Il percorso formativo che dovrebbe portare alla programmazione consapevole di un oggetto fisiologicamente legato ad una macchina dovrebbe anche comprendere una buona dose dei problemi connessi.
Pochi esempi banali:
- verificare il comportamento di un programma durante l'istante di commutazione di un micro meccanico;
- controllare il comportamento del movimento di un cilindro che, disgraziatamente non arriva a finecorsa ed evitare che il programma resti in eterna attesa.
- ipotizzare la mancanza di energia elettrica a metà di una sequenza;
- ecc.
Tutti temi molto più utili, ma non risolvibili con un forum od un simulatore.
Io ed altri miei colleghi abbiamo imparato a programmare in questo settore non perché formati in logica booleana od informatica, ma perché consci del comportamento reale di quanto si deve controllare.
Un buon investimento in un simulatore dovrebbe prevedere il 70% in hardware ed in realizzazione pratica.
Sarebbe più formante comperare due cilindri, due elettrovalvole e quattro reed, con anche solo un relè programmabile, ma imparare bene a capire che simbiosi esiste tra il software ed il mondo esterno. Altrimenti tanto vale scrivere programmi per PC con i bit isolati al suo interno.

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