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Eliminare hardware e firmware

Indice

Abstract

Qualcuno ha scritto: "Tutto quello che non c'è non si guasta", ma aggiungerei anche: "non si consuma, non modifica le sue prestazioni nel tempo, non costa e non inquina" (Nota 1)

I PC facilitano operazioni che in passato richiedevano dispositivi elettronici complessi e conoscenze specialistiche. Questa democratizzazione delle conoscenze si sta estendendo in ogni campo, dalla musica, alle immagini, al video, fino alle simulazioni della realtà fisica e dei circuiti elettronici.

Un oscilloscopio virtuale

Un oscilloscopio virtuale

Misurazioni, esperimenti, calcoli e simulazioni, che erano possibili solo con attrezzature e conoscenze non comuni, ora sono alla portata di tutti. Naturalmente chi fonda il suo potere sui diritti d'autore, sui brevetti e su know-how gelosamente custoditi, non ne è molto contento. Ma le conoscenze e la libertà di esprimerle sono un patrimonio di tutti gli esseri viventi e non dovrebbero mai venire nascoste, vendute o soppresse.

Siamo a un passo dal poter estendere il "Personal" Computing anche all'Input Output, ma resta lo scoglio dell'hardware, del suo legame con particolari software e dei suoi costi. Per superare queste difficoltà abbiamo progettato il Theremino System con alcune regole di base:

  • Eliminare tutto il possibile dall'hardware e semplificarlo al massimo.
  • Spostare nel software gran parte delle funzioni tradizionalmente legate al firmware.
  • Implementare nel firmware tutti gli In-Out di base, che quindi non dovranno più essere programmati ma solo configurati.
  • Eliminare il legame stretto tra hardware e software per mezzo di una applicazione HAL (Hardware Abstraction Layer) che fa da interprete e traduce le complicazioni dell'hardware in un formato semplice e normalizzato.

In mancanza di queste facilitazioni la gran parte dei ragazzi (potenziali Archimede Pitagorici) finisce per considerare l'elettronica come una magia che solo ditte come Intel e HP possono maneggiare. Alcuni vanno alla partita o si sbronzano, altri diventano grassi e stupidi a forza di tronisti, veline e real TV e i fortunati superstiti ripiegano in un allucinante mondo tutto software (Facebook, Second Life e giochi sparatutto multiutente).

Arduino risolve il problema solo parzialmente. Programmare firmware e software in modo efficace richiede una notevole esperienza e per acquisirla ci vogliono anni se non decenni. Non è pensabile che tutti debbano diventare bravi programmatori per poter realizzare le proprie idee. Esistono anche gli artisti, i chimici, i musicisti, i coltivatori, e mille altre categorie che troverebbero utile poter utilizzare sensori e attuatori, ma che quando ci provano scoprono che imparare a programmare richiede troppo tempo. Per cui Arduino finisce nel cassetto insieme ai loro sogni non realizzati.

Tutto questo è ben riassunto nella mission del sistema theremino: "Ricongiungere il mondo digitale col mondo reale e concreto. Con tecnologie semplici e facilmente riproducibili. E con il massimo rispetto per l’ambiente e per tutti gli esseri viventi“ (Nota 2)


Note

(Nota 1) La quantità di inquinamento è approssimativamente correlata con il costo. Per alcuni oggetti questa regola potrebbe apparire sbagliata, ma si deve considerare che l'inquinamento, oltre alle sostanze di cui sono composti gli oggetti, proviene anche da tutta la filiera industriale che li ha prodotti. Prendiamo ad esempio un orologio da polso costosissimo. Se lo tritiamo e lo buttiamo nell'orto sotto ai pomodori l'inquinamento sarà praticamente zero. I diamanti, i rubini, l'oro, l'acciaio inossidabile e il vetro minerale sono praticamente inerti e non inquinano... Però per estrarli sono stati utilizzati grandi quantità di esplosivo e camion enormi che hanno consumato molto gasolio, il quale a sua volta è stato estratto con trivelle e stazioni petrolifere, che sono composte da metalli, bulloni, tubi... a loro volta prodotti da acciaierie che consumano elettricità e acqua e poi trasportati con enormi navi... Impossibile tener conto di tutto ma esiste un meccanismo che lo fa per noi, il prezzo dell'oggetto. E il prezzo è a sua volta la somma di tutti i singoli costi e quindi anche dei singoli inquinamenti. Non è un calcolo perfetto ma è comodo per i fini che ci proponiamo, cioè una grossolana valutazione di cosa comprare e cosa non comprare per inquinare di meno. Da tutto questo deriva anche un corollario: Nell'ottica di aumentare il benessere e diminuire l'inquinamento, il PIL e "la crescita" vanno ridotti, non aumentati.

