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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 1 anno fa, 326 visualizzazioni

Raspberry è un Single-board computer (SBC), cioè un computer che ha processore, memoria ed interfacce in un unica scheda, di piccole dimensioni. Nell'articolo precendete (Link Qui) abbiamo visto cos'è, quali sono le sue principali caratteristiche e cosa lo differenzia dalla scheda Arduino. Questo dispositivo, inizialmente pensato come scheda per fare sperimentazione, è diventato comodissimo per fare sistemi che occupano pochissimo spazio, silenziosi e con un basso consumo energetico. Visto il grande successo, una decina di costruttori ha deciso di "clonarlo" e produrre delle schede concorrenti, tra i quali ci sono anche nomi molto noti del settore, come ad esempio il produttore di schede video NVidia, con il suo NVIDIA Jetson Nano oppure il produttore di schede madri Asus con la sua ASUS Tinker Board. In questo secondo articolo vedremo come acquisire domestichezza nell'utilizzo di Raspberry e soprattutto come partire e come attrezzarsi, sia dal punto di vista software che hardware. Per quanto facile sia utilizzare questo dispositivo è infatti utile conoscere alcune curiosità e vedere quali sono i primi passi da fare per metterlo in funzione, collegare le periferiche e giocare con il sistema operativo nativo, il tutto per prepararvi alla successiva fase di installazione dell'applicazione che vi siete prefissati.

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Foto Utente elisabettaV, pubblicato 1 anno fa, 191 visualizzazioni

In un mondo sempre più tecnologico, l’acronimo AI è diventato centrale nei discorsi sul futuro dell’industria. Ma cosa significa davvero AI? Per molti, è sinonimo di Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence); per altri, rappresenta Automazione Industriale. E se le due cose fossero strettamente legate? In questo articolo esploreremo come AI rappresenti contemporaneamente entrambe le tecnologie e come queste siano destinate a rivoluzionare la produzione e il lavoro industriale.

L’Intelligenza Artificiale (AI) è l’insieme di tecnologie che permette alle macchine di "pensare", analizzare dati complessi, prendere decisioni e apprendere dai propri errori. Nel contesto industriale, l’AI è il cervello dietro le operazioni, capace di migliorare continuamente i processi grazie all'apprendimento automatico (machine learning) e all’analisi dei big data. Esempi concreti:

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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 1 anno fa, 367 visualizzazioni

Di Raspberry in Italia si parla molto poco; si tratta di un PC grande come un pacchetto di sigarette che può essere utilizzato per infinite applicazioni. Nonostante le sue ridotte dimensioni è dotato di tutti i classici connettori che equipaggiano i Personal Computer: porte USB, uscita video HDMI, uscta cuffia, Porta Ethernet RJ45, Bluetooth e tante altre cose. Qui su Electroyou ci sono alcuni articoli che ne parlano, ma risalgono all'epoca del suo lancio, circa il 2012, periodo in cui i software erano ancora sperimentali o, peggio ancora, instabili; oggi la situazione è notevolmente cambiata tanto che questa scheda gode di una vastissima platea di pacchetti software pronti all'uso e soprattutto gratuiti. Primo tra tutti c'è il sistema operativo stile Windows soprannominato Raspberry PI OS, e poi infinite applicazioni già pronte quali Domotica, Multimedialità, File Server NAS, File Sharing, ecc. Con questa prima puntata cercheremo prima di tutto di capire le sue caratteristiche principali e quali versioni sono disponibili.

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Foto Utente elisabettaV, pubblicato 1 anno fa, 565 visualizzazioni

Ciao a tutti, mi chiamo Elisabetta e sono una donna 🤗.

Ho sempre amato smontare, capire e costruire con la tecnologia. Questo blog nasce per condividere il mio percorso e dimostrare che elettronica, elettrotecnica e automazione industriale non sono mondi riservati agli uomini. Il mio "primo contatto" con questo mondo non fu tramite Solkar di Vulcano nel 2063, ma con una presa elettrica di casa e il mio mignolo che cercava di entrarci. Mio papà fu costretto a mettere i tappi in tutte le prese. 😂😂😂 Negli anni ho proseguito smontando radio, televisori e orologi... Il mio libro preferito dopo le favole? "Lo sai come funziona?"

