Anche se ho un fuoristrada, con pneumatici "caciottati" è impossibile avanzare sulla neve alta.
Ma a me non importava, amo la natura e volevo solo fermarmi il più lontano possibile da tutti e da tutto per gustarmi i miei panini al formaggio!
La carrareccia si inerpica in una fitta coltre di alberi che ricopre la montagna.
Forse è proprio grazie alla vegetazione la neve era meno insidiosa del solito e sono riuscito a percorrere uno o forse due chilometri dalla strada asfaltata.
Ma non era importante, in fondo cercavo solo il contatto con la natura ed un po' di buona e sana solitudine.
Come previsto mi fermo dove le fronde degli alberi erano meno rade e comunque si riusciva a scorgere un panorama mozzafiato.
Ottimo posto per una merenda veloce.
Scendo dal mezzo e cerco una roccia o un qualcosa dove sedermi.
Il freddo era sopportabile, il sole filtrava attraverso i rami degli alberi appesantiti dalla neve.
Quello che si udiva era tutto ovattato e si riusciva perfino a sentire suoni che provenivano da lontano ...
Per farla breve era uno scenario incantato molto suggestivo!
Rimango per un po' con lo sguardo perso nel niente a contemplare il mio panino quando comincio ad ascoltare dei passi sulla neve fresca.
Sicuramente non erano vicino a me.
Passi lenti e costanti.
<<Ma chi potrebbe essere?>>
Mi chiedo.
Difficile incontrare qualcuno in quelle zone, soprattutto di mattina...
Non credo neanche fossero degli escursionisti, la neve era troppo alta per camminare a piedi.
Le ciaspole, tra l'altro, sarebbero servite a ben poco se non si camminava sulla carrareccia.
I passi si fanno sempre più pesanti e sentivo che si avvicinavano sempre più a me.

Dopo mille domande e ipotesi che mi ero fatto finalmente si palesano i "passi"...
Un cervo!
Si, all'improvviso ne spunta uno di quelli grandi, maschio con tanto di corna a cespuglio.
Ero seduto e mi pareva enorme.
Rimango impietrito.
Era lì, circa a 20 metri da me che mi fissava.
Ci guardavamo entrambi, ci scrutavamo.
A dire il vero mi faceva un po' paura, non avevo idea di che intenzioni avesse.
Dopo qualche istante il cervo prende iniziativa e muove qualche passo molto lentamente e titubante verso di me.
Provo prendere il cellulare per fargli una foto, ma come mi muovo lui mi fulmina con uno sguardo e si blocca.
Credo mi volesse far capire che dovevo rimanere fermo, immobile ed impietrito.
Si avvicina sempre più e tanto da poter sentire il suo odore selvatico.
Lui, invece, avrà sentito il mio puzzo già da un po'!
Oramai me lo trovo davanti, sarà stato alto più di 2 metri corna a cespuglio comprese.
Con le sue movenze eleganti ficca il muso dentro la busta in cui tenevo i panini al formaggio e si serve da solo.
Io non so se il cervo mangia o ha gradito i panini al formaggio, ma quella volta andò proprio così.
Credo proprio che sia successo come al Conte Ugolino nell'Inferno dantesco, <<Poscia, più che 'l dolor poté 'l digiuno!>>.
Il cervo aveva molta fame per aver paura di altro!

Probabilmente a causa della neve era rimasto a digiuno per lungo tempo.
Mi era capitato in passato un caso analogo con un cavallo che si veniva a prendere la pizza direttamente dalle mani, ma non avrei mai immaginato la stessa cosa con un cervo!
Comunque, dopo aver slinguazzato tutti i panini al formaggio che erano rimasti nella busta, il cervo mi fissa un ultima volta come mi volesse dire; << ...oggi è andata così ma da domani riprendiamo le ostilità. Non ti capiterà mai più...>>
Poi, proprio come era venuto se n'è andato.
Non è scappato, si è semplicemente allontanato da me con il sue elegante passo.
Sicuramente questa è un esperienza che difficilmente dimenticherò.

...

Questo mio breve racconto non ha nessuna pretesa.
Mi limito a descrivere ciò che realmente mi capita.
Magari aggiungo qualche colore ma niente di più.
Spero solo di aver regalato qualche "istante" in questo periodo che altrimenti non sarebbe mai esistito.
C'è una sola cosa che non ho capito!
Ho lavorato per 30 anni nel campo dello spettacolo, soprattutto in teatro, ma perché le corna a cespuglio dei cervi si chiamano "palco"!?!?

