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Principio di incendio in cabina MT/BT 20 kV

Indice

Premesse

E' la storia di una comune cabina di ricezione per utente passivo con annessa trasformazione (un solo trasformatore da 400 kVA) di una fornitura in MT a 20 kV.
Correva l'anno 2009, la cabina non è adeguata né alla vecchia Enel DK5600 né alla più recente (per l'epoca dei fatti) CEI 0-16.

La cella di arrivo (costruzione metà anni '80) è composta da un IMS [Interruttore di Manovra Sezionatore] fabbricazione VEI electric e relativi fusibili da 16 A @ 24kV dotati di percussore e da un ST (Sezionatore di Terra) vicendevolmente interbloccati.


L'ingresso dalla terna di collegamento in cavo RG7H1R da 95 mm2 i cui schermi sono connessi alla terra di cabina, si attesta sui rispettivi isolatori passanti dell'IMS.

La suddetta cabina si trova a 50m da una delle coste bagnate dal basso Tirreno.

IMS 24kV.JPG

IMS 24kV.JPG

I precedenti

Dal 1999, anno del mio ingresso in quello stabilimento e fino al 2009, oltre la manutenzione ordinaria al sezionatore e al trasformatore, si registrarono due interventi straordinari di sostituzione della linea di collegamento (corde di circa 3m) tra cella di consegna Enel e il sezionatore. In entrambi i casi avevano ceduto progressivamente gli isolamenti delle teste e il fenomeno si avvertiva chiaramente man mano che ci si avvicinava alla cabina, classico rumore di frittura e odore pungente di aria ionizzata.

La prima sostituzione fu l'occasione per passare a conduttori in Cu da 95 mm2 al posto dei precedenti da 70 mm2.


E' molto più che probabile che l'umidità e l'aria salina locale, associata all'accumulo di sporco in cabina, sia stato un fattore determinante del deterioramento delle teste di connessione, che in entrambi i casi lasciarono sugli isolatori, i segni delle scariche.

Mi sento di escludere che il problema fosse imputabile ad una costruzione non a regola d'arte delle teste. Pur non occupandoci direttamente di questo tipo di attività, delegate ad una ditta esterna dotata anche delle specifiche attrezzature, eravamo sempre partecipi in queste operazioni, e almeno personalmente devo dire che le teste erano realizzate davvero bene.

Non c'è due senza tre

Ed è così che un giorno di un settembre più piovoso degli altri, si verificò l'imprevisto o forse semplicemente il prevedibile.
Premesso che la linea MT che alimentva lo stabilimento e quelli limitrofi era parecchio vetusta e scarsamente manutenuta, con la conseguenza che le micro interruzioni erano un fenomeno abbastanza frequente, quella mattina, mentre fuori diluviava dalle cinque, i transitori e i buchi di tensione non si contavano più ma per quanto appena detto non mi insospettii più di tanto.
Accorsi in cabina solo qualche ora più tardi, quando all'ennesimo arresto degli impianti per un buco un po' più lungo del solito, successe che al ritorno della tensione da rete mi accorsi che alcune file di corpi illuminanti restarono spente, alcuni cappelloni iniziarono a lampeggiare con una strana frequenza e alcuni allarmi acustici avevano un suono decisamente diverso dal solito (sembravano "spompati").
A quel punto arrestai gli impianti del reparto e misi fuori tensione alcuni quadri di distribuzione primaria.

Mi avviai verso la cabina, il temporale era ormai quasi del tutto passato e già a venti metri da questa udì il rumore delle scariche che ormai faceva parte del contesto, un rumore senza soluzione di continuità.


Aprì la porta della cabina per farmi un'idea dell'entità del problema, guardai attraverso la finestrella bucherellata della portella del vano IMS e vidi un fusibile letteralmente acceso in prossimità del percussore e quello adiacente che stava per seguirlo.

Cercammo di mettere in sicurezza per quando possibile la nostra parte di cabina, aprendo in sequenza l'interruttore generale del quadro di BT e il sezionatore di linea MT.
Non riuscimmo tuttavia a mettere la nostra linea a terra e in cortocircuito in quanto il meccanismo di manovra del sezionatore di terra era bloccato.

