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La Blockchain entra nelle Norme ISO

Oggi vi racconto qualcosa di Standard Normativi Internazionali, quelli emessi dall’ISO, l’organo che ad esempio emette le norme ISO 9000 sulla qualità dei processi industriali, che magari molti di voi si trovano a dover applicare nella propria azienda. Ebbene, dovete sapere che l’ISO a fine 2016 ha istituito al suo interno un Comitato Tecnico denominato “Blockchain and distributed ledger technologies“, cioè un gruppo di lavoro che si prefigge di emettere delle norme per standardizzare questo settore.
Per chi non è a conoscenza, ricordo che la Blockchain è la struttura di memorizzazione delle transazioni che è nata nel 2008 con le criptovalute come Bitcoin; praticamente un database condiviso, o anche Registro Distribuito. Il comitato, che per gli interessati è il TC 307, oggi ha già fase di elaborazione ben quattro norme in tema Blockchain e registri distribuiti (DLT).

Indice

Una scelta dal significato profondo

Istituire dei comitati tecnici in sede ISO non è un gioco; significa mettere d’accordo molte persone e l’interesse di molte aziende, talvolta in contrasto tra loro; significa raccogliere all’interno dello stesso ISO un numero sufficiente di aderenti (tra i vasi paesi del mondo) che possano entrare nel gruppo di lavoro; una attività non per niente facile.
Ma soprattutto significa che un nuovo prodotto ha dimostrato di avere un certo "peso" sul mercato, a tal punto da manifestare la necessità di essere standardizzato. Significa che l’oggetto della “normazione” ha opportunità importanti di sviluppo sia qualitativo che quantitativo.
Punti che evidentemente c’erano tutti in abbondanza, da rendere possibile l'istituzione di un Gruppo di Lavoro specifico.

ISO-TC307Flow.jpg

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Ora il gruppo si sta muovendo a breve termine per identificare i concetti generali e successivamente per cercare di standardizzare l’interoperabilità tra piattaforme diverse.
Ma ritengo molto importante il settore degli Smart Contract, con i quali sono possibili moltissime applicazioni, comprese semplificazioni che la burocrazia oggi non può permettere, come la carta di identità digitale e la gestione dei dati personali.

Ma punto cruciale è un altro

Ma l’aspetto importante di questa vicenda non sta nelle norme.
L'aspetto fondamentale da tenere in considerazione sta nel fatto che la Blockchain è entrata nei lavori dell’ISO .
E’ la prova che è una tecnologia ormai matura, con un ruolo importante e soprattutto interessa svariati campi applicativi e non qualche nicchia, altrimenti l’ISO non avrebbe istituito un Comitato Tecnico.

ISO-TC307b.jpg

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C'è anche l'UNI

Anche l’Italia partecipa a questo comitato tecnico internazionale, nel quale è presente tramite UNI.
Ricordo infine che internamente all’UNI è stata istituita anche una Commissione specifica, la UNI/CT 532“Blockchain e tecnologie per la gestione distribuita dei registri elettronici (distributed ledger)”.


Applicazioni in corso

Come ho già avuto modo di ricordare in altre occasioni, molte banche hanno già sviluppato una Blockchain in proprio conto, come ad esempio JPMorgan con il sistema Quorum, mentre alcune banche italiane come Intesa San Paolo e Unicredit sono parte della sperimentazione in corso nel consorzio SWIFT.

Link Intesa Sanpaolo & Unicredit testano la blockchain nel quadro SWIFT

Consorzio Swift_

Consorzio Swift_

Nell’ambito industriale invece abbiamo in prima fila IBM, che ha sviluppato già molte applicazioni blockchain con l’applicativo Hyperledger, o Microsoft con il prodotto Azure.
In poche parole l’idea è talmente valida che molte imprese del settore informatico e tecnologico si sentono quasi obbligate ad avere nel proprio portafoglio “prodotti Blockchain“, facendo a gara per chi la adotta per prima.
Interessante anche la strada presa dal colosso della musica Spotify, che lo scorso maggio ha acquisito un team specializzato in blockchain, la Mediachain Labs di New York, con la quale vuole creare un database pubblico e condiviso per garantire i diritti d'autore.
Ritengo comunque che in questo momento ci sia un abuso del termine e in molti lo stiano adottando senza rendersi conto su quali siano davvero i settori in cui è utilizzabile; in certi casi infatti il registro distribuito non ha senso e addirittura costa molto di più della classica infrastruttura Client-Server.
Senza considerare che è anche più lento !
Il tempo dirà chi ha ragione.


Link Utili

Pagina dedicata dell'ISO sulle Blockchain https://www.iso.org/committee/6266604.html

Pagina dell'UNI sull'informatica, che comprende anche un sottocomitato per le Blockchain :
http://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=453:uninfo-tecnologie-informatiche-e-loro-applicazioni&catid=144&Itemid=1269&ef=5

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