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ALCUNE RISPOSTE DI: Tardofreak, non solo microcontrollori

Tardofreak è, insieme a Paolino, il punto di riferimento di Eletroyou per i microcontrollori. L'incredibile ed incredibilmente crescente potenza di questi factotum tecnologici, rinnovano in lui, intatto e di continuo, l'entusiastico piacere del lavoro elettronico, scoperto negli anni dell'adolescenza.
Tardofreak non si appassiona solo per i microcontrollori, ma è interessato a tutti i problemi scientifici e tecnici che modellano l'umanità e la visione dell'universo, nonché a quelli relativi alle relazioni umane, dalla politica intesa nel senso etimologico del termine, alla musica, alla cucina.
Non per nulla è una figura centrale anche negli incontri conviviali che si tengono tra i membri di questa nostra piccola grande community.
Tardofreak è inoltre uno dei principali blogger e nel suo blog parla diffusamente, con passione e vivacità, dei microcontrollori, dei suoi progetti, delle sue realizzazioni. Di solito concludo questi "Trailer" invitando a navigare tra le risposte nel forum del protagonista; stavolta anticipo l'invito estendolo al suo blog

Indice

Consigli sui microcontrollori

Le risposte di Tardofreak sui microcontrollori sono in genere molto pratiche, discorsive e scorrevoli, brevi tutorial, potrei dire. Lo stile è quello del blog. Vediamone una, completa di emoticon (le sue non sono mai impersonali, asettiche, ma sempre briose e colorite). La domanda di Dado91 era</small>

Domanda

Di cosa posso avere bisogno per le prime prove? Oscillatori (ceramici/quarzi)? zoccoli? boh... non ho esperienza sui PIC quindi mi rimetto a voi.

Risposta

caro DADO91, non hai detto quanta e quale tipo di esperienza hai con i PIC quindi mi perdonerai se partirò dal minimo: nessuna esperienza. Se non è il tuo caso non perdere tempo a leggere questo intervento, passa oltre.

La prima cosa, a mio avviso la più importante da fare, è riuscire ad entrare nell' ottica del costruttore. Ora sappiamo bene che la microchip produce una quantità enorme di modelli, quindi il problema è capire perché fa così. O la microchip è una casa costruttrice divina oppure avrà un suo motivo ... terreno ... per produrre così tanti microcontrollori all' apparenza diversi.

Un primo passo è cogliere un particolare: i PIC, almeno quelli di una stessa gamma, non sono molto differenti fra loro. Le differenze sono le solite:

  • Il taglio della flash. Quando i micro vengono prodotti fisicamente non sempre tutti riescono ... col buco. icon_mrgreen.gif.

Basta che un solo bit in un banco da 32K Byte di memoria non funzioni per scartare l' intero banco. A questo punto o si butta via il silicio oppure lo si declassa in qualche modo. Da qui i vari tagli di FLASH

  • Le periferiche. Diciamo che ci solo alcuni micro orientati verso un settore (ad esempio l' automotive) oppure verso l' USB o altro ancora. Le periferiche, il tipo ed il numero, possono fare tanti micro diversi, magari anche secondo una selezione tipo quella della FLASH: se una periferica non funziona declasso il micro e lo vendo come un modello magari senza quella specifica periferica. icon_confused.gif

Vediamo a grandi linee che tipo di micro sono quelli che hai elencato analizza dal mio personalissimo punto di vista. Il micro che userai lo dovrai scegliere, quindi la via più efficiente (di sicuro la più lunga ma potente) è quella di studiarseli tutti e vedere le differenze. Non è tempo sprecato.

14K50

E' il classico micro piccolo e cattivo. icon_cool.gif Piccolo nel contenitore e nel prezzo, cattivo perché ha l' USB icon_cool.gif ha 16 K di FLASH e, ne so qualcosa, riesci a fare bei programmi. ok.gif Ha un canale PWM (poco ma c'è e puo essere usato come uscita audio redface.gif ) ed altre periferiche con si possono fare un casino di cose. Con questo ti diverti perché hai una macchina potente al prezzo delle patate in contenitore DIL a 20 pin. Di contro ha bisogno di un adattatore per emularlo ma è un gran bell' oggetto. La PSCU l' ho realizzata con quel mostricciattolo e s' impara in fretta.