Chiamammo precauzionalmente i VV.F non sapendo cosa stesse succedendo nell'attiguo scomparto Enel e chiamammo la stessa Enel per il fuori servizio della linea interessata.
I primi non arrivarono mai, il nubifragio della mattinata aveva impegnato tutte le squadre di soccorso disponibili, i secondi solo qualche ora più tardi.


Ed ecco qualche testimonianza dell'accaduto:


Punto di sviluppo dell' incendio

Incendiato

Incendiato

Percussore 1

Percussore 1

Percussore 2

Percussore 2

Poli bruciati

Poli bruciati 1

Poli bruciati 1

Poli bruciati 2

Poli bruciati 2

Vista dall

Vista dall'alto


I fusibili

Fusibili

Fusibili


Gli scaricatori

Sfiammate

Sfiammate

Dopo la tempesta

L'occasione fu propizia per fare un aggiornamento della cella di arrivo, il vecchio e malconcio IMS trovò posto nel magazzino rottami e al suo posto venne installato un quadro di MT di "nuova generazione" espressione di una moderna tecnologia, capace di controllare anche le correnti di guasto a terra.
I fusibili lasciarono il posto ad un interruttore in SF6 che associato al relè di protezione REF 601 CEI (protezione 50/51 e 50N/51N) costituisce il SPGI (Sistema di Protezione Generale Integrato) della cabina. Al contempo, l'adeguamento alla CEI 0-16, ha permesso all'azienda di risparmiarsi il famoso CTS per gli utenti MT che non avessero adeguato le loro cabine di trasformazione secondo le normative tecniche richieste dal distributore.

Quadro MT ABB

Quadro MT ABB

320.JPG

320.JPG

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Commenti e note

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di ,

Grazie della risposta.

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di ,

Ma sai sono passati anni, purtroppo la frenetica ricerca di rimettere la cabina in servizio non diede modo di soffermarsi il giusto, su quella che era stata la causa scatenante. I segnali delle scariche li abbiamo trovati un po' ovunque, nello scomparto di arrivo sugli isolatori passanti, sui poli del sezionatore. I percussori come si vede dalla foto sono fuoriusciti, ma ad esempio mi pare di ricordare che solo uno in realtà fosse intervenuto, probabilmente vi è stato anche un discreto "inquinamento di prove" :). Sta di fatto che l'IMS non si è aperto, probabilmente anche a causa di una carente manutenzione preventiva. Anche i punti di contatto dei fusibili sul portafusibili sembrano evidenziare più di un problema. In ultimo, il sospetto che il tipo di percussore non fosse idoneo all'installazione (in relazione alla forza di spinta in fuoriuscita) o che il sistema di sgancio abbinato fosse praticamente inesistente. Anche il fatto che un fusibile si sia letteralmente incendiato lascia qualche dubbio sulla dinamica reale. Saluti e grazie per l'apprezzamento.

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di ,

Complimenti bell'articolo interessante e ben scritto, volevo però capire meglio la dinamica del guasto (dove è avvenuta la prima scarica) e se si sono bruciati i fusibili come mai non si è aperto l'IMS? Grazie, è utilile pubblicare questi eventi in modo da poter apprendere in tanti da un solo guasto.

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di ,

Ciao nella zona ri Roma è occorso un evento molto similare ad una cella MT, notando dalle foto e dall'articolo che la dinamica dell'evento è similare volevo chiederti, la cella è stata riparata? è possibile. Per l'evento che mi riguarda hanno preventivato la sostituzione della cella ad un importo stratosferico, circa 28.000,00 € che mi sembrano davvero troppi. Ti sembra una cosa possibile?

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di ,

Ti ringrazio per l' apprezzamento asdf, davvero!

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di ,

Inspiegabilmente non ho votato questo articolo. Si vede che ai tempi della sua pubblicazione non ci feci caso. Beh, complimenti ancora Attilio per l'articolo e per le immagini chiare ed esplicative. Voto più che meritato :-).

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di ,

Ciao a tutti sono nuovo di questo forum ma sto gia ' apprezzando molto.

