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Premessa
Chissà qual è la didattica migliore per un argomento di matematica come questo. Qualche tempo fa per risolvere un'equazione differenziale occorreva faticare molto. Ora si va nel sito di WolphramAlpha, si scrive l'equazione, si clicca sul pulsante "=" e si hanno, in pochi secondi, soluzioni analitiche, grafici, e perfino i passaggi, con tante altre informazioni.
Insomma presentare le cose come una volta sembra tempo perso. Però è il tempo che bisogna "perdere", sia per capire ed apprezzare ciò che fa WolphramAlpha, sia per accettarne con coscienza i risultati.
Ho preso perciò un testo di matematica classico, lo Zwirner, per questa piccola lezione sulle equazioni differenziali a coefficienti costanti, fondamentali nell'analisi dei circuiti elettrici e dei sistemi fisici in genere. Ovviamente verificando poi gli esercizi con WolframAlpha
Generalità
Il modello matematico di un qualsiasi sistema fisico in regime variabile conduce alla scrittura di una o più equazioni differenziali.
Un'equazione differenziale ordinaria è un'equazione che stabilisce un legame tra una funzione incognita y = y(t) di una variabile t, le sue derivate, e la variabile t stessa. L'ordine, n, dell'equazione è quello della derivata più alta. Può essere scritta nella forma

Ogni funzione che soddisfa il legame, è detta soluzione o integrale dell'equazione. Risolvere l'equazione significa trovare tutte le soluzioni.
L'equazione si dice in forma normale, quando è data risolta rispetto alla derivata di ordine maggiore, cioè nella forma

Un'equazione differenziale è lineare se la funzione e le sue derivate compaiono con esponente unitario.
La sua espressione generale è

dove i coefficienti ai(t) ed il termine noto g(t) sono funzioni continue e derivabili in un dato intervallo.
Se g(t) = 0 l'equazione si dice omogenea.
Se i coefficienti sono indipendenti da t, quindi se ai(t) = costante con i = 1,2,..n, l'equazione si dice a coefficienti costanti.
Sono le più facili da risolvere e per fortuna le più frequenti nei sistemi fisici. O meglio, quelle che capitano più frequentemente quando per il fenomeno sono accettabili le ipotesi che portano a tali equazioni.
Equazioni differenziali lineari omogenee a coefficienti costanti
L'equazione ha questo aspetto
![y^{(n)} (t) + a_1 y^{(n - 1)}(t) + y^{(n - 2)}(t) + ... +a_{n - 1} y^{\prime}(t) + a_n y(t) = 0 \quad [1]](/mediawiki/images/math/f/6/d/f6d84947c13927bbbf71766f4e09ffb9.png)
La variabile t è sempre reale.
I coefficienti ai possono essere invece numeri complessi.
Le soluzioni possono essere funzioni complesse della variabile reale t.
Consideriamo la funzione
Si ha

Sostituendo nell'equazione si ottiene

Se λ è una radice dell'equazione
![\lambda ^n + a_1 \lambda ^{n - 1} + ... + a_{n - 1} \lambda + a_n =0 \quad [2]](/mediawiki/images/math/0/1/3/0130999773e4682aca1837bf7651b489.png)
la funzione scritta è una soluzione dell'equazione differenziale di partenza.
La [2] è detta equazione caratteristica.
Radici distinte
Se le n radici dell'equazione caratteristica sono distinte
Le funzioni

sono n soluzioni dell'equazione [1]
L'integrale generale della [1] può allora essere scritto nella forma
dove le 
sono costanti arbitrarie complesse.
Radici multiple
Se una radice, λx, dell'equazione caratteristica è multipla di ordine r, la funzione
con

è soluzione della [1]
Quindi se λi con (i = 1,2...q) sono le (radici dell'equazione caratteristica di molteplicità ri con
l'integrale generale è dato da
![y = \sum\limits_{i = 1}^q {\sum\limits_{k = 1}^{r_i - 1} {c_{ik} } } t^k e^{\lambda _{ik} } \quad [4]](/mediawiki/images/math/8/4/a/84a2a8844276d288b08b9c920049c192.png)
Coefficienti reali
Se i coefficienti della [1] sono numeri reali, quando l'equazione caratteristica ha come soluzione il numero complesso α + jω, ha come soluzione anche α − jω.
Supponendo le due soluzioni di molteplicità r,

