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Economia delle fonti non rinnovabili [2]

Allora, eccoci qua con il mio secondo articolo sulle Fonti Non-Rinnovabili. Avevamo visto tre aspetti fondamentali l'articolo scorso dove abbiamo introdotto, in maniera moooolto sintetica la questione economica delle Fonti energetiche.
Riserve vs Risorse, scatola di Mc Kelvey, ed alcuni dati; adesso vedremo una altro aspetto economico che ci dà la chiave di studio per farci un'ottica corretta e diversa (ahimè) dalle chiacchiere mediatico-politiche.

Indice

IL PREZZO DELLE MATERIE PRIME ENERGETICHE

prezzo-petrolio.gif

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Fateci caso: l'Energia oggi utilizzata deriva gran parte da fonti STOCK! Ad ogni uso di uno o più stock, il rimpiazzo con un altro stock, o comunque altra fonte, non sarà mai uguale a quella appena esaurita. Ergo: le fonti energetiche non sono perfettamente riproducibili; non solo: non parliamo di Rinnovabili ma Non-Rinnovabili e non si può banalizzare la cosa: prima o poi dovremmo fare i conti con la rarità fisica delle Fonti pensando ad eventuali SOSTITUZIONI,RICICLI,RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE.
Quindi, la domanda è: Come si forma il Prezzo di un bene così "strano" ?
Con questo articolo cercherò di rispondere a questa domanda, non tanto importante di per sé, ma per gli effetti che il prezzo ha sugli scenari MONDIALI dell'energia caratterizzandone modalità e scelte d'uso, investimenti e dinamiche politiche.

LE COMPONENTI DEL PREZZO DI UNA RISORSA NON RINNOVABILE

Elenchiamole e sviluppiamole:

  • Il costo tecnico di produzione (estrazione)
  • Le rendita differenziale o ricardiana
  • Rendita di monopolio
  • Costo "d'USO"


Il costo tecnico di produzione (estrazione)

costo sostenuto per estrarre la Fonte e dipende da:
  • Condizioni geologiche
  • Tecnologia utilizzata

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La rendita differenziale

nasce dal fatto che tutti i giacimenti sono diversi; è calcolabile come la differenza di costo per produrre una quantità dal giacimento in esame, ed il costo per produrre la stessa quantità dal giacimento più costoso (del parco giacimenti in esame), chiamato in causa necessariamente per arrivare al soddisfacimento della richiesta di Fonte da quel parco. I giacimenti che hanno un costo di estrazione minore di quello più costoso, hanno questa rendita, avendo minori costi (rispetto al più costoso), ma pur avendo la risorsa pagata a prezzo del più costoso. Di che tipi può essere questa rendita?:
  • Mineraria, ossia minor costo di estrazione (fisico-tecnologicamente)
  • Di posizione, ossia minori costi di trasporto
  • Qualitativa, ossia LHV diverso tra petroli


Il procedimento più tangibile per calcolarla è quello del net-back: parto dal prezzo che mi pagherebbero i consumatori, togliendo tutti i costi intermedi, risalgo al quello che prende il produttore: la rendita differenziale è quindi un diverso guadagno tra giacimenti. Ovviamente tutto varia nel tempo e nello spazio!

Giacimento

Giacimento

A questo proposito (senza prendere sonno!) vale la pena di vedere una teoria, di Ricardo, riguardante la rendita fondiaria ed applicarla alle materie prime energetiche, che porterà ad alcune importanti conclusioni.
Ricardo: la rendita fondiaria di un terreno è caratterizzata da:

  • Rendimento decrescente
  • Unicità del prezzo del terreno (mercato perfettamente concorrenziale)
  • Messa in produzione dei terreni dal più fertile e vicino ai mercati a quelli meno

Applicando il tutto alla Materie prime energetiche otteniamo:

  • Sfruttamento dei terreni ai fini energetici spazialmente finito (ma indefinitamente producibile nel tempo secondo Ricardo)
  • Per le Materie prime energetiche invece sì vi è allocazione intertemporale diversa a causa della loro esauribilità
  • La terra è finita, ma sotto non la conosciamo bene, e le risorse devono essere scoperte, cioè il loro sfruttamente è funzione di quanto si scopre, cioè aleatorio.

Cosa vogliono dire questi punti? Che per spiegare la formazione del prezzo dobbiamo introdurre altri aspetti perché i punti precedenti sono punti che non definisco la risorsa e quindi il suo prezzo nel mercato.

