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Tra sebadas ed orchidee

Appunti e risorse di un detective per gli impianti elettrici


Gli ultimi articoli di sebago

pubblicato 1 anno fa, 1.237 visualizzazioni

Dicono così i miei alunni di quinta, mutuando il gergo da quello che un tempo fu dei militari di leva (allora si diceva “100 all’alba”), per indicare la distanza temporale che li separa dall’inizio dell’esame di stato, e anche per indicare lo spuntino (nel senso “sardo” del termine,beninteso) al quale mi invitano e al quale purtroppo, anche quest’anno, ho dovuto rinunciare. Vabbè…parliamo d’altro.

Il percorso di arrivo all’esame di stato è anche quest’anno irto di complessità. Le linee guida della riforma dell’istruzione professionale (partendo da Tremonti-Gelmini e passando da Boschi-Renzi), hanno prodotto il frutto scombiccherato di una figura professionale (quella che dovrebbe uscire dai cinque anni di corso) sospesa tra il fantascientifico e l’illusorio. Ai tre noti corsi di un tempo (tecnici di industrie Elettriche, Elettroniche,Meccaniche), che avevano almeno un’identità chiara e tentavano di dare fondamenti solidi nelle discipline guida, i maestri pensatori ministeriali hanno scelto di individuare un unico corso di Manutenzione e Assistenza Tecnica.

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pubblicato 2 anni fa, 560 visualizzazioni

Arriva. Incombente, inesorabile, inevitabile (ma questo, per chi l'ha "evitato", non è mica un bene...). Ma sì, si parla proprio dell'ESAME DI STATO delle scuole superiori, quello che un tempo si chiamava Esame di Maturità, la cui denominazione è stata vituperata e messa al macero da orde di psicologi. Ma non divaghiamo, ché il tempo è tiranno. Ho pensato che forse avrebbe fatto piacere a qualche studentello di passaggio che si appresta a sostenere la seconda prova di TPSEE per Elettrotecnici (“Tecnologie e Progettazione di Sistemi Elettrici ed Elettronici”, mica lo potevano continuare a chiamare “Impianti Elettrici”…), vedere qualche esempio di simulazione risolta di seconda prova. Ho perciò deciso di mettere a disposizione quelle che ho fatto nella mia classe, non prima però di ricordare alcune cose ai giovani virgulti: Consigli per l’esame:

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pubblicato 2 anni fa, 689 visualizzazioni

Fine Anno (scolastico, non quello di San Silvestro, e pertanto niente frizzi e lazzi ché c'è ancora da sudare...). Per qualcuno c'è all'orizzonte il meritato premio, per altri la "sospensione del giudizio" (che sa tanto di Divina Commedia), per altri ancora...beh, lasciamo perdere, non è il caso di maramaldeggiare...

Questo articolo vuole essere solo un piccolo racconto, indirizzato ai giovani utenti del forum, di come si è svolta una delle esercitazioni classiche di un istituto tecnico o professionale ad indirizzo elettrico: la misura voltamperometrica della resistenza di un impianto di terra. Niente equazioni da incubo pre-interrogazione, niente formule chilometriche, niente strumentazione da astronauti in missione segreta.

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pubblicato 6 anni fa, 1.298 visualizzazioni

Questo è il testo ella seconda prova d'esame di Sistemi per i tecnici di industrie elettriche

Ecco un possibile svolgimento , che ho portato a termini un po' in fretta (e di notte) per un amico commissario interno. Ho notato che sul forum l'utente mapi, nella sezione "automazione industriale e azionamenti" è intervenuta con un post apposito' e mi sarebbe piaciuto fare un articolo. In quel thread magari può essere continuata la discussione su quanto da me proposto. Non l'ho scritto utilizzando l'editor wiki ed occorerebbe adattarlo. Per il momento lo pubblico fotocopiando le pagine del file pdf.

Per una migliore lettura potete scaricare il PDF originale .

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pubblicato 8 anni fa, 445 visualizzazioni

Estate, tempo di vacanze…ma non per tutti

Estate, ah la “bella stagione” degli studenti, quando – abbandonati i tristi pensieri degli ultimi compiti e delle interrogazioni da incubo – ci si abbandona al dolce far niente o ai divertimenti più disparati, sommersi da periodi di vacanze e sagre paesane di ogni genere e tipo di cui l’italica terra è piena.Ma non per tutti. Ci sono alcuni studenti che – ahimé – hanno avuto la pessima idea di farsi “sospendere nel giudizio” (ai miei tempi si diceva “rimandati a settembre”). Alcuni di essi hanno già affrontato (e auguriamo superato) questo “supplemento di indagine”. Altri attendono i fatidici giorni di settembre in cui ci sarà il verdetto finale. Per i (spero) pochi che hanno avuto la sventura di farsi “sospendere” nelle materie di area tecnica ho pensato di mettere a disposizione un piccolo documento che riguarda i trasduttori, che ho creato nella solita veste di powerpoint per facilitare il ripasso delle cose fondamentali. Un avviso ai guru di EY: è un documento che serve agli studenti degli "anni di mezzo" delle scuole superiori e dunque non ha la pretesa di essere esaustivo né precisissimo. Serve soprattutto a ripassare i concetti fondamentali e alcune caratteristiche dei trasduttori più noti.