(Nota 2) Una delle prime regole del sistema Theremino è minimizzare i costi e quindi l'inquinamento, come si può leggere anche in questa pagina.

Un esempio di migrazione dall'hardware al software

Molti dei progetti del sistema Theremino sarebbero buoni esempi per mostrare come si sposta tutto il possibile dall'hardware verso il firmware e dal firmware verso il software. Ma uno degli esempi migliori è senz'altro la applicazione Theremino SDR, che è legata alla radio e quindi anche ai radioamatori e alle gloriose origini della elettronica e di tutta la passione che ci anima.

Old radio device

Old radio device

Gli apparecchi di radiocomunicazione, nati come semplici bobine e diodi, si sono evoluti con le valvole e poi con i transistor, ma anche con configurazioni circuitali via via sempre più complesse. Dai semplici circuiti oscillanti, ai moltiplicatori di Q, alla reazione, alla super-reazione, alla eterodina, alla supereterodina. Dalla singola conversione, alla doppia e tripla conversione, dai quarzi ai filtri a traliccio, ai filtri a onda superficiale e ceramici... Una evoluzione che è durata più di centoventi anni ed ha prodotto apparecchi con grandi prestazioni, ma estremamente complessi e molto costosi (migliaia di Euro).


Radio_Years2000.png

Radio_Years2000.png

Negli ultimi decenni l'evoluzione dei computer ha reso possibile un drastico spostamento di prospettiva che permette di eliminare quai completamente l'hardware. Al limite sarebbe possibile collegare direttamente un ADC alla antenna e da li in poi fare tutto in software. Con queste tecniche si possono abbattere i costi quasi a zero.


Theremino SDR V4.3 Spectrum

Theremino SDR V4.3 Spectrum

In questa immagine si vede un segnale vocale emesso da un radioamatore russo nella banda dei 40 metri. Il segnale era codificato in LSB (banda laterale inferiore) ed è stato decodificato completamente in software, con sovra-campionamento, decimazione del segnale, finestra di campionamento (in questo caso si era scelta una una Hann-Poisson), analisi di spettro (trasformata discreta di Fourier), algoritmo di decodificazione per segnali SSB (con banda passante regolata a 3 kHz), un algoritmo di riduzione del rumore basato sulla trasformata inversa di Fourier seguita da un filtro digitale, e infine da un compressore e limitatore digitale che mantiene il segnale audio in uscita a livelli costanti anche con segnali deboli e elimina le distorsioni con segnali forti. Una serie di operazioni che sarebbe praticamente impossibile eseguire totalmente in hardware e comunque non con la qualità dei filtri digitali. Il segnale finale è un audio pulito anche con segnali deboli e anche in presenza di forti rumori atmosferici istantanei o disturbi ripetitivi (ronzii).

