- Gli ultimi articoli di clavicordo
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Un prodotto da (ri)scoprire: Vettori alla matriciana
pubblicato 9 anni fa, 932 visualizzazioni

Tra gli innumerevoli argomenti della matematica le matrici sono sempre state, almeno per me, un po’ ostiche. Fanno parte dell’algebra, il che già le proietta su un terreno un po’ astratto. Però hanno un loro fascino e se uno le pensa come semplici tabelle, cominciano a diventare meno strane. Le tabelle hanno righe e colonne, come è noto. Chi di noi non maneggia fogli Excel? Un foglio Excel è una tabella e, di primo acchito, assimilabile a una matrice; ma come si sa la sua natura va ben oltre le matrici.
Una matrice è una tabella ordinata di elementi.
A volte noi facciamo operazioni su un foglio Excel che possono essere ricondotte ad operazioni su matrici, come quando facciamo i conti della spesa. Se i numeri nella tabella sottostante esprimono i kg di frutta acquistati da 4 persone diverse in un certo giorno; questi numeri posti tra parentesi grandi costituiscono la matrice delle quantità Q, che ha 4 righe e 3 colonne, indicata come (4x3):
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Il vero cuore delle telecomunicazioni
pubblicato 9 anni fa, 1.004 visualizzazioni

Questa volta, invece di tradurre articoli, ho la fortuna di avere in dono dal suo autore, che mi ha autorizzato a pubblicarla, una trattazione sintetica ma molto pregnante dei fondamenti tecnologici di ciò che quotidianamente ci accompagna; ho pensato allora di trascriverla qui. L'autore è Valentino Castellani, che alcuni di noi (sicuramente IsidoroKZ, per esempio) già conoscono sia come professore emerito del Politecnico di Torino sia come sindaco della stessa città dal 1993 al 2001. Avendo studiato con lui, tesi compresa, ne ho una grande e incondizionata stima su tutti i piani. La trattazione che segue è la sua Prolusione generale al Congresso Annuale della Società Scientifica e Tecnologica Friulana, presentata il 30 ottobre 2010 ed ha il seguente titolo:
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Dalle nuvole alla nebbia
pubblicato 9 anni fa, 431 visualizzazioni
Ecco una previsione che non si sente molto spesso: il mercato del cloud computing, così come lo conosciamo, sarà obsoleto nel giro di pochi anni.
Il “provocatore” è Peter Levine, un general partner della società di venture capital Andreessen Horowitz. Egli ritiene che l'aumento della potenza di calcolo dell’Internet delle cose (IOT), in combinazione con le sempre più accurate tecnologie di apprendimento automatico, porterà in gran parte a sostituire l'infrastruttura del cloud computing con qualcosa di diverso.
Il cloud come conosciuto fino a oggi risponde a un "modello molto centralizzato” di computing: i dati sono inviati al cloud dove vengono elaborati e conservati. Molte applicazioni vivono nel cloud e la continua migrazione in esso di interi CED (Centro Elaborazione Dati, in inglese Data Center) è ormai un dato di fatto.
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La conservazione "autenticata" dei documenti digitali - 2a parte
pubblicato 10 anni fa, 382 visualizzazioni

Come tutte le cose anche i documenti informatici hanno un ciclo di vita. Ma mentre i normali documenti dopo un po’ di tempo, variabile secondo il tipo di documento, sono destinati all’estinzione, quelli ritenuti degni di essere conservati (la maggior parte di quelli prodotti nella PA) hanno una durata teoricamente illimitata, eterna.
Ciononostante si parla di “ciclo di vita”, sostituendo la “morte” con la conservazione ad infinitum, che si porta dietro i problemi visti nella prima parte.
Benché ogni sistema di gestione documentale sia di per sé anche un archivio, quindi qualcosa che mantiene i documenti nel tempo, quando i documenti rivestono particolare importanza per una comunità è opportuno che la conservazione (informatica) avvenga tramite un sistema dedicato, il "sistema di conservazione", separato anche fisicamente da quello di gestione.
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La conservazione "autenticata" dei documenti digitali - 1a parte
pubblicato 10 anni fa, 568 visualizzazioni