2520

E' un micro paragonabile a quello di prima ma con qualche linea di I/O in più, ha delle periferiche più carine ma non ha l' USB. redface.gif Ed è un 40 pin. Ma comunque si fanno belle cose con 32K.

16F877 e compagnia cantante

La differenza fra questo e gli altri due è che questo è un motorino, gli altri due sono delle moto da gara. Va bene se si ha voglia di programmarlo in assembler icon_confused.gif . Non è molto più facile di un PIC18 ed è palloso. Diciamo che i PIC18 sono micro ad 8 biti, vabbè, più o meno accettabili, i PIC16 sono delle mucche, e qualcuna ha pure l' artrite. icon_rolleyes.gif

Altri modelli

Bello è PIC24F16KA102. E' più o meno del livello Dei PIC18 di prima ma è un vero micro con un vero stack e che lavora a 16 bit. Le periferiche sono come quelle del PIC18, forse più potenti ma semplici. E costa una pacca sulla spalla.

Poi bisogna andare verso i "ragnazzi" da 64 pin in su. icon_mrgreen.gif Il PIC24FJ256GB110 è un gran bel micro con periferiche ottime e possibilità di rimappare alla grande gli i/O. HA l' USB OTG che ha funzionalità di host, ristrette ma ce l' ha. Se lo si vuole sfruttare al massimo da studiare ce n'è. Una bella bestiola. icon_mrgreen.gif

E poi ci sono i PIC32, un altro livello. Come gli ARM ma qui vado O.T. Ciaone.gif

Molti sono coloro che desiderano iniziare l'avventura sui microcontrollori e l'ampia varietà del mercato rende incerta la scelta.

Domanda

Sono nella fase di scelta della famiglia di microcontrollori da studiare e poi utilizzare (eccone un altro !).L' alternativa è tra Microchip e Atmel ...

Risposta

Per iniziare vedo due strade:

1) AVR perché i sistemi si sviluppo sono completamente gratuiti e senza limitazioni. Emulatore Dragon. 2) I PIC perché ce ne sono una marea a disposizione e con il PicKit3 (che costa poco) si può arrivare a lavorare anche con i 32 bit.
Sostanzialmente le due scelte sono identiche.
Quello che invece sconsiglio sono oggetti come arduino proprio perché ti trovi la pappa fatta ed è il sistema migliore per non imparare un tubo di niente.
Poi, per carità, dipende se hai voglia hai di imparare qualcosa o ti basta vedere qualcosa funzionare.  :roll: Ti dico solo che se intraprendi la strada dello studio e della conoscenza scoprirai poi famiglie di micro che ti stupiranno. Ci sono micro talmente potenti che sono un piacere da utilizzare. Non sono per principianti o per chi crede di essersi fatto le ossa con i prodotti preconfezionati. Tali soggetti non andranno MAI oltre un livello che non ho timore di definire "meno che infimo".
I microcontrollori sono un mondo da esplorare. E' come quando vai in vacanza in posto esotico, hai due possibilità: rimanere dentro il villaggio turistico e consumare il divertimento preconfezionato illudendoti di aver visitato il paese, oppure andarci cercando di scoprire veramente come è la vita laggiù. Nel primo caso torni a casa divertito, nel secondo impari qualcosa che ti accompagnerà e ti sarà utile per tutta la vita.

Domanda

Quali sono i metodi per programmare un microcontrollore?

Risposta

Per riversare il programma in un micro si possono usare questi sistemi:

Programmatore

Un oggetto che ti programma il micro come se fosse una memoria. Inserisci il micro nello zoccolo, lo programmi lo re-inserisci nel tuo circuito e lo fai funzionare. Sistema antico che va bene se hai già un programmatore e non vuoi spendere soldi.

Programmatore e/o emulatore

E' un oggetto che ti permette di programmare il micro direttamente nel circuito su cui funziona. Ti permette anche di fare eseguire il programma passo passo in modo da scovare eventuali errori (debugging). A seconda del micro e del sistema di sviluppuo il costo varia da una ventina di euro per il programmatore/debugger JTAG ST-LINK per STM8 e STM32, 30 euro per il programmatore per gli AVR, 50 euro per il programmatore/debugger degli AVR, una quarantina di euro o forse meno per il PicKit3 per tutti i PIC dal 10 al 32, 200 euro circa per il programmatore/debugger per gli AVR32, 100 dollari per il SAM-ICE per gli ARM Cortex-M3 della ATMEL e 1500 euro per il J-TRACE/JLINK della IAR che va bene per tutti gli ARM di tutte le famiglie. E' il sistema classico e quello più comodo per lavorare sui micro ed è anche quello che si usa a livello professionale