Nel seguente file si può ascoltare la qualità dell'audio durante un "contest", che è una gara tra radioamatori a chi fa più collegamenti lontani (e quindi più chilometri totali) in un tempo limitato. Durante i contest le bande dei radioamatori sono molto affollate e i filtri digitali costituiscono un grande vantaggio per cogliere le parole di radioamatori lontani in mezzo al rumore. http://www.theremino.com/files/ThereminoSDR_SSB_Signals_1.mp3

Nel video seguente si vede una "spazzolata" manuale della banda dei 40 metri. Cominciando con le frequenze basse, destinate ai collegamenti in alfabeto morse. Continuando con le telescriventi e i segnali codificati. E infine con la zona destinata ai segnali vocali in LSB.
https://www.youtube.com/watch?v=5wSgLJk9NHI&feature=youtu.be

E questo è il collegamento alla pagina della applicazione Theremino SDR http://www.theremino.com/downloads/automation#sdr

Quello che resta dell'hardware

Nella pratica non si utilizza un semplice ADC ma una configurazione leggermente più complessa, per migliorare la dinamica e il rapporto segnale rumore.

dtb-sdr.jpg

dtb-sdr.jpg

Questo è uno dei tanti modelli di adattatore SDR. Sono dispositivi progettati per ricevere la televisione ma li si può adattare alle nostre esigenze modificando il software che li guida (driver). Come si può vedere oltre all'ADC c'è ben poco, appena quel che serve per collegarsi alla porta USB e stabilizzare i 5 volt.

Alcuni di questi adattatori costano dai 5 ai 7 Euro, spedizione compresa. Altri costano un po' di più e hanno il quarzo più stabile con la temperatura. Probabilmente il migliore è lo "RTL-SDR V3" che si compra per meno di 20 dollari da qui: http://www.rtl-sdr.com/buy-rtl-sdr-dvb-t-dongles

E qui c'è la guida con le sue caratteristiche: http://www.rtl-sdr.com/rtl-sdr-blog-v-3-dongles-user-guide

La versione 3 ha il quarzo TXC0 da 1 ppm e la possibilità di ricevere da 500 kHz (e anche meno) fino a 1.8 GHz. La sua sensibilità, nelle onde lunghe e corte, è peggiore di quella che si ottiene costruendo il "Theremino UpConverter", ma permette di iniziare a ricevere subito (lo Up-Converter lo si può aggiungere in seguito per migliorare le prestazioni).

Per abilitare la ricezione delle onde corte con il solo "RTL-SDR V3" si deve scegliere "Sampling mode = Direct sampling Q" che sarà disponibile dalla versione 4.6 di Theremino SDR (pubblicheremo questa versione entro fine febbraio 2017). Senza questa opzione o con adattatori RTL-SDR precedenti alla versione 3, per ricevere le onde lunghe e corte si deve per forza costruire il Theremino UpConverter.

Chi fosse realmente interessato a mettere insieme un ricevitore farebbe bene a leggere il file di documentazione di Theremino SDR.

La applicazione Theremino SDR

Theremino SDR è un ricevitore digitale utilizzabile anche come analizzatore di spettro da pochi kHz fino a quasi 2 GHz. La analisi di spettro consente di tenere sott'occhio decine di emissioni contemporaneamente e di selezionare le più interessanti con un click. Un analizzatore di spettro è anche utile in laboratorio per fare misure e riparazioni.

ThereminoSDR_V4.3.jpg

ThereminoSDR_V4.3.jpg

Un ricevitore digitale non ha decine di manopole e pulsanti come gli apparecchi commerciali. Ma ha ugualmente tutti i controlli necessari.

SDR_43_Controls.png

SDR_43_Controls.png

A differenza di un ricevitore hardware dove ogni funzione porta con sé componenti da cablare, complessità e costi aggiuntivi, aumentare le prestazioni di un ricevitore software richiede solo che qualcuno ci perda un po' di tempo. Il tempo impegnato sarà poi di beneficio per tutti tramite la copiatura del software. Si ottiene quindi una efficiente moltiplicazione delle ore di lavoro, un beneficio globale per tutti gli esseri viventi e una riduzione dell'inquinamento.

Non solo una radio

La applicazione Theremino SDR fa parte di un sistema hardware-software per cui può comunicare con tutte le altre applicazioni e i moduli hardware del sistema. La comunicazione, semplice ma efficace, avviene tramite lo scambio di valori numerici attraverso gli Slot.