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di ,

Interessante davvero! L'articolo è anche scritto in maniera chiara e scorrevole, mi pace!

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di ,

Complimenti per l'articolo, dalla pratica quotidiana c'è sempre da imparare.

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di ,

Grazie schumy91

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di ,

Grazie bell'articolo e anche molto utile :)

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di ,

Grazie d4rius, in bocca al lupo anche a te!

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di ,

Bell'articolo, rappresenta anche la mia vita lavorativa come tecnico della manutenzione elettrica, dove sei consapevole che sei non riesci a ripristinare il tutto rischi di far fermare la fabbrica per parecchi giorni. Complimenti e buon lavoro, sempre!

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di ,

Grazie marco438, e grazie a coloro i quali hanno apprezzato l'articolo.

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di ,

Ottima documentazione fotografica per una cronaca vera. Bravo Attilio

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di ,

Di nulla Attilio, mi incuriosiva, per la procedura di intervento utilizzata, durante e dopo il guasto.

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di ,

Si scusami mir, avevo letto frettolosamente, già hai notato bene: nessuna terra di lavoro!

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di ,

Mi sono espresso male Attilio, intendevo la terra di lavoro (pinze--verso terra) sulle parti attive (potenzialmente si intende), che si utilizzano in genere per assicurare ulteriormente a terra la zona (circuito) di lavoro. PS dimenticavo : Ottimo ed interessante Articolo, voto meritato. ;-)

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di ,

Ringrazio anche esisnc e sebago per l'apprezzamento; Per mir: Verso la fine del paragrafo "Non c'è due senza tre" avevo specificato il motivo della mancata chiusura del S.T. ciao.

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di ,

Attilio, un'osservazione, sbaglio o il sezionatore di terra (terra di lavoro) non è stato inserito ?

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di ,

Bravo Attilio, un bell'articolo. E, a proposito di didattica, utilissimo anche a scuola: insegnare elettrotecnica e impianti con riferimento a situazioni reali è il mio pallino fisso da sempre. Articoli come il tuo aiutano e non poco. Muchas Gracias.

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di ,

Articolo istruttivo per capire in pieno il significato e l'utilità della manutenzione (CEI 0-15) indispensabile nelle cabine con i requisiti semplificati......e valutare bene l'opportunità dell'adeguamento alle CEI 0-16.

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di ,

"peccato che non hai una foto della fase di frittura" Be, se devo essere sincero mi sento sempre un p

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di ,

per

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di ,

Admin, Ti ringrazio per l'apprezzamento. Sono sempre stato della stessa idea. Oggi la diffusione di tecnologie sofisticate e a portata (più o meno) di tutte le tasche, può permettere anche queste cose. Spero che questi spunti, possano essere di aiuto a chi naviga in questo mondo. Quando iniziai io, internet non era ancora uno strumento "accessibile", e poi a vent'anni prediligi l'esperienza sul campo. A distanza di tre lustri le cose sono notevolmente cambiate, quindi perchè non approfittarne? Una pecca della scuola superiore (itis) che frequentai, fu a mio avviso l'eccessivo distacco tra teoria e didattica scolastica e mondo del lavoro reale. Se le vicende che mi propongo di raccontare, risulteranno "utili" anche solo ad un utente, avrò raggiunto il mio modesto obiettivo. Saluti

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di ,

Devo dire, Attilio, che era da parecchio tempo (alcuni anni) che aspettavo questo tipo di articoli, e quando ho visto il tuo primo, ho proprio detto:"Finalmente!".
Storie di lavoro, concrete con documentazioni fotografiche di sicuro effetto che danno al lettore il senso reale degli avvenimenti, forniscono la proporzione delle apparecchiature, conferiscono ad esse un'identità precisa.
Un paio di decenni fa un tal tipo di racconto-documentazione, istruttivo e facilmente accessibile a tutti, era letteralmente impossibile. Ora la foto digitale, la facilità di inserirla nei documenti, fornisce un'opportunità che deve essere sfruttata,e la strada che stai proponendo ritengo sia di grande utilità e di esempio in questo senso.
Grazie, Attilio ;-)

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