sono soluzioni pure

La combinazione lineare

che è parte dell'integrale generale può essere sostituita dalla

con
Equazioni non omogenee
Se il termine noto
la soluzione della [1] si ottiene aggiungendo all'integrale generale della equazione omogenea associata, un integrale qualsiasi yp(t) (particolare) dell'equazione non omogenea. Quindi
![y = \sum\limits_{i = 1}^q {\sum\limits_{j = 1}^{r_i - 1} {c_{ij} } } t^j e^{\lambda _{ij}t }+y_p(t)\quad [5]](/mediawiki/images/math/a/f/c/afcbeea3f367227c5558dd66af45aad2.png)
L'integrale particolare yp(t) lo si può trovare ipotizzandolo e verificando che l'equazione sia soddisfatta.
Un metodo più generale è quella della variazione delle costanti arbitrarie detto
Metodo di Lagrange
Consiste nell'assumere, per l'integrale cercato, la forma dell'integrale generale dell'omogenea, sostituendo alle costanti arbitrarie funzioni della variabile indipendente.
Si impone quindi che soddisfi alla [1] e che le n-1 derivate successive di yp(t) si possano eseguire come se i coefficienti-funzioni fossero delle costanti.
Questo comporta n − 1 condizioni successive cui gli n coefficienti-funzione devono soddisfare. Si impone infine che yp(t) sia una soluzione della [1], condizione che permette di scrivere l'ennesima condizione che porta al sistema di n equazioni per ricavare gli n coefficienti-funzioni, quindi l'integrale particolare.
Se indichiamo con
gli integrali dell'omogenea associata, le n condizioni sono (tralasciando di indicare la variabile indipendente t)

Illustreremo tale metodo con un esempio, ma un altro è il modo di trovare l'integrale particolare nelle equazioni differenziali che descrivono i
Circuiti elettrici
L'equazione differenziale a coefficienti costanti è quella che maggiormente interessa nello studio dei circuiti elettrici. Si ottiene dall'applicazione dei principi di Kirchhoff, ed i coefficienti coinvolgono resistenze, induttanze e capacità che si suppongono costanti.
L'integrale particolare invece si ricava determinando le grandezze a regime con i generatori accesi.
L'equazione omogenea si ottiene spegnendo i generatori della rete, cioè aprendo i rami contenenti generatori di corrente, e sostituendo con un cortocircuito i generatori ideali di tensione.
La soluzione dell'omogenea corrisponde all'evoluzione libera, cioè all'andamento delle grandezze elettriche determinato dall'energia immagazzinata nei componenti accumulatori: induttori e condensatori.
L'integrale generale, soluzione dell'equazione differenziale cui soddisfa la funzione che rappresenta la grandezza incognita, tensione o corrente, è dunque la somma dell'evoluzione libera yl(t) e del regime permanente yp(t).
y(t) = yl(t) + yp(t)
Le costanti arbitrarie di integrazione, che compaiono nell'espressione dell'evoluzione libera, sono univocamente determinate dalle condizioni iniziali, quindi dalle correnti negli induttori e dalle tensioni dei condensatori, esistenti all'istante t=0; da tali grandezze dipende l'energia presente nel circuito all'istante zero. Tali valori sono quelli determinati dal regime esistente prima dell'istante t=0. Le correnti negli induttori non possono infatti cambiare bruscamente, e neppure le tensioni sui condensatori, (principio di continuità) per cui si ha

Nelle equazioni precedenti sono note
, quindi permettono di scrivere il sistema di equazioni per ricavare le costanti di integrazione presenti nell'evoluzione libera.
Per ulteriori particolari può anche dare un'occhiata all'articolo Sistemi lineari in regime variabile
Qualche esercizio
Es.1
Trovare l'integrale generale dell'equazione omogenea

Le soluzioni dell'equazione caratteristica sono

L'integrale generale è
y = c1e2t + c2e − 2t + c3e3t + c4e − 3t
- che troviamo subito con WolframAlpha, scrivendo
- y''''(t)-13y''(t)+36y(t)=0
- Ecco l'integrale generale (Differential equation solution)
Es. 2
Trovare l'integrale generale dell'equazione

Integrale dell'omogenea associata
Integrale particolare
Usando il metodo di Lagrange, l'integrale particolare ha la forma dell'integrale dell'omogenea;
quindi ponendo
yp = c1cost + c2sint
dove c1 e c2 sono funzioni di t, si hanno le condizioni