Un esempio tra i mille possibili:

  • Trasmettere un segnale codificato a 433 MHz con uno dei soliti pulsanti per apricancello o serrature.
  • Ricevere il segnale con Theremino SDR.
  • Decodificare i bit ricevuti con Theremino SignalDecoder.
  • Inviare il segnale decodificato agli Slot.
  • Leggere dagli Slot con Theremino HAL e inviare comandi via USB a uno o più Theremino Master.
  • Collegare attuatori ai Master (ad esempio servocomandi o motori stepper) e farli muovere in posizioni prestabilite quando si premono diversi pulsanti del trasmettitore.

Tutto questo senza scrivere una sola riga di software o firmware.

E sempre senza scrivere software si possono combinare sensori, attuatori e applicazioni in ogni modo possibile, per la gran parte nemmeno previsti o immaginati dagli stessi progettisti del sistema. Nella immagine seguente si vede la applicazione Theremino SignalDecoder che decodifica un segnale in codice morse ricevuto da Theremino SDR.



Le facilitazioni del calcolo numerico

Come abbiamo visto delegare compiti al software può portare vantaggi, ma può anche portare preoccupazioni. Non è mia intenzione provocare discussioni per cui premetto che quanto scriverò in questo capitolo sono solo miei pensieri personali e che avete tutto il diritto di non condividerli.

Però, per chi pensa diversamente da me, la via democratica di esprimere la propria opinione non è prendermi a pesci in faccia o impedirmi di scrivere con la forza, e nemmeno usare parole offensive o scaldarsi tanto.

La via democratica (parola abusata ma vi invito a coglierne il significato profondo) è scrivere educatamente la propria opinione, come io sto scrivendo educatamente la mia. E lasciare ai posteri il compito di decidere cosa conservare e cosa eliminare.

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Nella mia lunga vita ho visto più volte discussioni su argomenti delicati. Una delle più significative è avvenuta negli anni sessanta. Allora non c'era internet e quindi gli scambi di opinioni avvenivano con ritmo più lento, tramite articoli su riviste come "Le scienze" e "Costruire Diverte" (poi "CQ" dalla fine degli anni 60). Ma ugualmente i toni accesi e lo scaldarsi per alcune idee erano del tutto simili a quelli attuali. In quei tempi il calcolo numerico "personale" era impraticabile e i "computer" utilizzati nei "centri di calcolo" delle aziende erano grandi stanze con decine di persone, ciascuna con la sua scrivania e la sua calcolatrice meccanica "divisumma olivetti".

Con queste premesse viene da pensare ai computer. Ma non parleremo di loro, bensì delle semplici calcolatrici di plastica che ti regalano anche nell'uovo di pasqua e a cui nessuno fa più caso. Negli anni sessanta pochi le avevano prese tra le mani e pochi potevano permettersi le prime versioni che per fare quattro moltiplicazioni facevano fuori un set di batterie. Ma c'era comunque in vista lo spettro di una futura diffusione di questi giocattoli e delle "terribili" menomazioni derivanti dal loro uso.

Oggi può sembrare incredibile ma su queste calcolatrici sono state scritte parole di fuoco. Qualcuno ha anche predetto che saremmo diventati tutti ignoranti e che avremmo dimenticato le tabelline. Non potendo distruggerle, cosa che molti professori avrebbero fatto volentieri, sono state inventate argomentazioni di ogni genere. Ad esempio che le future generazioni di studenti sarebbero diventate pigre e svogliate. E c'è anche chi si è spinto a proporre idee assurde come vietarne l'acquisto ai minorenni.

Oggi, a cinquanta anni di distanza, è evidente che le predizioni non si sono avverate. Nessuno ha dimenticato le tabelline, tutti usano le calcolatrici come si usano le forbici e i cacciaviti, e chi proponesse di vietarle verrebbe preso per matto.

Io non credo proprio, e non lo credevo nemmeno allora, che l'avere sempre una calcolatrice a portata di mano possa "rovinare generazioni di studenti". Anzi sono convinto che sia un bene che nessuno più riempia mezza pagina per una sola radice quadrata. E credo anche che le calcolatrici siano benefiche, non solo perché riducono il numero di errori a una frazione insignificante, ma anche e soprattutto, per il tempo che fanno risparmiare. Tempo che può essere destinato alla esplorazione delle proprietà matematiche dei numeri e allo studio di algoritmi sempre più raffinati.