Bootloader

E' un programma che fa funzionare il micro stesso in modo da potersi auto-caricare il programma da solo. Alcuni micro ce l' hanno fisso in ROM (come gli ARM Cortex-M3) oppure escono dalla fabbrica con il bootloader programmato nell flash ma che eventualmente può essere rimosso come ad esempio gli AT90USB della ATMEL che hanno un bootloader USB. Sistema per niente costoso ma limitato a pochi micro "fortunati". Ottimo entry-point sopratutto per ragazzi con pochi soldi a disposizione.  :mrgreen:

  • Quest'articolo spiega come iniziare con il PIC33F (giocattolino interessante ma un pochino complesso) ma il discorso si applica a tutti i PIC.
  • Quest'altro articolo illustra l' approccio classico con programmatore per iniziare con gli ATmega*Quest'ultimo articolo fornisce un esempio di come iniziare con un micro che ha il bootloader pre-programmato

Il Pierin

Tardofreak ha dunque preparato una schedina per sperimentare con gli AVR. E' ampiamente illustrata e documentata nel suo blog con tre articoli ed è naturalmente a completa disposizione per fornire su di essa ogni chiarimento

Domanda

ho visto qualcosa sul sito della Atmel riguardo l'ATXMega32A4U; ci sono diverse scelte riguardo i vari tool per programmarlo ma non ho ancora capito come faccio a scegliere quello adatto... Il pierin invece cosa ha di diverso?

Risposta

Il Pierin è una schedina che ho realizzato per i miei scopi ma poi ho visto che poteva essere utilizzata per sperimentare con i micro e quindi ne ho fatto un articolo perché, a quanto pare, molti hobbisti ci trovano un gusto particolare nel riuscire a programmare un micro senza bisogno dell' apposito programmatore. icon_mrgreen.gif

Cio' detto, L' AT90USB sta all' ATmega324 come un furgone sta ad un' apecar. Ha molta più memoria (da 2 a 4 volte), ha un modulo USB che può funzionare sia da device che da OTG (anche se non vi sono molti esempi) e molti I/O in più. Come ho scritto nell' articolo il Pierin lo uso in congiunzione con il programmatore/emulatore Dragon della Atmel ma a volte, quando ho del tempo libero (in questi periodi zero assoluto), lo uso per provare i programmi che inserisco nei miei articoli perché mi è comodo. Non ha bisogno di alimentatore, lo metto su una breadbopard con qualche LED e qualche pulsante, lo collego al PC che ho in salone e, davanti al camnetto, scrivo articoli e provo programmi senza bisogno di andare in laboratorio. icon_lol.gif

A questo punto mi permetto

Un piccolo spot

per il Pierin, una schedina un po' figlia di ElectroYou che l'ha adottata come simbolo di un ingresso amichevole nel mondo dei microntrollori. Quindi:

Cerchi in un microcontrollore un amico fedele?
Allora adotta anche tu un Pierin!


A differenza di altri interpreti del Forum, le risposte di Tardofreak sono difficilmente isolabili in genere, proprio per il suo modo dialogico di risolvere i problemi dell'interlocutore. Ne è un esempio il thread da cui è tratta la seguente risposta risolutiva del problema riscontrato dall'OP

Domanda

Sto usando il PIC16F8977 e non riesco a far lampeggiare correttamente un led su port A

Risposta

No, la faccenda è diversa ed è il tipico pitfall dei PIC. Al reset gli ingressi sono predisposti per essere analogici (scelta infelice, a mio parere) ma solo se usati come ingressi, nota bene. Se usati come uscite un'operazione di write scrive i bit correttamente e correttamente li trovi fisicamente sui pin. Ma se tenti di leggere lo stato del pin (e tu pensi di leggere il valore che gli hai messo come uscita) non leggi il registro di uscita o direttamente il pin di uscita ma l' ingresso, che essendo analogico leggi sballato. Quindi facendo l' inversione del bit in uscita tu leggi il valore (sballato) dell' uscita, o meglio dell' ingresso settato come analogico, lo modifichi (male) e lo riscrivi (sbagliato). Fidati, è così. Di questi problemi, da quando bazzico nel forum, ne ho visti centinaia e tutti riconducibili al settaggio degli ingressi. E' successo anche a me quando ho iniziato a lavorare con i PIC, sembrava una cosa inspiegabile ma nel datasheet (mannaggia a lui) c'è scritto ... ovviamente. E ti riporto l' inizializzazione della porta A del PIC16F877 (DS39582B-page41)

