Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

1
voti

Generalità sul processo di laminazione dei metalli

Con questo articolo ci proponiamo di trattare in breve il processo di laminazione dei metalli.

Indice

Premessa

Prima di addentrarci all'interno del processo di laminazione dei metalli vediamo cosa è "in generale" la laminazione.
La laminazione fa parte delle lavorazioni per deformazione plastica alle quali è sottoposto il metallo che si trova in una opportuna forma e condizione.
Chiariamo il primo concetto: che vuol dire deformazione plastica?
In breve, la deformazione può essere:

  • elastica : essa cessa al cessare della causa che l'ha prodotta;
  • plastica : essa permane al cessare della causa che l'ha prodotta.

Come si può intuire, nel settore industriale, i metalli, opportunamente solidificati sotto forma di lingotti nelle lingottiere, vengono sottoposti a deformazione plastica proprio allo scopo di far assumere loro forma e dimensioni finali volute. Questo allo scopo di ottenere dei prodotti finiti o dei semilavorati, cioè pezzi di fonderia che dovranno essere sottoposti ad altri processi.

Lingotti di alluminio ottenuti in fonderia

Lingotti di alluminio ottenuti in fonderia

In cosa consiste?

Durante la laminazione si produce uno schiacciamento, allungamento e sagomatura di un blocco di metallo che viene fatto passare attraverso due rulli rotanti in versi opposti tra di loro.

I rulli rotanti sono detti cilindri nonostante abbiano questa reale forma solo nel caso in cui si debbano fabbricare prodotti come nastri o lamiere. Negli altri casi si tratta di solidi di rotazione con scanalature a forma di circonferenza.

Esempio di rullo di laminatoio (foto tratta da http://www.emil-gomma.it/ita/siderurgica.asp?id=80)

Esempio di rullo di laminatoio (foto tratta da http://www.emil-gomma.it/ita/siderurgica.asp?id=80)

Normalmente i lingotti che provengono dalla solidificazione del metallo, sono sottoposti prima all'azione del laminatoio sbozzatore o blooming. Quest'ultimo permette di ottenere blocchi di sezione rettangolare o quadrata detti blumi o billette. Ciò che differenzia i blumi dalle billette sono semplicemente le dimensioni.

Particolare di uno sbozzatore (foto tratta da http://www.centromacchine.net/laminatoio-sbozzatore-reina-p-3447.html)

Particolare di uno sbozzatore (foto tratta da http://www.centromacchine.net/laminatoio-sbozzatore-reina-p-3447.html)

In genere non è però possibile deformare il nostro blocco di partenza in una sola "passata", ma occorrono più stadi successivi di deformazione per ottenere il risultato desiderato e, non da ultimo, che i cilindri siano dotati di scanalature atte a "trasformare" via via il blocco portandolo alla forma desiderata.

Dal punto di vista quantitativo

Partiamo da due "ipotesi" iniziali semplificative:

  • i cilindri sono lisci, cioè senza scanalature;
  • il blocco soggetto a laminazione ha forma di parallelepipedo.


Posto che l'altezza iniziale sia h1 (vedi figura in alto o direttamente qui), se tra i cilindri è presente una distanza pari ad h2, lo schiacciamento porta da h1 a h2 e, in particolare, da una lunghezza L1 ad un'altra più grande pari a L2 e ad un aumento di larghezza da b1 a b2.
Il volume deve essere costante, perciò si ha:


b_{1}L_{1}h_{1}= \ b_{2}L_{2}h_{2}


Tra le dimensioni iniziali e finali sussistono le seguenti relazioni, come detto prima:


L_{2}> \ L_{1}

b_{2}> \ b_{1}

h_{2}< \ h_{1}


Il blocco sottoposto a laminazione si allunga di una quantità pari a:


\Delta b= \ b_{2}-b_{1}

che però non è possibile valutare in maniera teorica.
La pratica dimostra che essa non è determinata in maniera rilevante dalla larghezza iniziale, per cui l'allungamento percentuale 100 Δb/b1 è notevole in laminati di piccola larghezza.
Una modalità di valutazione dell'allungamento Δb è data dall'utilizzo della formula di Geuze, che è empirica:


\Delta b= \ 0.35(h_{2}-h_{1})

e che è conveniente utilizzare nel caso di lingotti di partenza a sezione quadrata.
Qualora si abbia a che fare con lingotti a sezione rettangolare è consigliabile ricorrere alla formula di Siebel:


\Delta b=\ C\cdot L\cdot \frac{h_{2}-h_{1}}{h_{1}}


dove L è la lunghezza dell'arco di contatto AB tra il laminato ed il cilindro, come riportato in figura:

In condizioni ordinarie L può essere fatta "coincidere" con la corda AE, per cui:

L=\ \sqrt{R\cdot \Delta h}

Considerando il triangolo rettangolo in A, ABC, abbiamo:

\overline{AB}^{2}=\ \overline{DB}\cdot \overline{CB}=\ \frac{h_{2}-h_{1}}{2}\cdot 2R=\ R\Delta h

Sostituendo nella formula di Siebel, si ha:

\Delta b=\ C\cdot \frac{\Delta h}{h_{1}}\sqrt{R\cdot \Delta h}

A parità di riduzione dell'altezza del laminato quando passa tra i cilindri, l'allargamento è maggiore se i cilindri sono di raggio più grande.