Secondo la mia esperienza non è vero che le "facilitazioni del calcolo numerico" portino a diventare pigri e che facciano passare la voglia di imparare. Ma anzi queste nuove possibilità ampliano il territorio esplorabile nel breve tempo consentito dalla vita umana e permettono di capire i comportamenti e le interazioni molto meglio che la penna e le formule. Io stesso, lungi dal diventare pigro, sono stato invogliato a scrivere numerosi algoritmi per esplorare le proprietà dei numeri, algoritmi super-veloci per i frattali e per i numeri primi, calcoli matriciali per la deconvoluzione gaussiana delle righe spettrali dei raggi gamma, programmi per confrontare, riordinare e validare modelli "Spice" di transistor e diodi, decine di diverse versioni di analizzatori di spettro, ognuna con successivi affinamenti delle trasformate di Fourier, Fast-FFT, Discrete-FFT, algoritmi derivati dalle trasformate di Hartley che sono attualmente le più veloci implementazioni disponibili sul web, calcoli matriciali "robusti", funzioni statistiche, sistemi genetici per ottimizzare antenne... potrei continuare per pagine ma sarebbe noioso.

Senza il calcolo numerico esplorare questi algoritmi e le loro conseguenze sarebbe impossibile. Ma come al solito la storia si ripete, e anche oggi, in questo stesso sito, appena spunta la parola "Spice" gli animi si scaldano, le opinioni diventano discussioni e puntualmente rispuntano frasi come: "L'uso dei simulatori dovrebbe essere vietato ai minori di sessanta anni".

Io sarei esentato comunque perché mi sono conquistato la licenza di uccidere già negli anni ottanta, scrivendo simulatori su ben tre diversi sistemi operativi. Ma anche perché di anni ne ho sessantaquattro e, voglio rassicurarvi, la vita è breve. Per cui mi dovrete sopportare ancora per poco, cioè, per male che vi vada, altri trentacinque anni o poco più.

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Vi lascio con una frase di Heisenberg "La fisica non è una rappresentazione della realtà, ma del nostro modo di pensare ad essa". Questo concetto, se capito appieno, porta con se implicazioni psicologiche e metafisiche ben al di là della fisica.

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Commenti e note

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di ,

Il PC lo uso molto ma rimane un prodotto commerciale e come tale obbedisce al giuramento di zia Pidda: dare il meno possibile al prezzo più alto possibile. Una volta ho sviluppato un bel programma di statistica col Visual Basic di Excel5, in prova andava benissimo ma una volta messo in funzione con un quantitativo aziendale di dati si è piantato. Ai tempi del Dos ho sviluppato tanti bei programmini DIY col QuickBasic, quando poi la tecnologia è cresciuta credevo che coi nuovi PC avrebbero lavorato meglio invece non li posso più adoperare. Insomma Windows per me è come mangiare al ristorante, pagare e sorridere, ma per farmi il caffè uso la caffettiera e c'è chi usa dei robot da cucina, senza PC.

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di ,

No infatti la tua intuizione era giusta, si tratta di divisione di tempo. Piccoli pacchetti di dati spediti e ricevuti in brevi token di tempo. ------------ Le mie non volevano essere prediche, ma linee guida per migrare dall'embedded verso il software. Mi rendo conto che ho scritto molto ma leggendo con un po' di pazienza si può trovare la strada per recuperare il sano spirito del fai da te.

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di ,

Grazie per il TDMA, dunque la mia intuiz..// non era del tutto sbagliata. A theremi', quante prediche! La mania di sopravvivere ci sta sprofondando, noi italiani in particolare, poi non so.