BCF     STATUS, RP0 ;
BCF     STATUS, RP1 ; Bank0
CLRF    PORTA       ; Initialize PORTA by
                    ; clearing output
                    ; data latches
BSF     STATUS, RP0 ; Select Bank 1
MOVLW   0x06        ; Configure all pins
MOVWF   ADCON1      ; as digital inputs
MOVLW   0xCF        ; Value used to
                    ; initialize data
                    ; direction
MOVWF   TRISA       ; Set RA<3:0> as inputs
                    ; RA<5:4> as outputs
                    ; TRISA<7:6>are always
                    ; read as '0'.[

Scusa, sono stanco e non riesco ad esprimermi troppo bene.  :( Leggi il listato, è molto più chiaro di qualsiasi spiegazione.

Miscellanea

Come detto nella presentazione Tardofreak ama discutere di molti argomenti: oltre a quelli scientifici e tecnici che costituiscono il suo lavoro e la sua passione che è la coincidenza ideale per la crescita di una persona, ama discutere di tutti gli argomenti sociali, economici ed artistici; in particolar modo la musica che pratica come bassista.

Riporto alcuni suoi messaggi, che non sono precise risposte a domande, ma considerazioni e riflessioni su vari argomenti sia interni al forum che di più ampio interesse sociale.

Sui Gradi militari del forum

Nel forum gli utenti sono contraddistinti da un simbolo che è un grado militare. Altri forum adottano strisce di stellette o quadratini od altro per segnalare l'importanza che l'utente ha assunto all'interno del forum. Qui si sono scelti i gradi militari. L' intento non è bellicoso ma giocoso, ma c'è chi non ama giocare con questi simboli. Può darsi abbia ragione e comunque basta che uno chieda di non essere contrassegnato da essi, che viene accontentato.

Saltuariamente però qualcuno ci fa la ramanzina, meravigliandosi di una scelta che giudica sintomatica di visioni errate del mondo e dei rapporti umani. Tardofreak a questa

Domanda

Che c'azzecca  :?: Sono un pacifista (leggi: p-a-c-i-f-i-s-t-a, non comunista, non punkabestia, non zecca, non fattone, non no-global, ecc... soltanto pacifista) e devo ammettere che un pochino mi urtano quei simboli. Sono l'unico? Scusate la critica, che vuole essere soltanto costruttiva e non per polemica gratuita. ha dato questa

Risposta

La mente umana e' in grado di vedere qualsiasi cosa in qualsiasi contesto. Da sempre gli uomini guardano il cielo e le sue stelle. 5000 anni fa ci vedevano divinita', animali, rappresentazione di miti e leggende. Oggi ci possono anche vedere la ferrari, le pornostar o qualsiasi altra cosa.
Un uomo con il coltello in mano puo' sembrare Jack the ripper o un tranquillo amante della buona cucina che affetta una cipolla, i gradi militari possono richiamare l' orrore della guerra o un sostituto di un numero, l' elettronica e l' elettrotecnica possono evocare l' immagine di una radiolina, di un tostapane o della sedia elettrica. Dipende da cosa vogliamo vedere e dagli spettri che abitano la nostra mente.

Questo e' un forum tecnico e, per quanto mi riguarda, gli unici spettri che popolano la mia mente nascono da programmi che non fanno quello che dovrebbero fare, microcontrollori piu' complessi di quello che immaginao, e circuiti che non funzionano come vorrei. icon_wink.gif

Poi, per carita', ognuno ha la liberta' di vedere anche saibaba in un transistor, il rumore metallico nelle resistenze a strato, il suono legnoso nelle resistenze ad impasto di segatura, l' eresia nella controreazione, l' arte in un prototipo su millefori, il raggio della morte in un diodo laser, la fine della natura in una pala eolica, la magia nel concetto di amplificazione, la geometria dell' universo negli orbitali atomici, la depravazione nei drogaggi dei semiconduttori, dio in una valvola, l' universo nella matematica, la radioattivita' in un televisore a colori e la follia nella mente dello scrivente. icon_mrgreen.gif