La mia scelta dopo le scuole medie? Istituto Tecnico senza alcun dubbio 💪🏻 e poi Ingegneria

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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 2 anni fa, 253 visualizzazioni

Mentre scrivevo uno degli articoli relativo alla produzione elettrica mi sono reso conto che c'era un argomento che meritava un articolo a parte: il dimensionamento delle "centrali" che erogano servizi ad una grande platea di utenti. Questo argomento, come vedremo a breve, non è prettamente elettrico ma al contrario è un tema multidisciplinare, perché si applica a qualunque tipo di rete che disctribuisce un qualche "servizo", dal teleriscaldamento a internet. Tutti questi impianti hanno un fondamentale elemento in comune: rendere disponibile il servizio erogato agli utenti per il 100% del tempo, senza la minima interruzione. Nell'articolo non farò una disamina di come aumentare l'affidabilità dei singoli componenti, come potrebbe essere una Caldaia, un Server o un Alternatore, perché è una tematica relativa ad una precisa tecnologia, ma piuttosto starò su concetti generali utili al dimensionamento del "centro" che genera il servizio da distribuire tramite uma rete. Un ultimo inciso: anche se spesso utilizzerò concetti derivanti dal mondo informatico, l'articolo è orientato a chi si occupa di impianti tecnologici (installatori e progettisti, gestori e manutentori).

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Foto Utente clavicordo, pubblicato 2 anni fa, 346 visualizzazioni

Sappiamo che un suono “musicale” è caratterizzato principalmente da 4 parametri: 1) altezza (se nello spettro di frequenza spicca una frequenza “fondamentale”, ossia una frequenza “privilegiata”, che cioè “contiene” un’energia maggiore delle altre), 2) intensità (potenza acustica in W), 3) durata, 4) timbro (riconducibile con molte limitazioni alla forma dello spettro di frequenza). Un tale suono può essere generato dalla voce umana o da uno strumento musicale ed è ottenuto sfruttando il fenomeno fisico detto "risonanza", che comprende modi di oscillazione dipendenti da vari fattori fisici, come la costante elastica e la massa.

Io uso qui la distinzione tradizionale tra suono e rumore, una distinzione non netta ma che, semplificando un po’, è riconducibile alla composizione dello spettro di energia acustica. Quello del suono contiene in prevalenza righe equispaziate, cioè frequenze isolate equispaziate, dette anche “parziali armoniche” o “armonici”, per distinguerle dalle "parziali non armoniche", cioè non equispaziate, presenti in suoni più complessi, a volte modulati. Lo spettro del rumore ha una distribuzione di frequenza prevalentemente continua benché di forma varia . E’ molto diffusa una composizione mista dello spettro, ossia a righe e continua in proporzioni diverse, che riguarda i suoni emessi dagli animali per comunicare; in questa categoria rientra anche il linguaggio verbale umano, il parlato. Il canto, invece, fa parte della categoria condivisa con gli strumenti musicali. Chiamerò questa categoria “suono armonico”. La musica “colta” dal XX secolo in poi ha iniziato a usare sempre di più i rumori in funzione non più solo ritmica come era sempre stato, ma anche per così dire “melodica”, affievolendo di fatto la distinzione tradizionale tra suono e rumore e usando soltanto la parola “suono” come omnicomprensiva. Qui però sto cercando di indagare l’origine e la natura di quel suono che ha portato a comporre aggregazioni sonore chiamate poi “musica”.

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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 2 anni fa, 424 visualizzazioni

Continuiamo con la serie di articoli che affrontano gli aspetti pratici e gestionali della produzione di energia elettrica; nelle puntate precedenti abbiamo fatto una panoramica dei vari tipi di macchine generatrici, statiche o rotanti, abbiamo visto la possibilità di farle funzionare in modo isolato, per soddisfare piccole esigenze locali, ed abbiamo visto le motivazioni economiche che spingono alla realizzazione di un sistema di produzione elettrica. In questo articolo cercherò di spiegare quali sono le principali difficoltà che si devono affrontare per gestire una rete in corrente alternata, quando costituita da più punti di utilizzo e più generatori, indipendentemente dalla sua dimensione; potrebbe essere, perchè no, la rete di un'abitazione, oppure la rete di un ospedale o di una nave alimentate da propri generatori oppure, per estensione, la rete elettrica nazionale. L'articolo non entra troppo nei dettagli, ma vuole solamente fare, come in tutti gli articoli della serie "Produzione Elettrica" una panoramica.