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di ,

Colgo l'occasione per far notare che le tecniche "embedded" e i chip sofisticati che fanno tutto loro, ci stanno allontanando sempre più dal sano "fai da te". Questo comporta anche che la sperimentazione viene impedita a tutti coloro che non sono intruppati in grandi organismi multinazionali (di cui i più importanti presto saranno solo cinesi). Per questi motivi sto alla larga dall'embedded e cerco sempre di ridurre l'hardware, possibilmente fino a niente. Nel sistema Theremino tutti gli algoritmi importanti si trovano nel software Open Source, scritto nel linguaggio più simile al linguaggio umano che esiste: il VisualBasic (grazie, Bill Gates, per aver continuato a sostenere questa visione contro tutto e tutti). Aver scelto il Basic ci espone alla derisione di quelli che si ritengono "veri programmatori", ma io sono convinto che i linguaggi di programmazione si avvicineranno sempre più al linguaggio umano. Qui ci sarà ancora da combattere perchè molti remano contro e pensano che si debba andare verso linguaggi formali e sintetici. Ma sono sicuro che il processo che ci ha portati dal linguaggio macchina fino al basic proseguirà. E che alla fine, in un modo o nell'altro, arriveremo a un linguaggio molto simile a quello parlato. Un linguaggio poco formale che sarà anche in grado di tollerare gli errori e di procedere comunque senza incantarsi. Alcuni questo non lo concepiscono e vorrebbero tutto assolutamente perfetto, ma la perfezione non esiste nella realtà e nemmeno nel software. La via giusta ci è stata mostrata dalla evoluzione: "restare vivi" è più importante di "fare tutto giusto". Quindi anche il software, che è la vita del futuro, deve prima di tutto non incantarsi, magari sbagliare i conti ma continuare comunque a elaborare, cioè "prima di tutto restare vivo".

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di ,

Bella domanda, non me lo ero mai chiesto. Per cui sono andato a cercare come fanno ed ecco la risposta: "TDMA - Time Division Multiple Access". Cioè una coppia di canali radio in full-duplex, con frequency hopping fra i canali per consentire a più utenti di condividere lo stesso set di frequenze cambiando automaticamente la frequenza di trasmissione fino a 1600 volte al secondo. Nei telefonini tutte le conversioni tra audio e onde radio vengono eseguite con tecniche SDR scritte completamente nell'hardware di appositi chip e vengono anche utilizzati algoritmi di compressione digitale molto raffinati (Viterbi). Le precise implementazioni variano da un chip all'altro. Per esplorarle si dovrebbero leggere i data sheet dei singoli chip, i quali in buona parte (i più recenti) si trovano solo in lingua cinese. Consiglio quindi di fermarsi qui, con una idea approssimativa del TDMA, e proseguire nella esplorazione solo se si vuole diventare progettisti di telefonini e si è disposti a passare anni di studio su queste tecniche.

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di ,

E va bene, parliamo di radio. Un comune telefonino parla in full-duplex usando la stessa antenna per ricevere e trasmettere, cosa che per un comune baracchino sarebbe impossibile perchè il segnale in uscita saturerebbe il ricevitore, anche se un po' spostato di frequenza. Come ricevono 'sti telefonini? Un mixer e via, poi ci pensa il software (non credo)? Filtri di banda a onda superficiale con una reiezione impensabile? Finestre temporali, non so, non ho davvero idea.

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di ,

Vi prego non prendetelo come un giudizio negativo, non c'è niente di male nell'aver parlato un po' di Pease e ringrazio nuovamente tutti per le osservazioni, però adesso basta, parliamo anche di "gloriose origini della radio". Alzi la mano chi da piccolo non ha costruito un ricevitore "a galena", si faccia avanti chi ha commenti sui filtri digitali...

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di ,

Grazie @WALTERmwp e @Admin per la vostra pazienza, ma purtroppo continuo a non capire. In questo articolo ho messo sul tavolo decine di argomenti, per cui mi attendevo domande, ad esempio sul Digital Analyser (che solo a guardare l'immagine iniziale dovrebbe provocare per forza qualche reazione in un sito frequentato da elettronici). Mi attendevo forse scetticismi, magari sull'utilità di ricevere le onde corte nell'era di Internet. Mi sarei anche aspettato di ritrovarmi a discutere sui pregi e difetti dei mixer a diodi o dei filtri digitali... ma invece no, sempre e solo commenti sui pericoli di usare male Spice. E oltretutto anche negli altri articoli è successo lo stesso, e succede anche in articoli non scritti da me. Per cui non riesco a liberarmi della sensazione che ci sia (cerco di usare le parole più neutre possibile per dirlo) "una spiccata sensibilità sugli argomenti che coinvolgono Spice e la matematica".