Immancabile alluvione nell'autunno italiano, stavolta a Genova. Gli interventi idrogeologici necessari non si fannno mai in tempo; verrebbe a mancare il materiale per le polemiche

Dissesto idrogeologico

Purtroppo la natura è imprevedibile, ma non per questo non ci dice molte cose. L' osservazione e lo studio ci permettono, entro certi limiti, di metterci al sicuro nei confronti di certi fenomeni che comunque accadono.
Purtroppo, negli ultimi anni, è venuto di moda chiedersi se una tal catastrofe "poteva essere evitata".
Ricordo con tristezza l' episodio di quella bambina travolta in spiaggia da un macigno che si era staccato dalla scogliera e ricordo con tristezza mista a rabbia i discorsi che giravano intorno a quella disgrazia. Invece di prendere atto che da sempre i macigni delle scogliere si staccano dalle pareti e precipitano (basta guardare cosa c'è sotto le scogliere: macigni) e quindi certi posti non sono da ritenersi per niente sicuri, si cerca di addossare la responsabilità dell' evento a qualcuno perché "doveva prevederlo".
Questo modo di fare assolve innanzi tutto i veri responsabili, e cioè coloro che dovrebbero indicare quali sono le località pericolose ma, ancor di più, solleva dalla responsabilità chi ha il dovere di impedire che le persone si rechino o facciano attività nei posti pericolosi. E per attività intendo anche dire costruire case, strade e quant' altro e non solo recarsi a fare un bagno al mare. Questo modo di fare da anche la possibilità alle persone di non usare il buon senso per evitare di pensare che forse non è il caso di fare certe cose in certi posti, anche se non espressamente vietato. Ed occorre anche ricordarsi che i posti diventano pericolosi dopo che è successo qualcosa, al pari di una zona che viene dichiarata a rischio terremoti dopo che se ne è verificato uno.

Le cose capitano e sono imprevedibili. Quelli che sono prevedibili sono gli effetti.
Fino a metà degli anni 80, c'era un ottimo servizio idrologico nazionale che misurava ed annotava temperature e precipitazioni sul suolo nazionale ma tale attività si è affievolita fino a quando è stata poi passata alle agenzie regionali. Quel servizio era utilissimo per individuare le zone particolarmente a rischio per evitare che si costruissero insediamenti umani. La catastrofe non è pericolosa in sé, ma nella misura in cui sono coinvolte le persone.
Ora non possiamo pretendere di costruire paesi e città in posti dove sappiamo che, se capita una calamità, le vittime ci saranno e saranno parecchie. E' un comportamento di per sé poco intelligente per non dire altro.
Ancora peggio è reclamare il diritto di costruire e poi prendersela con ipotetici e non meglio definiti individui che avrebbero dovuto prevedere la catastrofe, avvertire per tempo e senza errori, e predisporre ipotetici e forse irrealizzabili piani di evacuazione.
Un esempio eloquente è il Vesuvio.
E' considerato il vulcano più pericoloso del mondo non perché si tratta di un vulcano esplosivo (ce ne sono migliaia nel mondo) ma perché la gente ci ha costruito e vive addirittura nelle sue pendici. Non serve essere degli scienziati per dire che prima o poi esploderà, lo ha già fatto parecchie volte in passato, lo fa circa ogni 50 anni e l' ultima volta che è esploso è stato nel 1944.E' già previsto che quando esploderà farà migliaia di morti, si sa già.Quindi la previsione non sta nell' aspettarsi che qualche padreterno di scienziato faccia un comunicato per dire il giorno X all' ora Y il vulcano esploderà ma nel sapere che quando accadrà non ci dovrà essere nessuno nelle vicinanze. E se qualcuno ci vive è necessario farlo andare via per tempo, molto prima che esploda a costo di fargli cambiare casa. Tantomeno bisogna permettere la costruzione di nuove casi in quesi posti. icon_rolleyes.gif
La Liguria e la Toscana sono da sempre vittime delle alluvioni. Il paese di Aulla è già stato sulle pagine di cronaca per le alluvioni ma la storia si ripete. E' sempre la stessa storia, non sì impara niente dalle esperienze passate ma s' invoca questa fantomatica "previsione" affermando a testa bassa che la tragedia si "poteva evitare" ma non nel modo giusto e cioè quello di non trovarsi o vivere in quel posto perché pericoloso ma perché nessuno ha avvertito. wall.gif