Rendita di monopolio

è l'arcana tecnica di abbassare la produzione per far aumentare il prezzo della riserva; questo accade anche per i giacimenti che sono a bassi costi marginali, violando l'ultimo punto di Ricardo, che vedeva di far produrre prima i più bassi costi. Perché si fa? Speculazione! Dico di produrre meno e mi tengo la mia abbondante risorsa, vendendone poca cosi da far includere produttori a più alto costo che fanno alzare il prezzo, ed in più io mi conservo la fonte per quando costerà na cifra!


Rendita di costo d'uso(o di rarità)

Distinguiamole:

  • Costo d'uso: valorizzazione della proprietà di un giacimento; vendere il giacimento o estrarre la risorsa e venderla è lo stesso! Costo d'uso = Costo opportunità
  • rendita di rarità: sono rendite associabili ai costi da sostenere per RI-SCOPRIRE quella risorsa.


Accade spesso che la situazione della Rendita di rarità vari nel tempo a fronte delle vicende esplorative: dallo schema FidoCadJ precedente possiamo vedere che se le nuove scoperte sono tante quanto la produzione, allora tutto è stabile, ma se le nuove scoperte non danno questo risultato allora la curva di domanda si sposta a prezzi maggiori creando una rendita:


La rarità può avere come origine anche insufficiente capacità produttiva. L'offerta può essere fatta da scalini, e se la domanda interseca non il tratto piatto ma il fittizio verticale vi è rarità, come segnata.


Effetti della rarità dunque: stimola la ricerca e quindi il settore dell'esplorazione e ripaga i costi di rischio degli imprenditori, è la spiegazione delle ciclicità e aleatorietà dei prezzi delle materie prime energetiche Non-Rinnovabili.
OSSERVIAMO... che la rendita di rarità non è altro che la discriminante tra i prezzi delle Fonti Non-Rinnovabili e Rinnovabili, che ovviamente non hanno un'aliquota di rarità; per quanto aleatorie siano, basse in termini di densità di Potenza, difficilmente allocabili nel mercato dell'Energia, ed anche utilizzabili, le Rinnovabili non hanno rendita di rarità, e quindi in termini di FONTE, costerebbero meno delle Non Rinnovabili, ma ahimé, alle caratteristiche negative (VISTO IL SISTEMA CHE USIAMO E LE CARATTERISTICHE DEI NOSTRI BISOGNI ENERGETICI!!) che ho elencato prima delle Rinnovabili, si aggiunge un notevole maggior costo per unità di potenza degli impianti che le sfruttano. Ma non finisce qui... A chi vanno le rendite?


Prezzo3.gif

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APPROPRIAZIONE DELLE RENDITE

Sono una grossa fetta del prezzo e condizionano produttori e consumatori; i conflitti nascono tra:

  • Proprietari
  • Produttori
  • Consumatori
  • Governi dei Paesi Produttori
  • Governi dei Paesi Consumatori


Esiste uno schema graficabile che illustra il tutto. Cosa possono fare i Governi:

  • Imposte zero, cioè non tassare
  • Tassano i Governi Produttori
  • Tassano i Governi Consumatori

E la Risorsa può:

  • Non avere rarità (solare)
  • Avere rarità, in quel caso si distinguono:
  • Concorrenza perfetta
  • Monopolio


Guardiamo questi diagrammi:


Cosa vogliono dire? Il primo come da sx a dx il prezzo sale con le tassazioni. Il secondo come una rarità faccia salire il prezzo. I governi tendono agli schemi verso destra, i consumatori a quelli verso sinistra, ovvero a NON PAGARE TASSE (.. e Monti lo sa!!!). I governi possono a loro volta essere:

  • Solo Consumatori
  • Produttori e Consumatori
  • Grandi EXPO

I primi tassano i consumi (ITALIA), gli altri tendono a monopoli statali (CHILE), mentre i grandi expo a fare entrambe, ma tendono a monopoli instabili e meglio tassano la Produzione e nazionalizzare l'intera filiera (SAUDI ARABIA).

CONCLUSIONI


Abbiamo visto quindi come si forma il prezzo delle Materie Prime energetiche. Il tutto si spiega bene con i diagrammi che FidoCadJ ci aiuta a fare. Le considerazioni che si traggono sono alla fine, se vogliamo, anche banali, ma si vede come l'Economia delle Fonti Non-Rinnovabili ci faccia effettivamente vedere da dove vengono fuori. Anche questo articolo non era totalmente esauriente per gli altri aspetti da inserire che ho omesso, ma penso dia comunque una buona base.

GRAZIE
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Commenti e note

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di ,

Grazie Giuseppe. Mi devo ripetere: articolo molto interessante. -carlo.

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