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Foto Utente esisnc, pubblicato 2 anni fa, 1.009 visualizzazioni

L'articolo completa la rassegna di esperienze che ho pubblicato su Electroyou nel corso degli anni sull'argomento delle prove dei sistemi di protezione (SPG e SPI) presenti negli impianti BT e MT di utenti sia passivi che attivi. La norma CEI 0-16 (All. C.4) ha reso obbligatorie le prove in campo del SPG con la cassetta prova relè sia in sede di prima installazione che periodicamente ogni 5 anni. Quindi è evidente che questa attività interessa un grande numero di utenti e sarà sempre più richiesta. Questa considerazione mi ha spinto a rinnovare la cassetta di prova SPG, molto spartana (ma efficace e che ho usato fino a ora), presentata oltre 10 anni fa su Electroyou, che ora può andare in pensione perchè sorpassata dalle tecnologie digitali dei sistemi di misura "embedded" cioè con un SW dedicato residente su un PC di controllo che dialoga tramite porta USB con uno o più microcontrollori.

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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 2 anni fa, 308 visualizzazioni

Terza puntata della serie di articoli che affronta gli aspetti pratici e gestionali della produzione di energia elettrica, dedicata a progettisti, installatori, gestori ed utilizzatori di questi impianti. Diversamente dalle puntate precedenti, squisitamente tecniche, questa volta faremo una parentesi e ci dedicheremo agli aspetti economici che coinvolgiono questi impianti, che non sono pochi, e per i quali cercherò di fare una panoramica. Come visto un precedente articolo intitolato Storie di strafalcioni tecnico economici, anche se siete dei tecnici, non dimenticate mai che prima dell'approccio ingegneristico le situazioni devono sempre essere osservate dal punto di vista economico. Detta in altri termini, solamente comprendendo al meglio le esigenze economiche potrete scegliere la soluzione tecnica ottimale.

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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 2 anni fa, 529 visualizzazioni

Mentre stavo preparando gli articoli sulla generazione di energia elettrica mi è venuta in mente una questione molto importante che ritengo di dover affrontare subito: gli aspetti economici della progettazione e gestione degli impianti tecnologici. Anche se siete "solamente" dei tecnici, non dimenticate mai mai mai che prima dell'approccio ingegneristico le situazioni devono sempre essere osservate dal punto di vista economico (non è un errore, l'ho scritto tre volte di proposito). Un bravo tecnico per essere tale, per far bene il proprio mestiere, non può ignorare questo aspetto perché coinvolge profondamente l'ambiente in cui opera. Ignorarlo, può portare a progetti (ed investimenti) traballanti, sbagliati se non fallimentari. Per farvi comprendere l'entità del problema, che spazia da piccoli impianti domestici a grandi impianti industriali, vi racconterò tre strafalcioni realmente accaduti, che rendono bene l'idea di quanto un impianto nuovo, anche se funziona benissimo, fatti "due conti" possa diventare... ferro vecchio da rottamare.

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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 2 anni fa, 477 visualizzazioni

Continuiamo con la serie di articoli che affronta gli aspetti pratici e gestionali della produzione di energia elettrica. Nel primo articolo abbiamo visto quali sono le macchine e le tecnologie che ci permettono di produrre energia elettrica e di metterla a disposizioneai classici utilizzatori in corrente alternata ( Link Articolo Produzione elettrica - Tecnologie e soluzioni).Con questo secondo cercherò di fare un riepilogo di quali sono le situazioni in cui i generatori elettrici si usano nella modalità “in isola”, che poi è il caso più semplice di generare e distribuire l'energia elettrica. Ricordo infine che sitiamo parlando di rete elettrica in bassa tensione “tradizionale” a 230V o 400V.