Da un po' di tempo mi sto occupando per lavoro anche di questo argomento e ho pensato di farne una sorta di riassunto, che non ha nessuna pretesa di esaustività ma che dovrebbe contenerne i punti principali. E' un argomento che, visto un po' da vicino, si rivela molto più complicato e problematico di quanto potrebbe sembrare a uno sguardo iniziale, tanto è vero che le norme in materia non sono ancora ben stabilizzate e presentano qualche criticità.
Fin quando non esisteva la scrittura, la Storia, ossia l’insieme di avvenimenti e idee che fondano la cultura di una società, poteva essere raccontata solo a voce e tramandata solo grazie alla memoria delle persone e alle figure della pittura, della scultura e dell’architettura. Con lo stabilirsi della scrittura è stato possibile creare “documenti” che potevano resistere all’erosione del tempo.
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Segnale e rumore. Una lotta inarrestabile.
pubblicato 10 anni fa, 531 visualizzazioni

"Nella comunicazione, il rapporto che intercorre tra il segnale ed il rumore, ovvero quanto di quello che si ascolta è informazione e quanto invece soltanto sottofondo, viene definito Signal to noise. “Un simbolo dell’attuale stato di salute della musica al quale ci siamo ispirati per darci un nome”: a raccontarlo è Violetta Leoni, voce e fondatrice, insieme a Stefano Bottarelli, esperto di synth, dell’omonima band nata a Parma nel 2013".
In fondo, le telecomunicazioni fondano i loro obiettivi sulla lotta tra "segnale" e "rumore".
Il segnale è energia le cui variazioni di forma sono associate a significati prestabiliti, scelti in un campionario la cui estensione può anche essere virtualmente infinita, come nel caso del segnale analogico. Anche se in pratica non lo è mai, perché l’infinito è solo una comoda astrazione mentale, che stranamente ci fa semplificare i calcoli, perlomeno in molti casi: la matematica con l’infinito (in particolare quella del continuo) è in generale meno difficile di quella del finito, peggio se “discreto”.
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Password sicure o non sicure?
pubblicato 10 anni fa, 531 visualizzazioni

Ognuno di noi ha a che fare con le password, a volte chiamate PIN = Personal Identity Number se numeriche, sia a livello personale che a livello di attività lavorativa. Si tratta di qualcosa di piuttosto fastidioso, un prezzo che la tecnologia attuale ci costringe ancora a pagare. E’ vero che da anni esistono altri mezzi di identificazione, quali i Token (che producono le OTP= One Time Password) che ci danno le banche, i metodi “bio” e forse altri che adesso mi sfuggono. Quindi c'è stato qualche progresso significativo nel mercato dell’autenticazione. Tuttavia questi metodi hanno finora una diffusione assai limitata, e, specie quando si tratta di soldi che girano, la preoccupazione di quanto sicura sia la transazione con il sito web del momento (o con lo sportello bancomat, ma su quello possiamo fare poco) non ci lascia mai del tutto tranquilli.
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Uno sguardo al passato e uno al futuro della tecnologia dell'informazione
pubblicato 10 anni fa, 442 visualizzazioni

pare abbia detto il filosofo George Santayana (1863 – 1952). Così ogni tanto non è male ripercorrere la storia, anche quella della tecnologia, che nel nostro caso può essere ristretta a quella dell'informazione digitale. E’ quello che fa, a grandi linee, la rivista on line Network World nel celebrare i 30 anni della sua esistenza.
Si parte quindi dal 1986, quando l’informatica stava rapidamente diventando un fenomeno di massa, per passare in rassegna gli eventi che appaiono cruciali ma che i più giovani di noi tendono a non conoscere e quelli più vecchi (come me) a guardare con un pizzico di nostalgia. In realtà, almeno nel mio caso, la nostalgia non è tanto per le apparecchiature dimenticate, quanto per la giovane età che non c’è più. Eppure anche qui si nasconde un inganno: non necessariamente da giovani si è così giulivi e si vive un tempo così meraviglioso. Spesso il passato viene idealizzato, forse nel tentativo di esorcizzare alcune difficoltà del presente. Ho pensato comunque di riportare qui i punti principali (o meglio che a me appaiono tali) evidenziati da Network World; magari l’elenco, un po’ US oriented, non è completo e se qualcuno vuole aggiungere altre voci è il benvenuto!
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Numeri e comunicazione
pubblicato 10 anni fa, 1.866 visualizzazioni