Sistema nelle incognite
che può essere risolto con Cramer
da cui si ricava

quindi l'integrale generale
- Se si vuol fare più presto, basta scrivere in Wolphram alpha
- y''+y=1/sint
Es. 3
Risolvere l'equazione

con le condizioni iniziali

y(0) = 0
equazione caratteristica

quindi l'integrale dell'omogenea è

y = c1e − t + c2e2t
Integrale particolare
Ipotizzziamo yP = K
Sostituendo nell'equazione si ha
L'integrale generale
è perciò

Per le condizioni iniziali
La soluzione è
- Ma se si vuol fare più presto, basta scrivere in Wolphram alpha
- y''(t)-y'(t) -2y(t) =1, y(0)=0,y'(0)=1
ES. 4
Vediamo infine un classico transitorio RLC serie alimentato da un generatore di tensione continua

condizioni iniziali
Per la KVL, alla chiusura del tasto deve essere
vR + vL + vC = e(t)
quindi

derivando primo e secondo membro e dividendo per L si ha


si ha

dunque

che è già un'equazione omogenea. L'integrale generale è dunque uguale all'evoluzione libera.
In essa occorre determinare le costanti A e
imponendo le condizioni iniziali.
La corrente nulla impone

La tensione ai capi del condensatore è
![\begin{array}{l}
{v_C}(t) = E - Ri(t) - L\frac{{{\rm{d}}i}}{{{\rm{d}}t}}\\
{v_C}(t) = 25 - 50A{e^{ - 250t}}\sin \left( {250\sqrt {31} t} \right) - \\
- 0,1A\left[ { - 250{e^{ - 250t}}\sin \left( {250\sqrt {31} t} \right) + {e^{ - 250t}}250\sqrt {31} \cos \left( {250\sqrt {31} t} \right)} \right]
\end{array}](/mediawiki/images/math/9/3/c/93cea72237c9421c600b4e8654acc77c.png)
quindi imponendo la condizione iniziale di condensatore scarico possiamo ricavare A

La cche corrisponde a scrivere il sistema diorrente ha dunqe l'espressione

mentre quella della tensione sul condensatore è

Come al solito, digitando con WolframAlpha
10^(-1)i'(t)+50i(t)+v(t)=25,i(t)=5*10^(-6)*v'(t),i(0)=0,v(0)=0
che significa scrivere il sistema costituito dalle equazioni differenziali del primo ordine corrispondenti alla KVL ed alla relazione di definizione del condensatore, corredate delle condizioni iniziali, si sarebbe fatto molto prima :).
E se si vogliono tracciare i grafici basta scrivere
t) sin(250 sqrt(31) t))/sqrt(31), t=0 to t=0.01
per la corrente e
25-25 e^(-250 t) cos(250 sqrt(31) t)-(25 e^(-250 t) sin(250 sqrt(31) t))/sqrt(31) from t=0 to 0.01
per la tensione.
NB: per fare prima si clicca sulle espressioni in precedenza ottenute, e poi si definisce l'intervallo desiderato per il tempo con from t=0 to t=0.01, in questo caso
Es. 5
Determinare la tensione sul condensatore e la tensione ai capi del generatore di corrente, quando la sua corrente si inverte
J0 = 1A
Sostituendo il generatore reale di corrente con l'equivalente di tensione si ottiene il circuito nel riquadro rosso.
La KVL fornisce
con

Le condizioni iniziali forniscono
v(0) = RJ
i(0) = 0
Sostituendo i valori


Quindi, per trovare la tensione sul condensatore, v(t) oltre alla corrente i(t) basta scivere in WolframAlpha
10^(-2)i'(t)+2i(t)+v(t)=-1,i(t)=10^(-3)v'(t),i(0)=0,v(0)=1
La tensione ai capi del generatore di corrente è
vj(t) = − 1 − i(t)
Già che ci siamo vediamo tutti i grafici:
Conclusione
Non è certo una scoperta, ma disponiamo di strumenti di calcolo di una potenza inimmaginabile qualche decennio fa. Sono strumenti che non potrebbero esistere senza la teoria ed i metodi di calcolo messi a punto dai matematici molto prima. Hanno catturato l'intelligenza di passate generazioni, ma non sono in grado di sostituirla, né di fare a meno di quella di chi li usa. Insomma non è ancora giunto il momento di abbandonare lo studio tradizionale e chissà se mai giungerà. Lo si deve affrontare con una coscienza diversa, questo si', sapendo che si possono concentrare gli sforzi di apprendimento su ciò che è più importante per la comprensione dei fenomeni fisici che le equazioni differenziali cercano di interpretare.

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