A volte mi sembra di riconoscere in certi discorsi, gli interventi di alcuni utenti che si meravigliano del fatto che non basta collegare un cavetto audio ad una chiave USB per poter ascoltare i brani MP3 in essa contenuti. Se gli fai notare che per fare quel lavoro è necessario un micro molto veloce, in grado di avere funzionalità USB OTG e velocità 100 MIPS per fare la conversione MP3 al volo ti dicono che è impossibile, che andiamo sulla luna e quindi basta un cavetto. Quindi non mi stupisco di certi discorsi, mi rattrista il fatto che si facciano.

Crisi mondiale 2011

Non è detto che i servizi, sopratutto quelli di qualità ed offerti all'estero non possano essere sufficienti, come non è affatto vero che il lavoro di bassa qualità, fatto semplicemente di fatica manuale o produzioni di basso valore aggiunto siano la soluzione.
Il fatto è che il mondo sta cambiando e noi, l' unica cosa che possiamo fare, è adeguarci a questo cambiamento. Quindi, invece di proporre soluzioni ingiuste (tipo patrimoniali che per soft che siano sono sempre e solo una rapina) o semplicemente terribili (come quella di abolire il contante che corrisponde, di fatto, ad abolire il concetto di proprietà e mettere la propria vita, l'esistenza fisica, il mangiare stesso in mano alle banche) preferisco fornire alcuni punti su cui riflettere ed alcune cose che ho notato.

  1. Il Far East ed il Sud America si stanno risvegliando e questo è palese. Fino a poco tempo fa erano dei giganti in sonno, si puzzavano di fame ed erano ottimi terreni di sfruttamento. E' inevitabile quindi che la ricchezza subisca un effetto tipo vaso comunicante che fluirà verso questi paesi a scapito dell' Occidente. Non possiamo competere con loro "con le braccia" ma lo possiamo fare con la testa, usando magari le loro braccia.  ;-)
  2. Siamo sempre stati abituati ad andare solo in avanti, ad avere sempre di più come se questo fosse un fatto normale (e lo era) ma nella vita bisogna sapere andare avanti ma anche sopportare il tornare indietro. E qui la vedo dura perché se non si è almeno fatta l' esperienza una volta, e chi l' ha fatta sa di cosa parlo, sarà veramente difficile adeguarsi ma sarà ahimè necessario. Meglio essere preparati.
  3. Nella vita a volte è necessario ripartire da zero. Anche questa è una pratica sconosciuta ai più. Chi si è ritrovato in tali condizioni ha sicuramente sofferto ma alla fine ce l' ha fatta quindi il problema non sta nel fatto che sia impossibile farlo ma che sia difficile farlo. Si parla tanto di 40/50 enni che si sono trovati senza lavoro (come il sottocristo). C'è poco da fare: giù la testa e si ricomincia con grande sforzo e ristrettezze.
  4. I diritti si guadagnano ma si perdono anche. E' chiaro che preferirei che non si perdano ma può accadere quindi tutti i discorsi di principio "è inaccettabile che ...", "è un mio diritto ..." andranno a farsi benedire. Meglio essere pronti e contare solo sulle proprie possibilità e non su quelle di cui "si ha diritto" perché potranno essere cancellate in un attimo (Grecia docet ... e non è finita).Se poi non accadrà meglio! Ma bisognerà considerarlo come grasso che cola.
  5. Prima o poi, ma si parla di tanti tanti anni, la situazione si stabilizzerà secondo una altro equilibrio. D' altro canto l'Occidente ha avuto la fortuna di avere una Cina ferma dal quindicesimo secolo "grazie" alla cecità di un imperatore (di cui non ricordo il nome) che, invece di continuare una politica di espansione commerciale si è ritirato in se stesso. Se così non fosse stato noi oggi parleremmo cinese. Anche il Sud America deve la sua arretratezza al fatto di non avere avuto governanti illuminati ma sempre e solo mezzi dittatorucoli che consideravano la gente come degli imbecilli esasperando così le divisioni sociale e, di fatto, limitando la crescita. Un po' quello che sta accadendo oggi in Africa. icon_rolleyes.gif Vabbè, per ora mi fermo. icon_mrgreen.gif