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di ,

Ciao @Theremino, mi pare che l'ultimo commento di @admin, ammesso occorra, contribuisce a dipanare eventuali dubbi. Tirando fuori la testa da una nuvola di polemica, prima all'orizzonte e poi più vicina, si può comprendere (ci riesco anch'io, quindi ... ) che la differenza la fa la persona per come si rapporta con lo strumento, qualunque esso sia. Quì, su EY, vedo utilizzare simulatori software nelle discussioni, ma non vengono (non dovrebbero essere) passati come la panacea d'ogni problema. Ed è vero che, per sapere utilizzare ed interpretare nel modo corretto quanto un simulatore ti restituisce, bisogna conoscere la materia o l'oggetto sul quale opera. La similitudine che tu stesso hai tracciato con la calcolatrice è indicativa. Saluti

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di ,

Tutti qui usano i simulatori, ma come strumenti di calcolo, non come oracoli. Si consiglia anche di usarli nello studio dell'elettronica e dell'elettrotecnica, come strumento di verifica dei concetti studiati. Nessuno è contro i simulatori ma contro l'illusione che basti un simulatore in mano ad uno qualsiasi per produrre un buon progetto.

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di ,

Guarda, Admin, io veramente non vorrei fare polemiche, ma dato che me lo chiedi espressamente ti rispondo. Facci caso, appena si nomina Spice tutti si affannano a parlarne male. Come mai non succede anche il contrario? Rileggi tutti i post che ci sono in risposta a questo mio articolo e trovane uno che non sia pesantemente negativo. A me questo sembra allarmismo, pessimismo, negativismo... forse sbaglio parole, te lo concedo, ma ho letto così tanti pareri negativi su Spice nelle pagine di questo sito, che ho la netta impressione che si stia esagerando.

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di ,

Non capisco, Theremino, cosa c'entri l'allarmismo. Il simulatore è uno strumento che va usato bene e per usarlo bene occorre conoscerne possibilità e limiti. E lo può usare bene chi conosce bene l'elettronica, non chi la conosce male od in modo superficiale.

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di ,

Rispetto le vostre opinioni e vi ringrazio di avermi fatto notare che potrei sbagliarmi. Ma resto dell'idea che si stia facendo troppo allarmismo su questi argomenti. E penso anche che entro pochi anni le mie parole non appariranno più cosi insolite e fastidiose. Torneremo qui, rileggeremo insieme, e tutto apparirà diverso.

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di ,

Gli strumenti complessi sono sempre da utilizzare con piena conoscenza della loro complessità e vanno trattati con molto rispetto. Il problema viene semmai quando sono visti come facili scorciatoie per non abbordare il cuore della questione. Il problema è la pigrizia, non lo strumento in sé. Ho sentito oggi in una formazione che organizziamo per degli ingegneri di una nota multinazionale uno dei loro esperti analogici senior (che usano Cadence) tuonare contro certi casi gravi di "simulazionite". Quella è gente che deve decidere cosa mandare in silicio e cosa no, sa di cosa sta parlando. Lo stesso Pease era in realtà un eccellente utilizzatore di SPICE (e sarebbe stato stupido non esserlo per uno come lui): http://electronicdesign.com/analog-amp-mixed-signal/what-did-bob-pease-emreallyem-think-about-spice

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di ,

Mezza pagina per una radice quadrata? Poveri babilonesi.