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Foto Utente m_dalpra, pubblicato 2 anni fa, 517 visualizzazioni

Vorrei affrontare con una serie di articoli, sia concetti basilari che gli aspetti pratici e gestionali della produzione di energia elettrica. Si tratta di una materia multidisciplinare, molto vasta, nella quale solitamente si trattano solo le parti elettrotecniche. Qui invece cercherò di rispondere sia a domande di carattere generale che a quelle sul funzionamento, sulla conduzione e sulla gestione di questi “impianti”: Come si produce l'energia elettrica ? Che differenza c'è tra produrre energia per immetterla in rete e produrre energia per le proprie utenze ? Che differenza c'è tra i generatori fissi equelli portatili? Cosa succede quando l'impianto elettrico resta in isola? Come faccio a produrre l'energia Reattiva? Devo preoccuparmi per le variazioni della frequenza? ecc. Proverò a trattare questi argomenti con un taglio tra il tecnico ed il divulgativo, per renderlo comprensibile ad una ampia fascia di lettori: dagli studenti agli installatori, dagli utenti industriali a quelli domestici. Gli addetti ai lavori vogliano quindi perdonarmi certe semplificazioni. L'avventura sarà molto molto lunga, quindi partiamo.

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Foto Utente carlopavana, pubblicato 2 anni fa, 99 visualizzazioni

Il testo principale di riferimento è il libro Vers le cybernanthrope, contre les technocrates, di Henri Lefebvre, pubblicato nel 1971 a Parigi, circa 213 pagine.

Il filosofo francese, con una visione sicuramente profetica, in un'epoca in cui gli elaboratori elettronici stavano solo affacciandosi timidamente sulla scena aveva già individuato l'impatto che avrebbero avuto sull'individuo e sulla società, il ritorno di interesse per le idee di Henri Lefebvre in questo inizio del ventunesimo secolo potrebbe essere il segno di una svolta intellettuale di più ampia portata.

La rivoluzione culturale fu contaminata anche dal capitalismo e produsse un nuovo tipo antropologico descritto come cibernantropo, vale a dire un individuo concepito come un elaboratore o un sistema informatico che si autoregola secondo le informazioni che gli sono trasmesse dal suo ambiente.

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Foto Utente banjoman, pubblicato 2 anni fa, 699 visualizzazioni

In un mio precedente articolo avevo descritto per sommi capi la costruzione di un semplicissimo generatore di rumore bianco. Ciò ha sollevato da parte dei lettori diverse domande e richieste di chiarimenti; pertanto ho deciso di scrivere questo articolo avente come finalità: 1) Una trattazione teorica dell'analisi in termini probabilistici dei segnali e nella fattispecie del rumore. 2) Diversi esempi applicativi pratici che mostrano come si può sfrutttare un generatore di rumore avente caratteristiche ben definite.

Per quanto concerne il punto 1), oltre ad esporre un po' di teoria ma senza appesantire troppo la trattazione (altrimenti diventerebbe un corso sulla teoria dei segnali!) mostrerò degli esempi pratici tratti dall'utilizzo congiunto del mio generatore di rumore bianco e di un oscilloscopio digitale, nella fattispecie un Tektronix 7854.

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Foto Utente fpalone, pubblicato 2 anni fa, 1.061 visualizzazioni

Le sempre maggiori sfide del processo di decarbonizzazione hanno portato all'introduzione sulla Rete di Trasmissione Nazionale degli innovativi impianti di resistori stabilizzanti.

L'articolo descrive le principali caratteristiche e scopi di questi impianti ed e' un riassunto di un contributo al seminario AEIT "SVILUPPO DELLE PROPOSTE IMPIANTISTICHE NELLE RETI AAT E AT", tenuto a Firenze nell'Ottobre 2023.

Una metafora efficace per descrivere i cambiamenti in corso nei grandi sistemi interconnessi di trasmissione dell'energia elettrica è quella del treno e dell'auto sportiva. Storicamente, il comportamento di un grande sistema elettrico interconnesso era comparabile a quello di un grande treno merci, marciante a velocità pressoché costante su percorsi pressoché a livello, per la conduzione del quale erano sufficienti piccole regolazioni continue, volte a compensare piccoli dislivelli o variazioni di attrito.

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(120 pagine)


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