BUON NATALE

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Commenti e note

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di ,

Ma grezie! In realtà non ho fatto altro che esporre i fatti. Si, hai ragione i Grifoni, Gips Fulvus, sono saprofagi ovvero si nutrono di materia organica animale o vegetale in avanzato stato di decomposizione. Circa 15 anni fa sono stati reintrodotti alcuni esemplari proprio nel territorio dove si svolge il su indicato racconto. Oggi sono una discreta popolazione. A vederli in volo assomigliano alle Aquile ma quando si posano tirano fuori il collo a "gallinaccio" tipico del Condor che gli serve per nutrirsi all'interno delle carcasse di altri animali. A vederli da vicino sono imponenti, molto grandi! Le penne che ho trovato, e ho conservato, sono lunghe più di 50 centimetri e stimo un'apertura alare di poco meno di tre metri. Certo lo spettacolo che offrono è, per così dire, scabroso. In fondo la natura è anche questo!

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di ,

Bel lavoro Abusivo, ti seguo. Per l'alimentazione dei grifoni credo sia simile a quella degli avvoltoi...

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di ,

No sui Grifoni non mi pare che tu abbia raccontato niente. Un fuoco acceso sotto il camino la padella delle frugiate ( bruciate ) e un bicchier di vino rosso sarebbe l'incantesimo dell'ultimpo dell'anno.

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di ,

Oggi non sono più molte le occasioni di poter andare a fare qualche "giretto" dalle mie parti. Prima, spesso e volentieri, mi capitava di passare la notte in posti incantati con paesaggi mozzafiato ad aspettare l'alba. Chiaramente la cibaria non è mai mancata insieme all'abeverajo ... Ho mai raccontato dei Grifoni? Sapete di cosa si nutrono?

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di ,

Bellissimo racconto! La prossima volta che ci ritornerai, portati un paio di panini in più.

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di ,

Anche perché non sarei capace di fare un "romanzo"! In fondo quello che scrivo avviene tutto in giornata oppure sono solo considerazioni.

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di ,

Ecco bravo continua pure così, brevi racconti che si leggono tutti d'un fiato.

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di ,

Claudissimo! Sono lusingato ma non credo di essere in grado di scrivere e/o raccontare. Faccio solo delle frasi di senso compiuto da quinta elementare; soggetto, predicato e complemento. Oltre diventerebbe troppo complesso per le mie capacità! Mi fa piacere accontentare alcune richieste degli utenti di questo forum di raccontare una mia giornata tipo. A me non costa nulla ...

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di ,

Complimenti per il tuo racconto, scritto davvero molto bene. Penso che dovresti dedicarti di più alla scrittura, davvero.

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di ,

Sarebbe un onore per me poterti mostrare il mio territorio. Quello che conosco come le mie tasche è ampio circa 250 Km quadrati! Ci vorrebbe qualche giorno per poterlo "girellare" tutto. Pensa che l'estate scorsa, quando per lavoro tornavo all'alba, mi ha attraversato di tutto! Cervi, istrici, daini, camosci, ... cinghiali una volta sola. Ed ero addirittura in moto!

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di ,

I tuoi racconti mi fanno venire voglia di visitare la tua terra. Gli incontri ravvicinati mi affascinano, li cerco ma non ci sono mai riuscito. A parte una mamma cinghiale con cuccioli, che certo non ho cercato di avvicinare, e qualche stambecco alquanto minaccioso, il massimo è stata una mucca che leccava una roccia, e quando mi sono avvicinato ha iniziato a leccare me, forse perché ero salato come la roccia. Ma vuoi mettere, un cervo!

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di ,

Ma no, ma no, non dire così! Anch'io la pensavo come te ma poi mi sono dovuto ricredere. Anche nel "dramma" devi prendere il lato positivo e raccontarlo. Non è difficile, basta volerlo...

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di ,

Bravo Abusivo, te la cavi bene. Vorrei provare anch'io a raccontare qualcosa ma poi ci penso e rimango perplesso; i miei racconti sarebbero tutti drammatici o, nella migliore delle ipotesi, “particolari”. Mah, non so se sia il caso. Buone feste!

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