Noi tutti usiamo i numeri con grande disinvoltura e non capita spesso di farsi domande sulla loro natura. Se ne studia qualcosa a scuola e, al di là del corso universitario di matematica, i numeri vengono usati secondo i criteri pratici suggeriti dalle necessità di turno. Gli informatici e anche gli elettronici hanno dimestichezza con il sistema binario e la maggior parte di loro sa anche perché i computer lo preferiscono a quello decimale. Lo stesso dicasi per la comunicazione. Nel nostro mondo sempre più digitale numeri e comunicazione sono sempre più correlati.
I numeri sono entità concettuali, intuitivamente associati al concetto astratto di quantità, che noi possediamo in modo intuitivo, fin da bambini. Quando impariamo a contare sappiamo indicare la quantità di oggetti con un nome, detto “numero”, che cambia proprio come cambia la quantità. Ciò significa che ogni volta che si aggiunge un oggetto all'insieme di partenza serve un nome diverso per indicarne la quantità (1, 2, 3,.. sono nomi che indicano quantità). In tempi antichi, quando nacque l’esigenza di dare un nome alle quantità, i nomi dei numeri erano pochi: da un certo punto in poi, bastava dire qualcosa di simile a “molti”.
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Internet delle cose
pubblicato 11 anni fa, 667 visualizzazioni

Oggi l’Internet è una realtà che diamo per scontata e i discorsi sociologici su di essa sono quasi sempre noiosi se non ormai inutili, almeno nel mondo cosiddetto occidentale. Tuttavia non mi è parso disprezzabile quanto scrive Geoff Webb, che è Director of Solution Strategy presso la NetIQ (società americana che fornisce soluzioni di gestione delle infrastrutture IT, specialmente della sicurezza):
“Gli scrittori di fantascienza immaginano spesso un mondo in cui i nostri robot-servitori sono in grado di spezzare le catene dei loro padroni e di dominare il mondo, in un'orgia di distruzione anarchica. E se ciò fosse già accaduto e nessuno se ne fosse accorto? Come ho scritto nel mio ultimo post del blog, l'”Internet di tutto” ci presenta immense opportunità di ridefinire il modo in cui interagiamo e beneficiamo della tecnologia, così come ci lancia sfide altrettanto grandi nel nostro modo di pensare la privacy, la sicurezza, e su chi possiede davvero la nostra identità. Ma se quegli scrittori avessero previsto giusto, per evitare che le macchine intelligenti (smart machines) prendano il sopravvento dovremmo porci delle domande, del tipo: stiamo seriamente considerando i requisiti che riteniamo accettabili per quelle macchine quando sono interconnesse? E ancora: stiamo facendo le domande giuste ai produttori di quelle macchine? [...]
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Chi sono
clavicordo - profilo
Nome: Claudio Bonechi
Bio: sono un ing elettronico di telecomunicazioni, laureato al Politecnico di Torino; sono anche diplomato in pianoforte, con alle spalle una discreta attività concertistica. Dopo aver fatto per vari anni il progettista in campo TLC telefonia sono passato alle reti informatiche e poi ad argomenti vari. La matematica mi è sempre piaciuta. Ho lavorato anche nel campo della musica elettronica dai secondi anni '60, quando era ancora in fase pionieristica, con E. Zaffiri, al Conservatorio di Torino.
I miei ultimi post dal forum
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Compleanno
GRAZIE DI CUORE A TUTTI PER GLI AUGURI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 23:30
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Compleanno
Ringrazio tutti di cuore per gli auguri!!!!!!!!!!!!!!!!! 23:30
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Buon decacompleanno ElectroYou!
Tantissimi auguri e complimenti a Zeno, a suo figlio webmaster e a tutti i collaboratori e utilizzatori di EY, una comunità fantastica!!! 19:36
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Vedere Rai all'estero
Ho provato con Torr con la modifica indicata dal sito di cui mi hai indicato il link, ma appena provo ad accedere a raiplay da torr ottengo:... 16:52
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Vedere Rai all'estero
Salve, mi trovo in Germania. Raiplay in apparenza funziona, ma se tenti di vedere qualcosa, appare una scritta del tipo "Spiacenti, ma fuori... 16:52
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Buon decacompleanno ElectroYou!
Veramente una comunità eccezionale: utile, amichevole, molto informativa. la sua scoperta anni fa è stato per me entusiasmante. Ho potuto... 19:36
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Che cos'è concretamente un sistema di riferimento?
ma l'immagine semplice di cosa sia ciò di cui si parla è troppo importante secondo me, si tratta del motivo per cui ci sforziamo di capire come... 13:40
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Che cos'è concretamente un sistema di riferimento?
Tuttavia, se produciamo una descrizione matematica del mondo e non sappiamo spiegarla a parole ed immagini, stiamo facendo quadri astratti che... 13:40
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Che cos'è concretamente un sistema di riferimento?
Dice PietroBaima : La chiave di Volta per superare la sensazione che manchi spazio è rendersi conto che i sistemi di riferimento locali sono... 13:40
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Che cos'è concretamente un sistema di riferimento?
Non riesco a immaginare le cose maledizione.. Forse, caro Ianero il tuo (e non solo tuo) problema sta qui: la capacità di immaginare. E' una... 13:40

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