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di ,

Beh, Admin, ti do pienemente ragione sull'evidenziare potenzialità e limiti ma, facci attenzione, le migliaia di parole di Pease parlano solo di limiti e difetti. Arriva addirittura a scrivere "...di Spice non ci si può fidare..." e "...è davvero non sufficiente..." e anche "...perché diavolo perdere tempo con esso?". Ma questa è solo una ulteriore conferma che convalida la mia opinione. E la mia opinione è che su Spice e su altri argomenti correlati vengano scritte troppe parole negative e terroristiche. Scrivo dunque qualche frase (contro mille) per controbilanciare un po' questa tendenza che mi appare esagerata.

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di ,

Cercherò di essere più cauto. Ma sono solo mie considerazioni e tutti hanno il diritto di pensarla diversamente da me. Però trovo giusto che ognuno scriva le sue considerazioni. Saranno poi i posteri a decidere cosa tenere e cosa eliminare.

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di ,

Beh, Theremino, Bob Pease, a quanto mi risulta, non è stato un pinco pallino qualsiasi come progettista elettronico ed etichettare come inutili le sue mille parole, giuste tra l'altro, è azzardato come minimo.
Significa forse che non serve insegnare ad usare uno strumento in modo corretto evidenziandone potenzialità e limiti?
Significa che dobbiamo diventare appendici acritiche degli strumenti che usiamo?
Significa che gli strumenti faranno comunque tutto correttamente indipendentemente dal modo in cui li si usa, dai dati che loro forniamo?
Io sarei molto più cauto, e terrei sempre in primo piano la capacità che dobbiamo avere di usare nel migliore dei modi lo strumento che ci aiuta nei calcoli, nonché quella di poterlo migliorare.

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di ,

In risposta a Fedhman - Bob Pease ha scritto mille parole su Spice, tutte giuste ma secondo me abbastanza inutili. Spice non è altro che un attrezzo, come il cacciavite o il saldatore. O come una calcolatrice che oltre alle quattro moltiplicazioni ha qualche funzione in più. Ed è naturale che bisogna imparare a usarlo per ottenere qualcosa di buono. Anche il saldatore se usato male può fare disastri, e pure più gravi. Ad esempio bisogna evitare di scottarsi o di infilarselo in un occhio. Ma sono aspetti abbastanza evidenti e non c'è bisogno di scrivere pagine e pagine su questi pericoli. Accanirsi così tanto su un semplice attrezzo da più l'idea di qualche conflitto psicologico non risolto che di reali motivazioni pratiche o tecnologiche.

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di ,

Sempre in risposta a EcoTan - L'adattatore è poco più di un ADC. Alcune applicazioni SDR usano addirittura la scheda audio del PC come ADC e un semplice mixer che fa da tramite con la antenna. Theremino SDR non implementa la lettura della scheda audio perché le prestazioni sarebbero troppo scarse (solo poche decine di kHz di banda osservabile contemporaneamente). Ma anche in quei casi tutta la catena software di decodifica dei segnali rimane esattamente la stessa. Per cui una applicazione SDR è sostanzialmente un completo ricevitore radio, tutto in software tranne una piccola parte. Un po' di hardware sarà comunque sempre necessario, se non altro la antenna, il cavo di discesa e un connettore per collegarsi al PC.

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di ,

Non sbagli, tra adattatore e software c'è un legame (il driver) e ci sono alcune funzioni da chiamare per leggere i dati. Ma dato che l'adattatore fa ben poco le funzioni sono poche e ben definite (quelle essenziali sono due sole). Per cui esistono molti modelli di adattatori per ricevere la TV e le Radio FM e la gran parte di essi si conformano a uno stesso standard (usano tutti lo stesso driver che si installa con la applicazione ZADIG). Ed esistono anche altri software SDR, sicuramente almeno una dozzina, alcuni anche a riga di comando. La particolarità del Theremino SDR è di essere il meno gravoso per la CPU e anche il più facile da usare.

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di ,

Visto che l'adattatore SDR colloquia tramite una porta USB, che è digitale ed evoluta, avrei l'impressione forse errata che restiamo legati a un certo adattatore e a una certa applicazione. Che poi ci siano adattatori e applicazioni che fanno già tutto ciò che si possa desiderare, è in questo senso che le SDR sono da considerare flessibili?

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