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Introduzione
Ovviamente "angolo del rottamaio" è detto in senso affettuoso. Adoro le cose
"vecchie", è un mio debole. In particolare, adoro le cose vecchie e tecnologiche.
Per questo ho deciso di condividere qualche foto e le poche informazioni (devo ancora
studiarmelo bene) su questo telefono (sarebbe meglio dire "sistema", perchè veniva venduto
come un sistema telefonico con posti derivati).
Le Origini
Sono stato abituato da sempre al telefono fisso, e pur avendo solo 35 anni non ho subito
la rivoluzione cellulare. Non nel senso che non abbia il cellulare, ma non riuscirei mai a
vederlo come un degno sostituto di quel doppino in rame che mi entra in casa e che mi fa
funzionare il telefono anche quando i temporali fanno saltare i ripetitori o l'Enel toglie
tensione. mon a caso la prima cosa che ho fatto mettere quando sono andato a vivere con mia
moglie è stato il telefono fisso.
Fatta questa (inutile) premessa, il telefono in oggetto, oltre ad essere stato un esempio di
design italiano del secolo scorso (disegnato da Marcello Nizzoli e Mario Olivieri) e un
esempio di prodotto industriale capace di sopravvivere ai decenni (prodotto dalla Safnat di
Milano), è un ricordo della mia infanzia.
Me lo ricordo in tutte le amministrazioni pubbliche, i piccoli uffici, gli ambulatori, le scuole. In particolare
me lo ricordo come presente alle scuole medie, a servire segreteria e presidenza. Alle elementari
no, quando le ho fatte al mio paese non avevano un ufficio, il massimo era la bidelleria ed il
famigerato direttore era un'entità che probabilmente poteva solamente essere teorizzata con la
meccanica quantistica, e il bigrigio del bidello ce l'avevamo anche a casa uguale.
Alle scuole medie invece c'era il "Cellidor". Per un ragazzino che cominciava a trafficare
con l'elettricità era affascinante per i tasti aggiuntivi che aveva rispetto al classico telefono
di casa. Oltretutto aveva quella forma insolita, quasi areodinamica. Ho chiaramente impresso nella
mente il pomeriggio in cui lo usai per telefonare a casa, colto da un attacco di appendicite (ma
forse mi è rimasto per via del mal di pancia che avevo... ;) )
La tecnologia
Il principio di funzionamento era di quelli che adesso definiremmo "preistorici", ma che si è dimostrato
a prova "di bomba atomica". L'elettronica si limita a qualche condensatore e all'alimentatore (ovviamente
lineare) contenuto nella borchia di collegamento. Il resto è completamente elettromeccanico. Un castello
di contatti, contattini, leve, rimandi dal gancio cornetta.
Ogni apparecchio riceveva in cascata la linea telefonica (o le linee telefoniche, a seconda del modello fino
a 2), che veniva sconnessa nel caso fosse in uso da uno dei telefoni che lo precedono. Ed era possibile
"passare" la linea ad un altro apparecchio. I modelli prevedevano anche la possibilità di avere fino a 6
intercomunicanti.
La suoneria anziché nel telefono era nella borchia di collegamento alla rete, anche perché con tutti i contatti
di spazio nel telefono non ne rimane molto. A questo proposito è bello notare come una volta riuscissero a
fare plastiche che dopo decenni ancora si accoppiano perfettamente, mentre negli oggetti odierni, dopo un'estate,
sono tutte sghembe...
Purtroppo, pur essendo in possesso di due esemplari ed una borchia senza alimentatore, devo ancora studiarmi
bene la logica dei contatti. Mi riprometto di fare una paginetta su internet appena ho chiaro tutto dell'apparecchio,
anche perché ho visto che di tecnico non c'è molto a disposizione, se non il sito di cui a fondo pagina.
Curiosità
Ho recuperato i due telefoni da una dismissione. Probabilmente ne recupererò altri due, ma della serie appena successiva, risalente già agli anni '80, nella quale il combinatore a disco era stato sostituito da una placca che ospitava un tastierino.
Conclusioni
Non ho messo molto di tecnico in quest'articolo. L'ho voluto fare più per condividere con altri eventualmente interessati una curiosità, un ricordo, o qualcosa di simile.

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