Laminazione a caldo

Viene effettuata in quanto si possono ottenere maggiori riduzioni di spessore ad ogni passata tra i cilindri grazie al fatto che il metallo è caldo.
I semilavorati vengono dapprima riscaldati fina a circa 1200°C. Dopo essere stati riscaldati i lingotti vengono sottoposti a laminazione a caldo nel laminatoio sbozzatore reversibile, secondo i passaggi riassunti nella figura seguente:


La laminazione a caldo viene portata avanti fino a quando la temperatura del laminato non è così bassa da rendere difficile la laminazione stessa.
Successivamente, quindi, il semi-lavorato viene portato nuovamente in temperatura e la laminazione va avanti fino a quando non si ottinene un nastro di spessore abbastanza sottile da consentire l'avvolgimento a spirale (in coil) dello stesso.

Avvolgimenti a spirale di acciaio nel caso di laminazione a caldo (tratta da http://stainless-coil.com/it/stainless-steel-hot-rolled-coil.html)

Avvolgimenti a spirale di acciaio nel caso di laminazione a caldo (tratta da http://stainless-coil.com/it/stainless-steel-hot-rolled-coil.html)

Sono ottenibili, mediante laminazione a caldo, prodotti come binari ferroviari, nastri di lamiere, tubi senza saldatura ed anelli.

Laminazione a freddo

Dopo la laminazione a caldo i rotoli di metallo sono sottoposti a trattamenti termici volti ad addolcire il metallo, cioè a ridurre la sua durezza. Uno di questi è la ricottura.
Come si può immaginare, la laminazione a freddo avviene a temperatura ambiente ed è effettuata tramite laminatoio a gabbia di laminazione singola o costituito da più gabbie di laminazione in serie.
Di seguito un video esplicativo su cosa sia una gabbia di laminazione, in particolare sul suo montaggio:

E' possibile inoltre calcolare la percentuale di riduzione di sezione a freddo di una lamiera come:


\%\ rid.\ a\ freddo=\ \frac{spessore\ inziale- spessore\ finale}{spessore\ iniziale}\ \cdot 100\%

Dal vivo...

Di seguito ulteriori video esplicativi:







Bibliografia

Lavorazioni plastiche dei metalli - Mazzoleni

6

Commenti e note

Inserisci un commento

di ,

Confermo quanto detto da g.schgor. Un laminatoio a freddo è un gran bell'impianto...un laminatoio a caldo (treno nastri) è qualcosa di impressionante. Chi ha la possibilità di fare l'Open-day all'Ilva di Taranto potrà vedere in marcia i treni nastri 1 e 2. :-)

Rispondi

di ,

Di niente, g.schgor. Si figuri :) .

Rispondi

di ,

Molto interessanti tutti i video. Ti ringrazio di avermi fatto rivivere per me ormai vecchi ricordi (e spero possano essere di stimolo ai giovani per avvicinarsi al mondo dell'automazione).

Rispondi

di ,

Ecco fatto, g,schgor. Sono riuscito a trovare questi, che ho appena inserito e che credo siano abbastanza esplicativi. Credo possano rendere abbastanza bene l'idea di cosa succede in un impianto di laminazione.

Rispondi

di ,

Senz'altro, g,schgor, concordo con lei. Aggiungerò altri video esplicativi. La ringrazio per l'apprezzamento.

Rispondi

di ,

Esposizione interessante e credo utile per dare un'idea nel mondo reale della produzione (la cui conoscenza è generalmente poco diffusa). Ho passato le maggior parte della mia vita lavorativa ad automatizzare laminatoi di tutti i tipi, sia a caldo che a freddo e l'evoluzione degli ultimi 50 anni è stata straordinaria. Suggerirei di aggiungere (se esiste) qualche filmato sul "funzionamento" di un laminatoio (specialmente a caldo: è davvero impressionante!)

Rispondi

Inserisci un commento

Per inserire commenti è necessario iscriversi ad ElectroYou. Se sei già iscritto, effettua il login.