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Lavori elettrici e sicurezza

La sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia è regolata dal Decreto legislativo 81/08, “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" => http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/08081dl.htm

e dal successivo DL 106/09 “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81” => http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/09106dl_testo.pdf .

In particolare segnalo che nel Titolo III “Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale” del DL. 81/08 sono contenuti gli articoli da 80 a 86, che fanno parte del Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche”. In questi articoli, ma ripetutamente in tutto il testo e per tutti gli ambienti di lavoro, per gli aspetti tecnici si fa riferimento alle “norme di buona tecnica”, che nell’Allegato 9 vengono meglio precisate. Si tratta delle norme CEI, UNI e dei rispettivi enti di riferimento europei e internazionali.

Si noti ad esempio quanto riportato nell’Art. 82 del DL 81/08:

  • b) per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua:
  • 1) l'esecuzione di lavori su parti in tensione deve essere affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica;
  • 2) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme di buona tecnica.

La norma tecnica che si occupa dell’argomento è la CEI 11-27 “Lavori su impianti elettrici”. http://www.ceiweb.it/webstore/WebStoreCopertina.aspx?id=7710 .

Tale norma ha un capitolo espressamente dedicato alla formazione degli operatori: “Cap. 5 Formazione e profili professionali”, dove vengono definite le caratteristiche delle persone avvertite (PAV) e delle persone esperte (PES). Vengono definite le conoscenze teoriche necessarie e la durata minima del corso per il livello 1A (lavori fuori tensione, durata 10 ore) e per il livello 2A (lavori sotto tensione, 4 ore in più), oltre che le corrispondenti conoscenze pratiche. Ad esempio, questi corsi devono prevedere una parte dedicata al primo soccorso, e una all'uso dei DPI (dispositivi di protezione individuale).

Il datore di lavoro è quindi tenuto a qualificare il proprio personale tecnico destinato a questo tipo di lavori, precisando se si tratta di qualifica PAV oppure PES, e se la persona è idonea a effettuare i lavori sotto tensione. Inoltre, vanno specificate le tipologie di lavori per i quali valgono le qualifiche.

La norma CEI 11-27 non specifica chi debba erogare questi corsi, quindi i professionisti del settore possono erogare formazione, indipendentemente da autorizzazioni ministeriali o di altro tipo: è fondamentale però che il datore di lavoro abbia fiducia nel buon operato del professionista o del centro di formazione.

Il CEI eroga questo tipo di formazione tramite i suoi esperti, con i corsi 11-27, dal titolo “Lavori in prossimità di impianti elettrici e Lavori elettrici sotto tensione in BT e fuori tensione in AT e BT in conformità al Testo Unico sulla Sicurezza".

Segnalo in particolare le edizioni di gennaio 2012:
10-11/01 a Milano; 16-17/01 a Torino; 24-25/01 a Bologna. Per ulteriori informazioni: http://www.ceiweb.it/webstore/CORSICopertina.aspx?Id=CS070002

Ad ogni modo, non è necessario che siano corsi CEI, ma è necessario che vengano seguiti dei corsi equivalenti, in quanto veramente utili per la prevenzione degli incidenti e quindi per la sicurezza di tutti gli operatori del settore.

Account su twitter: @elettrotecnica

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