Tardofreak non solo risponde, si inserisce nei thread, ma ne apre di tutti i tipi. E' un buon bassista ed ama la musica, come molti altri del sito del resto. La musica e l'elettronica poi formano un connubio molto stretto. Ciò che ha fatto l'elettronica unitamente all'informatica per la diffusione della creazioni musicali è enorme. Non voglio qui fare una analisi del fenomeno e c'è chi nel sito è molto più adatto del sottoscritto per farla. Ne approfitto per segnalare l'ottimo blog di clavicordo incentrato sulla musica. Ad ogni modo la piccola divagazione era per mostrare le proposte musicali di Tardofreak. Ad esempio queste

Alcuni brani musicali scelti

E' un brano che non ha bisogno di presentazioni. Tutti i musicisti che sentono il blues dentro ne hanno suonato una loro interpretazione, nel suo piccolo anche chi sta scrivendo questo post, per la musica e per il suo significato simbolico. Questa è una delle più belle interpretazioni che ho mai ascoltato e mi fa piacere condividerla con voi, con chi ama questa canzone e la sente parte di se. Per tutti gli amici...

Non riesco a dormire.  :( Quindi posto un paio di brani di musica di quelli che mi capita di ascoltare quando lavoro. Autori a me sconosciuti fino a poco tempo fa ma molto piacevoli, almeno secondo i miei gusti.

Di tutt' altro genere...

Una voce indimenticabile. icon_cry.gif

Conclusione

La conclusione è la solita di questi Trailer ( ora li chiamo così questi articoli della rubrica ) sui thread che si sviluppano nel Forum di ElectroYou, cioè un invito a navigare tra le risposte del protagonista Tardofreak, in questo caso: c'è da imparare divertendosi!
Ricordo che durante la navigazione è possibile e consigliabile scegliere i thread preferiti cliccando siull'apposita incona del cuoricino in alto a sinistra sotto il titolo, per inserire il thread stesso nella scheda preferiti del proprio profilo di ElectroYou.

Buona navigazione allora tra le risposte e gli articoli di Tardofreak!

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Commenti e note

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di ,

Grazie admin. Come ho già detto più di una volta, io TardoFreak lo stimo e lo ammiro ;)

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di ,

TardoFreak è un grandissimo. Ecco un altro che si merita un fan club! Io aderisco subito!

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di ,

Da appassionato dei microcontrollori non posso che complimentarmi con TardoFreak, in quanto le sue risposte sono illuminanti per me =) Complimenti e continua così =)

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di ,

Beh, ora arrossisco io... :-)

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di ,

Articolo meritato! Grazie admin, sono queste cose che mi rendono felice di "appartenere" a questa attiva community, grazie TerdoFreak per i tuoi contributi e grazie a tutti coloro fanno parte del gruppo. Un grazie particolare a Paolino, con il quale ho l'onore di condividere alcune attività lavorative, perché mi ha fatto conoscere questa realtà. -carlo.

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di ,

Ho letto alcuni suoi interventi sul forum. Mi piace molto l'entusiasmo di TardoFreak ( oltre che la competenza ). Poi il nickname è simpaticissimo !

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di ,

Oddio! Addirittura un articolo! E' la prima volta in vita mia che qualcuno scrive un articolo su me e questa cosa ... mi spiazza. Innanzi tutto un ringraziamento ad admin. Sono onorato di tutto questo e sono anche molto imbarazzato. Un tale riconoscimento non me lo aspettavo, davvero. Grazie ancora di cuore e ... scusate se arrossisco. :)

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di ,

Gran bella biografia di un altro guru dei microcontrollori. Con Paolino e Tardofreak i microcontrollori non hanno segreti. Complimenti ragazzi.

Rispondi

di ,

Anche per me TardoFreak è stata una "piacevole sorpresa". Quando ci siamo conosciuti nel forum ho subito capito di che pasta fosse fatto, un ragazzo in gamba, uno che si da da fare alla grande. Poi l'ho anche incontrato, a pranzo con altri amici di EY e devo dire che tutte le mie prime impressioni non solo hanno trovato conferma ma sono state ampliate con altri aspetti che emergono quando ci si può incontrare di persona. Un grazie a TardoFreak per i suoi spunti e le risposte che fornisce e ad admin per questo articolo nel quale sono stato citato anch'io (e questo aspetto non può che farmi particolarmente orgoglioso). Ciao. Paolo.

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