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pubblicato 10 anni fa, 7.280 visualizzazioni

per quanto detto al paragrafo 3 dell'articolo precedente, la trave incastrata agli estremi risulta essere tre volte iperstatica: si hanno infatti:

gradi di vincolo (i due incastri) = 3+3 = 6 gradi di libertà = 3 (quelli dell’asta rigida nel piano)

e pertanto:

grado di iperstaticità = gradi di vincolo – gradi di libertà = 6-3 = 3

Questo significa, in parole povere, che abbiamo 6 incognite con solo 3 equazioni.

Infatti le incognite sono date dalle reazioni ai vincoli:

le due azioni normali agli estremi; le due azioni di taglio agli estremi i due momenti di incastro agli estremi

mentre le tre equazioni sono quelle delle condizioni di equilibrio già citate.

Tuttavia:

possiamo supporre che le azioni normali siano entrambe nulle e pertanto le incognite si riducono a quattro e le equazioni si riducono a due: la struttura diventa due volte iperstatica possiamo supporre che in corrispondenza agli incastri le rotazioni siano nulle (condizioni di congruenza), che è come dire che gli incastri siano perfetti e non abbiano cedimenti. Ciò equivale a porre altre due equazioni che, in tal modo, bilanciano il numero delle incognite. [...]

pubblicato 10 anni fa, 4.302 visualizzazioni

Leggendo gli articoli (preziosissimi) di Admin sulle linee con carichi distribuiti mi è venuto in mente di approfondire l'analogia con quanto studiato (ahimè, nella preistoria…) nel corso di Scienza delle Costruzioni. Ai miei tempi, anche per gli ingegneri elettrotecnici era un esame obbligatorio (assieme a quello di Tecnica delle Costruzionii, che trattava del cemento armato) per potersi iscrivere all’Albo degli Ingegneri. Tuttavia ho un bel ricordo di quegli esami e leggendo gli articoli di Admin ho pensato di scrivere un articolo che mi facesse riandare – solo con l’immaginazione, beninteso – ai tempi della giovinezza.

Per la comprensione di questo articolo (non semplicissimo per chi ha a che fare solo con correnti, tensioni e impedenze) è necessario fare alcune premesse che spero non siano enigmatiche. Gli esperti mi scuseranno qualche approssimazione, ma se l’ho fatta è per rendere più semplice l’analogia. Si chiede clemenza, pertanto, nei passaggi “ad usum Delphini”: forse peccheranno di precisione ma servono a rendere più digeribile il piatto.

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pubblicato 10 anni fa, 5.040 visualizzazioni

L'articolo è la sequenza di diapositive dell'applicazione Power Point preparata per i miei allievi della classe 3^ IPSIA Operatori Elettrici. Lo scopo è di poter ripassare velocemente (viviamo in un mondo di immagini e che va di fretta...) le nozioni fondamentali sui criteri di protezione delle condutture, da sovraccarico e cortocircuito, con fusibili ed interruttori magnetotermici.

Il documento è una sintesi che può, ovviamente, servire per gli installatori che vogliono farsi un'idea solida su un argomento con cui si confrontano quotidianamente, nonché per altri insegnanti ed i loro allievi. Per un uso didattico efficace consiglio l'uso dell'applicazione Power Point, per la presentazione delle diapositive, che l'insegnante può commentare, chiarire, ampliare.

[...]

pubblicato 10 anni fa, 1.747 visualizzazioni

(...alla prima parte...) (...alla seconda parte...)

Dopo il pranzo (e dopo una solenne pennichella), Bos riattaccò la vexata quaestio:

“… aiutandomi con un foglio elettronico stilo una tabella (fino a 23 cannucce) nella quale riporto:

il numero di cannucce n; il rapporto mF reale (tra il raggio del fascio reale RF reale e il raggio R della singola cannuccia) individuato con un software CAD e tenendo conto, soprattuto a partire da n=8, della disposizione reale (pratica) delle cannucce il rapporto mF teorico (tra il raggio del fascio RF teorico e il raggio R) della singola cannuccia calcolato con la formula trovata valida per n = 1 , 7 , 19 , 37 , 61 la differenza Δ tra i valori di mF reale e di mF teorico l’incidenza percentuale Δ% rispetto a mF reale [...]

pubblicato 10 anni fa, 709 visualizzazioni

(...Alla prima parte...)

“… Fine pasto. Mi sto sbafando un po’ di sebadas al miele e decido di ridare battaglia. Ora, guardando la Figura 1,

il segmento OF’ vale:

[Formula] e perciò nello spazio vuoto interno per n = 6 si ha: ci sta un’altra cannuccia (la settima, appunto)!!! Mi accorgo che aumentando il numero delle cannucce, una cosa simile accade tutte le volte che OF’ (che rappresenta il raggio dello spazio vuoto interno) assume un valore pari o superiore a quello di un fascio precedentemente esaminato: in tal caso il fascio teorico (quello con le cannucce tutte sul bordo) in realtà contiene tante cannucce in più quante ne può accogliere il fascio dello spazio vuoto interno, il cui raggio è appunto OF’. Come risolvere?

[...]

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